Elogio dello sberleffo e del dileggio

Ho letto un importante articolo di Anna Lombroso : Un popolo di poeti e viticoltori che prende spunto dalle recentissime vicende di abbandoni (Bondi) e di sdegni (D’Alema) abbondantemente circondate da cordogli e comprensioni  mediatici e non. Suggerisco di leggerlo.
Nel leggerlo ho pensato a quelli di loro che denunciano la violazione delle loro intimità, delle loro case: nuovi verginelli/e verecondi/e che non arrossiscono né piegano un ciglio, non si scandalizzano né rammaricano quando occorre fare collette per pagare le cure di persone malate o quando i lavoratori muoiono di lavoro e i padroni sono assolti. Ogni giorno ne penso tanti di questi crudeli buffoni verso i quali la ribellione sarà, se e quando verrà, sempre troppo tardiva.
Penso che sì sia importante trasformare in sberleffo la nostra incredulità verso la loro improntitudine. Penso che i tanti collezionisti di cariche, incarichi e prebende dovremmo affrontarli sotto casa e, senza toccarli. gridargli a dosso quello che sono: odiosi parassiti nocivi.
Provo a spiegar, con un breve ricordo storico, la mia adesione allo sberleffo e al dileggio anche se semplifico un po’: quando il popolo di Parigi si sollevò contro la monarchia non prese una posizione spontanea né ragionata o frutto di una ideologia. E’ vero che la rivoluzione ha avuto ideologi e filosofi, ma è ragionevole pensare che senza il movimento dal basso, un movimento complesso e non privo di ondeggiamenti ma certamente anche violento della “plebe” (se vogliamo chiamarla così), la monarchia avrebbe avuto qualche possibilità di negoziare, di far valere le sue parentele e alleanze, di sfuggire alla sua sorte. L’avversione verso Maria Antonietta, l’austriaca, si nutriva anche di satira, di libelli, di testi scritti e perfino recitati: sberleffi, sfottiture a volte eccessive e dicono calunniose, ma che contribuirono a creare una specie di cultura diffusa e ostile, sempre più violentemente avversa alla regina, alla corte parassitaria, al monarca che di colpe ne aveano in abbondanza.
Insomma per diffondere e rendere popolare, ancora oggi, la verità inoppugnabile che siamo vessati duramente da gente di bassa lega, ignorante, da satrapi e satrapesse, da mantenuti/e, da repellenti poetucoli servili, da media meschini adulanti ecc ecc lo sberleffo può servire. Ma ovviamente vanno bene tutte le strade possibili.

Annunci

2 risposte a “Elogio dello sberleffo e del dileggio

  1. L’ha ribloggato su Notecellularie ha commentato:

    per diffondere e rendere popolare, ancora oggi, la verità inoppugnabile che siamo vessati duramente da gente di bassa lega, ignorante, da satrapi e satrapesse, da mantenuti/e, da repellenti poetucoli servili, da media meschini adulanti ecc ecc lo sberleffo può servire.

  2. non so se definirla dialettica risolutiva o proattività inderogabile la leggittimità dell’azione della ‘plebe’…”quando il popolo di Parigi si sollevò contro la monarchia non prese una posizione spontanea né ragionata o frutto di una ideologia. E’ vero che la rivoluzione ha avuto ideologi e filosofi, ma è ragionevole pensare che senza il movimento dal basso, un movimento complesso e non privo di ondeggiamenti ma certamente anche violento della “plebe” (se vogliamo chiamarla così), la monarchia avrebbe avuto qualche possibilità di negoziare, di far valere le sue parentele e alleanze, di sfuggire alla sua sorte. ” ..

scrivi il tuo commento :)

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...