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Se le #sardine non son leoni

dalla loggia 4Sì è vero, ammetto, è difficile dar loro credito a lungo/medio termine e considerare credibili questi giovini alla #Mattia #Santori, infatti a un osservatore disincantato non appaiono una generazione di credibili contestatori, (stavo per dire, dotati di attributi mentali e fisici adeguati, ma non lo dico) come quelli delle generazioni in eskimo.
Appaiono piuttosto come dei beneducati rampolli bon ton che concedono solo alla riccioluta chioma un messaggio di disordine ordinato. E blanditi e corteggiati ci han messo del loro per sembrare figurine Panini di un album scaduto. Con applausi del papà Bonaccini o dello zio Zingaretti.
E tuttavia proprio quelle, da me amate, passate generazioni in eskimo, e o a gonna a fiori, hanno generato, per lo più intendiamoci ma non solo, figlie e figli e nipoti di tal guisa riccioluti e beneducati, insomma figli di un galateo minore, diciamolo.
Amici miei, che devo dire? Questi abbiamo il resto è sogno.

Speranze? Sardine sono, e non squali e nemmeno piranha e tanto meno leoni marini, ma allora per lo meno escano dalla scatola che di speranze ex-catologiche non catalogate abbiamo tanto bisogno.
Che san Pilastro vi benedica, figlioli miei, contestatori immaginari.
Amen

famiglia e nascite: sono incentivabili?

71zpu1zyvpl._sy445_  No, secondo me non è la “#famiglia” ad essere in crisi in quanto istituzione.
Ciò che è davvero in crisi è, a mio avviso, la considerazione dei ruoli all’interno di una eventuale famiglia.
Se nel passato la famiglia reggeva come cellula della società (enfaticamente esaltata) questo era solo per merito (se vogliamo dir così) e comunque per fatica ed impegno quasi esclusivamente femminile.
Un compito esclusivo, svolto fino al sacrificio quotidiano, enfatizzato e schematizzato secondo modelli di buone vs cattive ossia di moglie/madre/sorella da un lato e vipera/peccatrice/maliarda dall’altro con esclusione solo di eventuali martiri o suore di clausura (a patto che non di Monza).
Tutto questo non è certo una novità.
Ma è una novità la recente pretesa di pensare di “salvare la famiglia” o addirittura di “incentivare le nascite” con provvedimenti previdenziali di varia e velleitaria provvidenzialità.
Penso che tutto questo fervore non serva a nulla.
I bambini sono nati anche durante le guerre, e le migrazioni sono composte in misura notevole da donne, infanti, giovani e a non di rado famiglie.
Non sono solo i denari la soluzione.
Maschi di questo pianeta: fatevi un esame di coscienza fatto a modo, o curatevi la psiche.
Le donne vi hanno fatto sempre paura e per questo le volevate e in molti le vorreste ancora marginali e ancillari.
Quando si negano alla subalternità sociale allora “è in crisi la famiglia”, allora “è in crisi la natalità”. E il cosiddetto tetto di cristallo diventa uno spot colpevolizzante.
Oppure si inventa anche lo slogan che recita: “Il peggiore nemico delle donne sono altre donne” strumentalizzando, ulteriormente, le frustrazioni.

(bimbi, veglie notturne e vecchi non son cose da uomini, eh già)

Citazione

Imparare anche dai nostri ragazzi

via Imparare anche dai nostri ragazzi

Inondazione di profughi?

La mia excusatio non petita, o piuttosto la mia premessa è che sto riflettendo su una espressione verbale, non pretendo certo di analizzare la questione dell’agressione turca contro i Curdi. Ricordo solo che, in tutti i manuali scolastici di Storia si trovava sovente, in fondo ai capitoli più importanti, uno sparuto paragrafo sulla cosiddetta Questione d’Oriente e a quanto pare la questione, secolo dopo secolo e guerra dopo guerra, rimane questione aperta.
Ma in questo momento rifletto sulla cosiddetta minaccia all’Unione Europea da parte del signor Erdogan, notizia di tutti i notiziari:  Il presidente turco annuncia di aver ucciso ‘109 terroristi’ e avverte l’ Ue: se ostacoleranno l’operazione militare, Ankara aprirà le porte a 3,6 milioni di rifugiati, mandandoli in Europa.
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La mia sarà utopia,  ma mi fa tristezza che i profughi siano eventualmente considerabili una minaccia. Se una persona può infatti essere una risorsa utile perché un milione di persone non possono essere considerate un milione di risorse utili?
Cosa c’è che non funziona in questo mondo in cui le persone sono solo un peso, un oggetto di paura, una minaccia?
Perché, mi chiedo, nessuno sa immaginare un mondo in cui tante persone possono far parte di molti progetti, di tante iniziative che possano rendere migliore la vita?
Di cosa abbiamo paura? Che l’aria che respiriamo ne sia impoverita ? Oppure il nostro cuore è così duro che non abbiamo più posto per i sentimenti di accoglienza verso gli altri?
So bene che potrei autorispondermi che si dice : “aiutare a casa propria” o anche “qui è casa nostra”.
Ma allora la fortuna di avere una casa, o la tragedia di non averla perché sono toccate solo a qualcuno?
Utopie, lo so che sono utopie, ma se qualcuno commercia proficuamente in esseri umani perché noi li consideriamo solo come una minaccia, una tragedia e sostanzialmente una perdita e non un possibile, eventuale, costruibile vantaggio?
Utopia.
Quanto sopra lo scrivo perché quel tizio, il signor Erdogan, dice : vi mando i profughi come se dicesse vi bombardo con l’atomica.
E ancora una volta il gioco è in mano alla paura.
Tutto qui.