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Social, politici e info. Ma anche blog

pcSe è vero che troppi politici sono troppo presenti su social è, a mio avviso, anche vero che quando i media riferiscono le loro dichiarazioni accade che sovente le manipolano sia nel sintetizzarle sia nel modo in cui accostano le diverse frasi di diversi politici sia anche nel taglia e cuci che ne fanno.
È altresì vero, sempre secondo me, che su social posso leggerli o anche non, mentre se ascolto un tg per cercare di capire cosa accade nel mondo mi viene imposta una sequenza di informazioni costruita ad arte e non sempre in modo oggettivo
Allora concludo che se i media e Confindustria attaccano la presenza su social dei politici (a cui è lecito certamente chiedere la maggiore sobrietà possibile) è altrettanto vero che fino a ieri il potere dei media e dell’informazione era controllato da finanza&soci in modo assoluto
🤨
Invece oggi no e non solo i politici presentisti, ma anche alcuni di noi possono esprimersi e dir qualcosa.
Scrivo quest’ultima frase pensando soprattutto a noi #blogger, piccoli o importanti che si sia, e a all’uso utile che possiamo fare di questo mezzo. Non penso ad un utile moralistico, bensì ad un utile sociale. Chi di noi pensa di poter trasmettere un messaggio che va nella direzione del bene comune può farlo, ed è utile che lo si faccia.
Se è vero che una goccia non riempie il mare è anche vero che tante gocce possono riempire almeno un bicchiere. E non è poco. Come dice qualcuno : nessuno di noi è inutile, e sta a noi cercare di fare il mondo migliore.
È vero che ci sono i famosi o le famose influencer che scrivono per ottenere molti contatti e quindi denaro. Ma nessuno vieta di scrivere per diffondere pensiero e idee.
Buona scrittura a tutti.

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Pavese, una passione

Luna di notte

“La luna – disse Nuto – bisogna crederci per forza.”

Provo a dirlo brevemente. Rileggo La luna e i falò. Un libro che cambia man mano che la vita ci cambia. La prosa: meraviglia di un ritmo spoglio, arcaico, intarsiato di prestiti e costrutti dalla parlata regionale. Catartico il racconto che non risolve, non conclude, non spiega eppure, eppure sì è un magma simbolico senza tempo. Universale, eppure chiede silenzio.
Tali sono i grandi miti, e Pavese qui è mito.
E poi, in me modesta lettrice, dolore profondo contro chi, invece, vilmente parla di un Pavese “suicida per amore”.
Cito a memoria, che ora sono talmente travolta dalla voglia di dirlo senza far lezioni a nessuno: “non ci si uccide per amore di una donna, ci si uccide perché ogni amore, qualunque amore, rivela nella nostra nudità, miseria, inermità, nulla.”
E mi vien voglia di dire : somari.
Ma perché, scusate, quelli come me studiano per anni e leggono e cercano, sentendosi insufficiente sempre, di conoscere gli autori nelle loro pieghe più affascinanti e difficili a dirsi e poi rinunciamo: lo sai, hai letto tanto, ma non ti sembra ancora abbastanza.
E invece esce dalla sua palude un qualche rinoceronte trionfante, circondato da uccellacci gracchianti, che calpesta e si pavoneggia come un ballerino ubriaco ma sì, ma lui sa, lui dice, lui dichiara di sapere tutto perfino che Pavese si è ucciso per amore, un depresso che magari alzava il gomito.
Somari.
Ignoranti.
Vergogna.
Rispetto no, vero?
Rispetto almeno per un suicidio lungo come una vita, no?
Istituire il reato di crassa ignoranza non servirà. Ma se c’è un dio dei Poeti, e certamente c’è , troverà il modo di punirvi.
E quei falò che generano vita bruceranno sempre nelle notti di tutti di luna.
La luna – disse Nuto – bisogna crederci per forza.

Famiglia sì. Ma le corna? no/sì

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Nonostante la, vogliamo chiamarla drammaticità in senso teatrale?, della questione a me tutto questo rinnovar crociate sulla famiglia e sui diversi generi possibili di famiglia sembra una farsa; e della fioritura di questa farsa coglierei un fiorellino bruttarello intitolando la questione: “ma le corna no” ovvero, meglio ancora, “corna libere per tutti.
Siccome, infatti, sono persona di età adulta e che dunque un po’ ne ha viste, aggiungerei solo che dopo aver assistito al sistematico scombinare del vecchio puzzle della Famiglia nel nome della emancipazione di tutto, coppia compresa, mi vien difficile sostenere con il dovuto zelo il furore matrimoniale di chiunque.
A me la famiglia piace, ma la difenderei, se fossi proprio costretta, sommessamente nel mio e non facendone una ennesima volgare e chiassosa sbandierata di, mi sia consentito, mutande.

Diario e violino

Scrivo ascoltando.
I pensieri miei s’inchinano devoti alla musica.
Dal canale 5 rai della filodiffusione stanno trasmettendo il concerto in re maggiore per violino e orchestra op. 61 di Beethoven,, al violino Shlomo Mintz suona con la Philharmonia Orchestra diretta da Giuseppe Sinopoli
Accanto al mio pc ho sempre qualcosa che trasmette musica.
E anche se ci fosse qualche altro suono, qui intorno, non lo sentirei.
Catturata esattamente come se la musica fosse un gorgo, una corrente ; o lo scorrere del fiume.