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scritti per caso

Ho bisogno di un viale alberato, con le foglie tutte gialle, che non vogliono ancora cadere, perché hanno appuntamento con la tramontana che tarda; ne ho bisogno come quando ti manca il passato. E ora che ho scritto questa scemenza andrò, come una persona normale, a fare le cose normali. Non si sa mai.

foglie su strada
Se piove e mi chiedo

– di che colore è oggi la luce? –
Non mi rispondo che è viola,
né grigia come il fumo.

Risponderò che è argento
appena un poco ossidato.
Prospetti e specchi
simmetrie di… valore

Sarà grave che ho accantonato tanti libri, ma mai le poesie di Cesare Pavese? Mi sa di sì.(ho salvato anche altri autori, ma stasera forse piove, sai com’è)

Umani ed eroi, al di là del bene e del … mare

Un eroe, succede di frequente, può nasce anche inaspettatamente, ci sono anche eroi di un giorno o di una notte che, con un salto nemmeno troppo arduo, approdano nelle istituzione, in parlamento, in senato: a volte facendo il capitano coraggioso, altre volte disobbedendo o sfidando la legge, altre ancora esibendo sinceramente o meno i propri limiti. E va bene così.
Per mia natura ammiro sempre il coraggio; e non solo il coraggio dell’azione, dell’iniziativa, dello slancio generoso. Ammiro anche quello della pazienza, della riflessione, della prudenza fraintesa, appunto.
In una realtà stereotipata in cui ci si mette meno della durata di un film a eleggere a mito un Rambo o un vincitore di talent show tendo a prendere le distanze e, insomma, provo a ragionare con qualche grumo di verità che forse si riesce a cogliere.
In un mondo italiano in cui a fianco di un presidente del consiglio, che mi appare impegnato e concentrato, vedo apparire costantemente un Rocco Casalino la misura della pazienza sfugge e quella del giudizio traballa.
Però non penso che contrapponendo Bene e Male, Immorale a Etico, Coraggio a Viltà si trovi la giusta via o meglio la via dei Giusti.
Pur non apprezzando particolarmente la ricerca delle mediazioni di comodo mi sembra che, non di rado, la riflessione sulla conseguenza delle scelte sia da ponderare.
Dunque sovente affronto, più che una dicotomia, la ricerca del lato migliore di un triangolo dubbioso.
E se da un lato ho d’impulso ammirato la temerarietà della Capitana della sea watch, per la quale in tanti si sono emozionati, e se se dall’altro mi sono parecchio infastidita e contrariata per le espressioni violente e a volte trucide del ministro dell’interno, sono sospesa, ancora in questo momento, ad una grande esitazione che mi impedisce di applaudire all’impresa della Capitana mentre non esito a fuggire dal debordante ministro.
Tutto questo perché sinceramente temo che alle persone a bordo di quella nave non siano comunque state risparmiate né la strumentalizzazione, né l’uso furbastro dell’immagine, né tanto meno un presente da vittime e un prossimo futuro da mendicanti o peggio eventualmente beneficati.
Mi sembra, invece, che la contesa sia tra il “li prendo io che sono un Giusto” e “io non lo voglio perché sono Difensore dello stato”. Poco umane e forse ipocrite entrambe le parti? 
Non so. Ma mi pare di sapere che in mezzo ci sono le persone umane ossia le uniche e sole che meritano dignità e restano davvero umane in questo mondo di plastica e metano e di eroi da fiction. È dunque necessario abbattere le barriere capziose di politiche strumentali, è necessario stare con gli ultimi,
Ma per me gli ultimi degli ultimi sono quei neonati, mamme e donne incinte e minori coinvolti, non so nemmeno se consapevolmente, e per i quali non dico “aiutiamoli a casa loro”, anzi disprezzo chi lo dica. Ma dico che non bastano i volontari che innalzano bandiere e chiamo in causa Unicef, Onu e tutta la banda dei potenti degli Organismi internazionali che latitano lasciandoli in mano a speculatori di tutti i tipi, alle guerre, alle violenze e, giunti qui in Europa, allo sfruttamento e alla prostituzione.

Cuore di principiante

foglie
Porto dentro me suoni e musiche
come regali che il tempo dilata.
Lo sai? Più ancora cari li rende,
senza appannarne l’eco.
(E di notte, senza timore
ascoltavo, e non volevo dormire,
che la vita tra cielo e campi
fremeva libera e misteriosa
io volevo sapere, volevo capire,
principiante curiosa).
Sciocche parole, senza armonia,
solo rumore di fondo,
non vi ascolto.

Vocazione

??????????La mia vocazione era la letteratura, e le ho dedicato amore e studi; poi questa specie di mondo estraneo s’è fatto avanti invadendo anche la mia e le nostre vite: agguati, imboscate, brutti risvegli si sono personificati in realtà che perseguitano la mia fantasia che tende invece al vedere il bello e il buono che pure c’è.
Chi sono gli invasori  del mondo estraneo? Sono tutti quelli che stravolgono il bello e il buono trasformandolo in profitto, turpitudini, violenze di ogni misura.
Voglio tornare alla mia vocazione. Voglio scendere. Questo schifo non posso ostacolarlo, posso però provare a spolverare i pensieri e rivolgerli altrove.
(E se qualcuno si sdilinquisce per sanremo e i due scorfani malpescati che berciano di bellezza mi dirò che è solo un incubo che finisce appena il sole, che sorge ancora, illumina per noi il cielo: dopo l’alba è comunque, anche se nuvoloso, ancora abbastanza azzurro da nutrire i pensieri).