TUTTOLOGIA, portateli via.

Ah beh, si beh (m’ispira Jannacci)

Tanti, troppi, appartenenti a questo popolo di italiani disorientati (mi tengo leggera) recentemente ha elaborato la convinzione di potersi improvvisare esperti di; e s’infervora in corrucciate discussioni.
E mentre nel passato si imparava (anche a suon di meritate reprimende) che prima di parlare occorre pensare, e meglio ancora studiare, adesso si propongono miriadi di esperti delle discipline più complesse e delicate. Ad esempio:
a) medicina e virologia
b) giurisprudenza in particolare in materia di ergastolo
c) sociologia con particolare attenzione alle migrazioni
d) politica estera con particolare competenza su presidenti che vanno e vengono
e) sistemi elettorali del pianeta
f) alimentazione e salute
g) sistemi scolastici dalla materna all’Università e dintorni
Potremmo continuare. E taccio della letteratura e della poesia, nota dolentissima, di cui tutti sanno, dicono, producono intestinalmente.
Ma non sarà troppo?

Del resto fanfaroni tuttologi (o ruttologi?) ne sono sempre esistiti, e sempre hanno trovato i beccaccioni che gli han dato credito.
Ad esempio:

Come fare la festa alla “mamma assassina”

colori 3Hai 16 anni: a sedici anni sei un minorenne e se, per ipotesi tu fossi una studentessa e, durante l’orario scolastico, o durante una cosiddetta gita di classe, subissi un qualunque danno (dall’occhio nero causato dal compagno all’incidente stradale) il docente responsabile potrebbe passare il guaio della vita ed essere chiamato a rispondere civilmente, penalmente, economicamente eccetera. Si chiama culpa in vigilando . Ma tu, invece sei una sedicenne che partorisce in casa, nel gabinetto, e che ha gettato la creatura dalla finestra; quella creatura, una bambina tenera e indifesa, è morta. E allora sei un mostro. E nient’altro. Ovviamente non mi sogno di difendere il tuo delitto angosciante, odioso, contro natura. Però tremo quando si scatenano i moralismi dei quotidiani online o di carta esponendo una opinione ben declamata che tanti lettori sono pronti a seguire, e dissento quando ti giudicano semplicemente e crudamente madre assassina, con tanto di foto tua, della casa, del cortile e di tutto quanto fa spettacolo.
Di te, ragazza mamma assassina, non sappiamo niente di più di quello che scrivono i media: hai partorito, beh in condizioni certo non invidiabili, e gettato giù dalla finestra la tua creatura; roba da romanzaccio, o forse da racconto zoliano. No, non tocca a me indagare il contesto, l’ambiente, la famiglia e nemmeno, se ce l’hai, chi sia la tua, invece, di mamma. Però dico, e con dolore, a chi ti stigmatizza, che si fa presto a richiamare al dovere materno una sciagurata (permettimi di definirti così perché è una sciagura atroce quella che ti vede protagonista) quando tutta la nostra società inneggia a tutt’altro che all’amore materno o al ruolo delle mamme e della famiglia; quando nella nostra società si propongono comunemente immagini di adolescenti monelle, disinvolte e furbe a cui certamente un guaio o un incidente come il tuo non potrebbe accadere mai. Quando ti si indicano le tante altre soluzioni che esistono, ma che evidentemente non sono state, per chissà quali ragioni, tra le tue opzioni di scelta. Fa paura solo a me questo modo moralistico chic di porre la questione? Non è forse lecito immaginare che se tu avessi avuto la possibilità di gestire la tua vita come una ragazza evoluta ed informata, o come le vip, quelle che partoriscono quasi sessantenni con la facilità con cui si scodella un uovo al tegamino, e poi via, veleggiano verso la loro carriera qualunque sia, allora anche tu avresti, forse, esibito il cucciolo esattamente come loro: come un dolce e tenero status symbol ? Davvero è terribile che sia stata assassinata una creatura innocente, una vita che si poteva salvare. Ma in questo, come in altri casi, vi sono dei moralisti, laici e non, che si accorgono che esiste una pietas, che non hanno forse  mai praticato, solo quando è troppo tardi. Eh certo, una mamma alla Belen è una bella e santa, mentre tu un demonio, una strega, una rozza senza qualità.
Ci sono molti modi di morire, ma le vittime sono di solito tra i più deboli.
Perdonate il mio sfogo, ma i moralisti non li sopporto.

Davvero, Daverio, il Latino?

60797-fidanza2b-2bfrancesco2bpetrarca2b255b255d2b252822529Davvero, Daverio, il Latino? 💡
In una intervista recente Philippe Daverio ha detto che, a suo avviso, come lingua ufficiale dell’Unione Europea si dovrebbe inserire il Latino sostituendolo all’Inglese (il Regno Unito ha fatto brexit) , aggiungendo che si dovrebbe ricominciare a insegnare il Latino fino dalle prime classi di scuola.
Già.
A me parrebbe un’idea alta e luminosa, con una serie di problematici dubbi, superabili, forse, tranne uno pesantuccio.
Vi sarebbe in effetti una difficoltà.
Sinceramente, ma proprio sinceramente, quanti insegnanti di latino competenti pensate vi siano ancora in circolazione?
Capisco che si possa liquidare la questione definendo il Latino una lingua morta, e morta in effetti è. Tuttavia direi anche che latino è stata una delle vittime di una sorta di semplificazione dei programmi scolastici, giustificata nei tanti modi che conosciamo.
Penso che ben pochi abbiano mai imparato, a scuola e pur studiandolo ai bei tempi, a esprimersi in latino addirittura parlandolo. Eppure, eppure quando si taglia così drasticamente non si rischia forse una mutilazione troppo pesante?
E inoltre giova, ad esempio, all’Istruzione dei nostri ragazzi una ministra non laureata ma in possesso di un diploma conseguito senza il Latino, nel quadro orario, nemmeno per un’ora ? (chi voglia può verificare il programma dell’Istituto che frequentò la Ministra su questo link… )
Infine sebbene Franceschini, onnipresente ministro, si affaccendi qua e là ad aprire festivamente i musei (anche per fare cassa), dobbiamo ben prendere atto che, mentre i dipendenti dei musei medesimi non godono di festività, i garruli visitatori, a volte masticanti in ciabatte, volteggiano tra marmi e tele spesso a loro incomprensibili proprio per carenza di cultura umanistica e non certo di proteine o zuccheri.
Sarà giusto così?

Mala tempora currunt, ma non perdiamo la fiducia, aspettiamo senza paura il domani immaginando e anelando che possa, miracolosamente, ritornare un nuovo e splendido Umanesimo dove potremo ragionare de sui ipsius et multorum ignorantia. E cercare faticose vie d’uscita dal labirinto oscuro dell’arroganza saccente così in voga.

Chef arroganti e giudici strafottenti

Come è buona lei, signora giuria.
(A proposito di gare in tv)

Vorrei sbagliare, ma mi sembra che siano in aumento le trasmissioni tv che esaltino sempre più insistentemente il cosiddetto merito, la competizione, la supremazia di un “campione” ottenuta in gare tra persone che accettano di lasciarsi maltrattare, strapazzare e perfino sfottere e insultare, con ostentato cinismo da parte dei giudici, anche sul carattere, l’intelligenza, le capacità fisiche o manuali o intellettive, o sull’attitudine alle relazioni sociali.
Se questo accadesse perché una giuria televisiva (di cuochi, di gente di spettacolo o simili) avesse lo scopo di formare e, o selezionare persone utili al bene sociale comune sarebbe comunque faticoso da accettare, ma forse sopportabile.
Invece no: assistiamo (sempre che si abbia abbastanza pelo per sopportarlo) a gare di presunta cucina, presunto talento, presunte abilità artistiche o peggio.
Vediamo persone che strisciano accettando giudizi e valutazioni anche umilianti nel nome di una frittura o di una esibizione fisica.
Sono preoccupata e disgustata.
Ovviamente mi riferisco a competizioni tra persone comuni, non ai Vip del genere isola dei famosi o Ballando con le stelle, anche se… il costume non è certo educativo nè elegante.