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Narrare è possibile – eBook di Mariaserena Peterlin

Narrare è possibile – eBook

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Se tuo figlio va fuori tema

Alice era distratta... e probabilmente andava fuori tema.

Al mio post di ieri Pensar non nuoce? di pancia e d’altre maniere ho ricevuto, sulla mia pagina di fB  molti commenti ben più interessanti di quello che pensavo di aver scritto io. Avevo infatti scritto le mie riflessioni di getto e senza presunzione filosofica o psicologica;   e, se proprio devo darmi una definizione, direi che mi sento una specie di artigiana dell’opinione libera. Mi sono infatti molto sorpresa sia delle corrispondenze sia delle citazioni colte che ho ricevuto a commento. Davvero non speravo, non immaginavo!

Così oggi, dopo aver letto i suggerimenti degli amici, mi viene da distinguere tra pensare ed essere intelligenti; o meglio tra essere persone che ritengono di avere un pensiero da esprimere e persone intelligenti. Le differenze, e continuo a ricamare opinioni da libera artigiana, sono molte, ma qui mi preme mettere in luce che gli intelligenti a volte riescono a tacere, gli altri non sempre.

Non sono qui a difendere gli intelligenti che non si esprimono, che non rischiano, che non dicono la loro; anzi. A volte questa sorta di rassegnazione ha generato, e genera, maggiore velleità negli altri e non lievi danni. Però nei presuntuosi arroganti, nei semplificatori di professione, in quelli che “pensano di pancia” (verso i quali ho un filo di diffidenza grosso come un cordone di canapa) non troviamo la dote del “bel tacere”.

Sui diversi tipi di intelligenza si parla molto, a me sembra di leggervi delle affinità con le attitudini, i talenti personali. Personalmente mi piace la definizione etimologica di intelligente: chi sa leggere tra le righe, ossia (sempre artigianalmente opinionando) chi allena un fine spirito critico. Questa definizione mi è stata ricordata da Simona Martini.

Credo fermamente, e su questo mi gioco volentieri tutta la mia eventuale credibilità di persona ed insegnante di lungo corso, che se la scuola incentivasse, allenasse, promuovesse, in tutti i bambini e ragazzi l’ “accendere il cervello” per imparare a leggere anche fra le righe darebbe un contributo prezioso e li renderebbe più autonomi e attrezzati per il loro futuro.

Aggiungo andando fuori del seminato… il “LORO” futuro se lo costruiranno anche da soli, anzi meglio da soli; a patto che non continuiamo a programmarglielo a modo nostro.

E concludo con un sommesso suggerimento a tutti: se un figlio tornasse a casa con un voto basso sul compito scritto d’italiano e la motivazione dell’insegnante fosse che “è andato fuori tema” … rassicuriamo il ragazzo (la ragazza). Il fuori tema potrebbe essere una prova di intelligenza: ha letto oltre le righe. Evviva. Ma per amor di pace a volte è meglio non mostrare di esser troppo intelligenti, e come suggerisce la mia amica Elettra Tafuro, (una grande insegnante a tante stelle) : pensare senza darlo a vedere….

Pensar non nuoce? di pancia e d’altre maniere

Mi piacerebbe pensare, con un pensiero… intelligente? Evvia no! A che  servirebbe?

il "cappello pensatore" di Archimede pitagorico....

 
Nel pieno meriggio pallido e assorto di un’epoca in cui abbiamo ormai compreso che pensare non è una priorità e che comunque c’è chi propone quotidianamente, e con autorevolezza, di pensare per noi, ovvero al posto nostro, abbiamo l’imbarazzo della scelta: ci sono tante opinioni prêt a penser, pronte all’uso. Oggi accanto al classico e desueto pensiero razionale vediamo affiancare e promuovere altri tipi di pensiero.
Sbaglia chi si aspetta un ritorno al sensismo o all’estetismo: roba decisamente vecchia e buona per i filosofi quelli veri, ma vecchi come il cucco anche loro. Oggi non è epoca da cucchi, semmai, potrebbe suggerire qualche maligno, è epoca da ciucci.
Ma qui nessuno è maligno o malpensante, per cui andiamo al sodo.

Propongo dunque un elenco-bozza provvisorio (del tutto artigianale ed aggiornabile, senza pretese scientifiche) di nuovi corredi mentali ovvero di modi nuovi di pensare

a) modi empatici (servono a mantenere buone relazioni, relative e non, a prescindere da un’analisi superflua del contenuto):
pensare d’istinto : reazione ferina, a volte minacciosa
pensare d’intuito : presunzione/illusione di aver capito
pensare di riflesso : mi ci hai fatto pensare; reverenziale e sottomesso
pensare organico : basta che siamo d’accordo tutti
pensare condiviso : mi risparmio la fatica
b)  modi politici (servono per tentare di promuoversi, avere audience, candidarsi a comparsate mediatiche. Falliscono, ma ci sono eroi che non mollano):
pensare utile : lo scopo è trarre vantaggio
pensare mediato : vaglielo a dire tu
pensare sottinteso : ovvio! Tra noi non c’è bisogno di parole!
pensare per non pensare : antistress
pensare senza darlo a vedere : io? ero con la testa altrove
pensare l’inchino : ….
c) modi fisici  di assoluta tendenza!
pensare di testa : (dismesso, ma si elenca per completezza).
pensare di pancia : di gran tendenza, per l’appunto, si pensa di pancia quando non si sa quale sia il motivo ma ci piace qualcosa. Si usa per risparmiar tempo ed evitarci di spiegare il perché. Praticamente è diventato una sorta di dogma.
Controindicazione: c’è una percentuale habitué che produce il pensiero colitico (da evitare poiché genera imbarazzo sociale)
pensare di denti:  reazione istintiva che si manifesta con digrignare di canini, molari e premolari non appena siamo in prossimità di preventivi dei professionisti di cui non si può fare a meno come ad es. notai, fiscalisti, dentisti ecc
pensare da contrattura lombare-cervicale : lo provocano le visite ai parenti, fino al terzo grado.
pensare di piede o pedestre : non è un pensiero basso o volgare, ma un pensiero di fuga. Si manifesta in momenti di totale benessere interrotti dai rompiscatole. Ognuno ha i suoi.
pensiero di mano: detto anche pensiero villano. Non cediamo alla tentazione, è da gente troppo incolta e schietta!
Ogni riferimento è casuale, ma empiricamente dimostrabile.