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Il denaro e la violenza dei nuovi eroi

pcPare che nel Regno Unito ci siano persone scontente non per il caos brexit, non per la crisi commercio e delle catene commerciali, non per gli attentati o altre pinzillacchere ma perché al regale battesimo dell’ultimo nato della altrettanto real casa gli invitati sono stati una ventina nonostante i 2,4 milioni di sterline della ristrutturazione del “cottage”.
All’anima del cottage.
E dunque è così, e sono più seri i gatti che, se possono, ti rubano la salsiccia dal tavolo che non sudditi che ti concedono i milioni, ma gli devi far vedere un battesimo almeno in tv.
No, non straparlo. So che può sembrare. Ma è un po’ quello che diceva mio nonno: a Vicenza, in Piazza dei Signori, c’erano quelli che andavano a vedere “i signori che mangiano il gelato”. La plebe del terzo millennio sempre plebe è: si contenta dell’odore del lusso, si appaga dei lustrini di Mediaset (ma ormai di tutte le emittenti) e delle vacanze vippesche di cui si legge dal parrucchiere in una delle mille rivistucole tutte Cairo-Mondadori e caso mai affini.
E poi emulano nel bugigattolo de noantri, anzi a casa loro, magari prendendo a calci un vicino, ma anche un neonato va bene; sbeffeggiando un disabile, ma va bene anche picchiarlo a morte.
Il lusso è, come no? una violenza (forse al gusto, vedi le case dei casamonica, ma soprattutto è violenza perché tutti sappiamo che l’estrema ricchezza si accumula sulla pelle dei miserabile della terra) e allora ci si accontenta di essere superiori facendo violenza anche quella estrema contro chi sia più debole.
L’importante è sconfiggere.
Non sopporto il lusso, il potere del denaro, la supponenza di chi si circonda di consenso prostituendo gli altri e a volte anche l’animaccia sua.
E mi scuso, ma non ce la faccio a sopportare nemmeno chi va a pesca di poveracci, se ne circonda in una forzata sorta di crociera e viene chiamato eroe.

La realtà della meritocrazia

thumb_IMG_3308_1024Forse qualcuno si sarà accorto che le suggestioni meritocratiche mettono tutti gli uni contro gli altri, che non valorizzano davvero il merito né il coraggio o la luce dell’intelligenza, bensì le cordate, le arrampicate, la protervia dello sgambetto. In queste pratiche sono maestri i più lontani dalle prassi civili e i più vicini alla legge della giungla. Da non confondere, tuttavia, il richiamo animale alla giunga e alle strategie della volpe e del leone che erano state teorizzate per evitare le trappole e sgomentare i violenti. Golpe a conoscere e’ lacci, e lione a sbigottire e’ lupi scrive Machiavelli, ma scriveva per il Principe, per chi volesse ottenere il potere in un’epoca sostanzialmente violenta e corrotta, non per una società retta da una Costituzione pensata per garantire diritti e doveri, per costruire un bene comune e non per prevalere.
E tuttavia: nessuno riuscirà a frenare, con la buona volontà, questa sorta di libidine a prevalere con tutti i mezzi. Nessuno con la contrapposizione netta.
Penso che l’unica via sia quella di rinnegare quelle suggestioni meritocratiche per ritrovare la via della ragione che argomenta e svela le trame delle cordate, gli inganni meschini, le subdole violenze della malizia.
Nubi sempre più fosche si addensano. Il cielo non è sempre blu.
Non sono ottimista, ma sarebbe pericoloso o imprudente esserlo.

Ex prof


Immagino che sia deformazione, professionale intendo, nel pensare che quando, come, dove e anche se, si ammassano creature, fossero pure animali, ma sono invece cuori con con anime e cervelli, e le si trattano come se fossero solo un problema o un accidenti, un guaio o una scocciatura e una spesa, immagino, dicevo, che sia solo con responsabile attenzione, con strumenti e strategie, con guide severe ma attente all’altro, che si riesca a fare venire alla luce la gemma che c’è in ciascuno di noi. Se questa è la condizione umana allora la gemma c’è in ciascuno. E quella gemma ha un nome: uguaglianza responsabile dei diritti.

Se l’orrore diventa spot

Si susseguono, dettagliatamente documentate dalle tv, le notizie di efferati ed orrendi omicidi dei noti tagliagole. Ormai siamo di fronte a crimini che offendono il genere e la natura umani. Purtroppo si tratta di qualcosa che va ben oltre ogni brutalità immaginabile e che, per di più, è organizzato per esser diffuso con abilità e cura perversa diventando un vero e proprio spettacolo dell’orrore. Non a caso gli assassini medesimi filmano e diffondono i loro delitti.
Tutto questo è estremamente pericoloso e si trasforma, se trasmesso al pubblico impreparato o suggestionabile, in propaganda.
Invece la solita e, lasciatemelo dire, malefica azione dei media televisive non lesina immagini di quei giovani sprezzanti, robusti, addobbati nei loro abiti neri o in divisa di tipo militare, con le armi in pugno, bardati da capo a piedi e che spesso addirittura impugnano proprio quei coltelli che stanno per usare.
Questi assassini sono, per di più, dotati della bellezza tipica della loro età.
La loro immagine, dunque, forte e arrogante, sopraffattrice nella loro funzione di boia, oltre ad offendere nel profondo dell’anima le famiglie delle vittime, può avere un influsso potente e negativo su altri giovani.
Non a caso molti di questi assassini sono stati e tutt’ora sono reclutati tra ragazzi europei.
E allora a chi giova tutto questo?