scritto nel 2015:

Ripubblico questa mia modesta riflessione di ben 4 anni or sono per sottolineare come oggi si parli di un “governo di incapaci”, o “che litiga su tutto”.
Ma nel 2015 era anche peggio, secondo me.

Mariaserena Peterlin

ROBA DA GUITTI
Nei miei anni giovani ricordo che in tanti eravamo impegnati per la realizzazione di un modo migliore di vivere, un mondo di liberi e uguali pronti a sperimentare soluzioni diverse da quelle convenzionali; quel mondo più giusto e che costruiva fratellanza era desiderato, immaginato, forse sognato, ma comunque rappresentava un’idea verso la quale eravamo, sempre in tanti, persuasi di essersi incamminati.
Ancora oggi qualunque progetto politico che riguardi la società dovrebbe dirci, innanzitutto, quale tipo di mondo si abbia in mente o, almeno, quale tipo di società sia quella verso la quale si dirigono i progetti. Parlare di progresso, sviluppo, crescita, merito senza dire per chi, come, in che modo e soprattutto se qualcuno rimane a terra è come aprire un locale esclusivo guardato da erculei buttafuori.
In questo caso, infatti, tutto: dallo slogan alle riforme, dai discorsi alle azioni, rischia di essere niente altro che scena di cartone, coreografia o, peggio, allestimento velleitario e senza nemmeno copione; roba da guitti, dunque. Anche se, pensandoci bene, i guitti non fanno male a nessuno mentre chi vive per il denaro e il potere sì.
E no, non sono nostalgica perché io quel mondo diverso e migliore desiderato, immaginato, forse sognato, ma che comunque rappresentava un’idea grande verso cui camminare non l’ho perso; mi dispiace solo che sia diventato troppo difficile realizzarlo oggi. Ma non si sa mai.

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Alla parata militare…

I “regazzini” lasciateli giocare.
Alla parata militare, sono stati portati anche ragazzini piccoli, messi in gruppetto e bardati di maglietta bianca e bandierina di ordinanza da sventolare, e poi proposti al Presidente che non sapeva come rigirarsi e rigirarseli e a un parterre di ministri che se avessero avuto il teletrasporto sarebbero stati già altrove.
Mi dato un profondo senso di delusione vedere ragazzini che possono ancora imparare tutto, capire tutto, relazionarsi nel modo migliore (e tante se ne potrebbero dire) affidati a persone che non sanno altro dire che “è una ricorrenza importantissima e siamo felicissimi di essere qui” e poi ancora esibiti come un fan club a ministri e persone che non capiscono un accidenti, e si vedeva, di infanzia.
(oh che begli animaletti)
Per fare un esempio la Casellati stava al cellulare, Fico era su un mondo altrove, Mattarella li metteva in fila per la foto con Bussetti e gli altri stavano appesi come a stagionare. Incolori. c09b7adb-51aa-4527-b575-90aed2cc05df01medium
Insomma, dico brontolando, ma sapendo che venivano sti ragazzini nessuno si è messo in tasca un pacchetto di caramelle e cioccolata (fosse pure la scialapposa ferrerokinder?)
La mia personale verità, che non chiedo di approvare, è che questa società non ha simpatia né empatia per i bambini o i ragazzini e sopporta gli adolescenti (temendo di buscarne); Nello stesso tempo non sopporta i vecchi se non sono potenti o politici. Ma porcamiseria.
Per tutto il resto c’è l’apparenza.

Radio e giornali che si lamentano

Featured Image -- 3751Siamo quotidianamente afflitti e perseguitati da richieste di sms solidali per cause e problemi tragici e di cui si dovrebbero occupare Governi, Organismi intarnazionali e la Comunità Europea. Ma non basta. Adesso ci si chiede anche di sostenere la causa di Radio Radical e anche di qualche giornale che chiede sostentamento paventando chiusure.
Sostentamento?
Potrei essere e sarei anche d’accordo a sostenere giornali, organi di informazione e radio affinché non siano chiusi e ottengano finanziamenti.
MA c’è un ma molto serio per me: lo farei patto che NON si tratti di Giornali, Organi di Informazione e #RADIO impostati su una ideologia sostanzialmente liberista.
Cari amici che invocate aiuto, non siete forse voi che per decenni avete sponsorizzato il libero mercato, la libera concorrenza, la meritocrazia, il #liberismo? Non avete forse  amoreggiato con la finanza? Non avete chiesto di risparmiare perfino sulle pensioni dei poveri, sulla sanità, sui sontuosi stipendi degli statali, sulla scuola?
Non avete forse  sostenuto, come fece l’immortale Eugenio, che un giornale è anche un prodotto commerciale? E allora, accomodatevi e anche voi giocatevela sul mercato la vostra chance.
E allora pedalare, pedalare, pedalare… come facciamo tutti quotidianamente, anche in mutande.

Social, politici e info. Ma anche blog

pcSe è vero che troppi politici sono troppo presenti su social è, a mio avviso, anche vero che quando i media riferiscono le loro dichiarazioni accade che sovente le manipolano sia nel sintetizzarle sia nel modo in cui accostano le diverse frasi di diversi politici sia anche nel taglia e cuci che ne fanno.
È altresì vero, sempre secondo me, che su social posso leggerli o anche non, mentre se ascolto un tg per cercare di capire cosa accade nel mondo mi viene imposta una sequenza di informazioni costruita ad arte e non sempre in modo oggettivo
Allora concludo che se i media e Confindustria attaccano la presenza su social dei politici (a cui è lecito certamente chiedere la maggiore sobrietà possibile) è altrettanto vero che fino a ieri il potere dei media e dell’informazione era controllato da finanza&soci in modo assoluto
🤨
Invece oggi no e non solo i politici presentisti, ma anche alcuni di noi possono esprimersi e dir qualcosa.
Scrivo quest’ultima frase pensando soprattutto a noi #blogger, piccoli o importanti che si sia, e a all’uso utile che possiamo fare di questo mezzo. Non penso ad un utile moralistico, bensì ad un utile sociale. Chi di noi pensa di poter trasmettere un messaggio che va nella direzione del bene comune può farlo, ed è utile che lo si faccia.
Se è vero che una goccia non riempie il mare è anche vero che tante gocce possono riempire almeno un bicchiere. E non è poco. Come dice qualcuno : nessuno di noi è inutile, e sta a noi cercare di fare il mondo migliore.
È vero che ci sono i famosi o le famose influencer che scrivono per ottenere molti contatti e quindi denaro. Ma nessuno vieta di scrivere per diffondere pensiero e idee.
Buona scrittura a tutti.