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Nemici o cosiddetti nemici

Gli abitanti di questo pianeta non nascono nemici, non sono diversi tra loro, ma vengono allevati, cresciuti, suggestionati e istruiti per diventare anche nemici del prossimo.

Il diffondere idee di diversità, variamente proclamate e declinate, dalla meritocrazia fino alla superiorità di razza, religione o civiltà, dalla esaltazione della competizione fino alle pretese di aver diritti che distinguano da altri, solo per citare una linea di pensiero sommariamente, è ciò di cui si servono i reali nemici per dominare, spogliare, usare violenze, far tacere il dialogo.
I cittadini che disgraziatamente subiscano ed accettino queste forme perverse di pensiero e e queste linee violente di comportamento diventano possibili nemici.

Ma tra di loro ci sono anche chi subisce gli ordini o non ha possibilità di elaborare una cultura di pace. Penso, o meglio tutti sappiamo, che tra i soldati che uccidano ci siano anche persone che sono, a loro volta, uccise.
E i morti, alla fine, sono solo poveri morti; fratelli incapaci di riconoscersi o impossibilitati a farlo.
Se accettassi una logica mi sentirei disperata.
Voglio sperare che si superi tutto questo.

Zelenskij, ci appare come un capo di stato che difende il suo paese, a me sembra che non difenda realmente la vita dei suoi, specie se si inalbera (come umanamente è comprensibile) su posizioni che fomentano altra guerra.

Ma mi affretto ad aggiungere una precisazione: si cita spesso in questi tempi una frase: “La guerra è nemica della verità”. E allora aggiungo che forse la verità ci è raccontata parzialmente. Il dubbio è inevitabile.

Di Putin non posso dire nulla. Le accuse verso di lui sono schiaccianti. E a un politico siffatto non so se sia pensabile far arrivare una cultura della pace fondata su principi di uguaglianza, fraternità, libertà e pace: in fondo sono i fondamentali della nostra tradita civiltà.
Chi li ha fatti tacere?

Se vuoi la #pace, non spegnere la luce

Mariaserena Peterlin

Gira un post giudizioso della solita #Gabbianelli: spegnere, ridurre, abbassare uso dell’energia elettrica. Come se tutta la nostra vita, e non solo le piccole utenze di casa, non dipendesse dall’energia che, in Italia e in qualche caso in Europa, non produciamo più. Come se ospedali e farmacie, centri commerciali e fast food, conservazione dei vaccini ma anche del latte, carne, vegetali ecc o pompe di benzina e gasolio, come se tutti i mezzi di trasporto ecologici e non, come se tutta la comunicazione cellulari compresi, elettrodomestici come se …

Come se ci potessimo sentire salvi e tutelati se le fabbriche non producessero più pannolini, pannoloni, carta igienica o shampoo per capelli tanto spegniamo i phon e la lavabiancheria? Come se (aureo consiglio!!) lavare piatti a mano si potesse fare con l’acqua gelata, se arriva, e non consumasse più acqua e energia che usare la lavastoviglie AA++++++ (e via di crocette)

Lasciamo perdere.

Abbiamo pianto e ululato chiedendo ristori per poche settimane o mesi di chiusure e limitazioni, ma avevamo il frigo pieno, il riscaldamento acceso o il condizionatore a palla e la perfida Amazon che ci faceva da balia. O eravate tutti eremiti che si nutrivano di locuste ed erbe e si scaldavano pregando?

E ora, grazie Milena, ci illudiamo che se diamo segnali con le lampadine all’orso inferocito e feroce togliendogli l’uso della luce dei led di casa lui si fermerà?

Ma parliamo seriamente e smettiamola col pauperismo mentale.

O si lavora seriamente per la pace o è la fine di questo modello di pseudo civiltà. Pseudo civiltà, ma piace.

O la politica diventa intelligente o meglio fare scorte… di fette biscottate, per resistere un paio di settimane.

Altro che spegnete spegnete spegnete.

Ma questi sono i nostri media, purtroppo: gabbanelli compresa.

Guerrafondai in conto spese (altrui)

Invocare, accettare o anche ipotizzare l’uso delle armi da parte dell’Italia contro un nemico (qualsiasi) significa constatare il fallimento di decenni di vita di organizzazioni e organismi internazionali, significa non richiamare fortemente i suddetti alle loro responsabilità, significa ammettere che siamo incapaci di essere costruttori di pace, significa anche non capire che siamo pedine che subiscono e non protagonisti attori di un gioco deciso altrove.

Significa anche rinnegare la costituzione, ma questo ormai accade a 360, e più se possibile, gradi.
Infine, e mi limito, significa che non abbiamo studiato la storia, che non abbiamo capito cosa sia davvero una guerra e che siamo ancora soggetti alla logica del passato. Significa che non abbiamo a cuore i piccoli, i deboli, gli indifesi ma solo il nostro personale fortino ben foraggiato.
Manteniamo da decenni istituzioni internazionali: non possiamo ricordarci delle nostre spese e tasse solo per bofonchiare contro le auto blu.
Vergogna.