Miti, new media e istruzione orizzontale – di Mariaserena Peterlin

Dai miti al presente verso il domani


 
Oggi ho letto un post, breve ma importante, scritto da ragazzi delle medie. Stavo per scrivere ragazzini, ma non è mi sembrato adeguato poiché questi giovani proponevano addirittura un nuovo ramo della Secondaria Superiore: L'istruzione creativa o istruzione ai new media.
È una proposta importante proprio perché viene dal basso (e dico subito che uso a parola “basso” nel senso più alto possibile: viene dai cittadini più giovani, dal popolo sovrano, per intenderci).
Questa proposta esprime un’esigenza vera, importate e ineludibile evidente agli occhi di tutti: i ragazzi vivono in un mondo di cui vogliono essere protagonisti. Chiedono di imparare ad interagire con il nuovo mondo per esserne protagonisti. I vecchi licei, scrivono, “preparavano la futura classe dirigente e i professionisti …” perché la scuola non pensa a una specializzazione rivolta ai new media?
Come dar loro torto? In una realtà in cui reale e virtuale s’intrecciano fino ad aggrovigliarsi e in cui l’immagine, che più convince per suggestione, bellezza, fascino o impatto vince, occorre acquisirne strumenti e conoscenze adeguati.

Il fatto è che l’immagine e i new media rappresentano una dimensione che comprende anche larga parte del mondo del lavoro, è una dimensione che sta vincendo e vince, ma non per questo educa o è interessata ad educare. Altra è la sua mission.
E qui andiamo al cuore del problema: un abbozzo di una risposta va almeno cercata.
Se non capiamo cosa siamo, cosa vogliamo possiamo solo esprimere più che legittime aspirazioni, non progettare. E senza progetto questi ragazzi potrebbero non avere valore sufficiente per contare davvero, per diventare, come loro legittimamente si propongono, la futura classe dirigente e i professionisti.

Il mito antico ci ha trasmesso una conoscenza profonda dell’uomo che ha influenzato la formazione e la crescita di tante generazioni. Ci sono però anche miti moderni e quello che propongo alla riflessione che può è seguita al post dei giovani è una narrazione, non una favola del tutto inventata.
Parlo di Robinson Crusoe. Perché Mister Robinson?  Perche egli rovescia la nostra tensione verso la realtà ipertecnologica e virtuale senza stravolgere il senso.
Affascinati dai new media noi cerchiamo di inseguirli, ma l’uomo (Ulisse) non cerca di inseguire la sua sete di avventura e conoscenza solo da oggi.

Robinson è solo un uomo, probabilmente un uomo per eccellenza, che provenendo dalla “civiltà” e navigando verso i suoi affari e fortune (viaggia per acquistare nuovi schiavi) naufraga fortunosamente su un’isola deserta e primitiva; qui, da solo, deve costruire la sua sopravvivenza e fronteggiare la natura, superare le difficoltà ed imparare a vivere in una realtà e in una dimensione per lui sconosciuta ed ostile. Altro che mostri alieni!
Il suo antagonista è l’antica natura onnipossente, che lui conosce solo in parte e da uomo civile. Se non saprà progettare la sua nuova esistenza egli sarà facilmente eliminato.

Allora mi chiedo: ci sarà stata una scuola o una formazione o esperienze che hanno preparato Robinson a risolvere la sua situazione, a trovare o costruire gli strumenti per vivere da protagonista sulla sua isola e quindi da uomo costruttore e non da facile vittima di madre natura e dei cannibali banchettanti sull’isola (e che avesse catturato da mercante avrebbe trasformato in schiavi)?
Tornando a noi: è sufficiente che la scuola rincorra il presente per preparare al futuro?
Non credo ci sia una risposta netta. Credo che si possa cercare una soluzione partendo da una riflessione.
La scuola insegna a pensare?
La scuola funziona?

Sì è vero, le teste dei nostri ragazzi e dei nostri insegnanti certamente ragionano, si pongono problemi, s’interrogano; ma a volte s’incagliano o addirittura naufragano contro vari ostacoli e questi ostacoli non sono solo tutti i fatidici problemi didattico-disciplinari che così spesso elenchiamo anche nei verbali dei Consigli di classe. 
Sono anche l’anacronismo e il conformismo di un mondo che non ha un codice per decifrare questa dicotomia tra reale e virtuale, tra vita e immagini, tra gioco e videogioco, tra amici e liste di amici, ma soprattutto tra bisogni (affetto, amore, dialogo, comprensione, dialettica, educazione) e consumo indotto, tra persona e avatar e così via. O tra uomo e schiavo.

Le immagini spettacolari, i new media stessi, a quali di questi bisogni rispondono? A qualcuno certamente, ma non a tutti.
Il mondo dei new media educa uomini e donne quali cives o come altro?
Possiamo accontentarci di questo? 

Accettiamo ancora per un attimo la metafora-mito-Robinson e affrontiamo anche l’ipotesi inversa: non il civilizzato che naufraga nell’isola, ma l’uomo del terzo millennio che naviga verso la multimedialità evoluta e in progresso continuo.

Possiamo davvero pensare che solo rincorrendo o studiando i new media ottenga ingegno e sappia costruire strumenti per vivere e non solo sopravvivere da uomo libero dotato di una testa pensante?

Cercate soluzioni? (per adesso) rivolgersi a mr Robinson
 

 

4 risposte a “Miti, new media e istruzione orizzontale – di Mariaserena Peterlin

  1. Mariaserana, comunque la si rigiri, la questione principale è sempre la stessa: usare la zucca, il cervello. Pensare. Uscire dal gregge, usare la propria testa. Riflettere.Non dare nylla per scontato. Non credere-ubbidire-combattere ma dubitare-argomentare-prendere posizione. La metafora di Robinson ben si presta ad illustrare la questione: una persona (pur "cattiva", schiavista) che si salva perchè sa di poter contare  su di sè, perchè si è costruito un'identità, un proprio valore e non si è costruito come uomo-capra che bruca tutto quello che posiziona sotto il proprio grugno. Robinson avrebbe annusato le tecnologie prima di mangiarle, le avrebbe scrutate, assaggiate per poi farne, se del caso una  bella scorpacciata

  2. Mariaserana, comunque la si rigiri, la questione principale è sempre la stessa: usare la zucca, il cervello. Pensare. Uscire dal gregge, usare la propria testa. Riflettere.Non dare nylla per scontato. Non credere-ubbidire-combattere ma dubitare-argomentare-prendere posizione. La metafora di Robinson ben si presta ad illustrare la questione: una persona (pur "cattiva", schiavista) che si salva perchè sa di poter contare  su di sè, perchè si è costruito un'identità, un proprio valore e non si è costruito come uomo-capra che bruca tutto quello che posiziona sotto il proprio grugno. Robinson avrebbe annusato le tecnologie prima di mangiarle, le avrebbe scrutate, assaggiate per poi farne, se del caso una  bella scorpacciata

  3. Concordo; infatti, il problema va spostato di prospettiva: non è in discussione il cosiddetto mondo mediatico, digitale, new-mediatico o che dir si voglia, ma l'attenzione va spostata sul "saper costruire una propria identità"  e non identità-avatar, sul saper gestire gli strumenti con attiva coscienza critica. In questo anche la cultura del "passato" è indispensabile per insegnare e formare, per trasmettere l'esperienza e non indurre a vivere brutalmente (perfetta l'immagine della capra brucante) un presente/futuro pur che sia.

  4. Concordo; infatti, il problema va spostato di prospettiva: non è in discussione il cosiddetto mondo mediatico, digitale, new-mediatico o che dir si voglia, ma l'attenzione va spostata sul "saper costruire una propria identità"  e non identità-avatar, sul saper gestire gli strumenti con attiva coscienza critica. In questo anche la cultura del "passato" è indispensabile per insegnare e formare, per trasmettere l'esperienza e non indurre a vivere brutalmente (perfetta l'immagine della capra brucante) un presente/futuro pur che sia.

scrivi il tuo commento :)

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...