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Logica, maestra di verità .

 Se accettassimo di applicare, in modo serio e corretto, la logica alle nostre deduzioni potremmo non solo fare a meno dei pregiudizi, ma anche di quella sorta di pseudo sicurezze intoccabili che stanno rendendo anche le nostre relazioni sociali superficiali quando non problematiche.
Attualmente si può correre il rischio di sentirsi affibbiare spiacevoli etichette solo perché, invece di veleggiare sulla scia di pensieri e luoghi comuni conformisti dominanti e popolari, proviamo ad analizzare dati reali deducendone considerazioni sensate. Aggiungo che la logica sarebbe un insegnamento prezioso per tutti, bambini compresi, naturalmente, ma fondamentale per noi adulti che invece ci esprimiamo troppo spesso solo emotivamente e con le conseguenze che vediamo.
D’altronde le brutte frasi così care alle celebrità televisive : “mi arriva”, “lo sento di pancia”, “mi comunica perché mi emoziona” e così via, seguono proprio la linea secondo cui la pancia serve e il cervello può tacere; figuriamoci la logica.

Chi non parla in compagnia

Furoreggiano, in questo nostro tempo che ha mandato in discarica ogni formula dubitativa, le affermazioni perentorie spesso basate su immagini o metafore preferibilmente sportive, ma non solo. E troppi si adeguano.
L’effetto di questa tattica comunicativa è, per ora, innegabile: si evita di articolare un ragionamento argomentato e condotto a rigor di logica e si delocalizza la discussione spostandola in un ambito familiare a chi parla spiazzando, nel contempo, l’interlocutore che viene colto di sorpresa o infastidito.
Ad esempio quando Renzi disse che ai politici corrotti si doveva “dare il daspo (D.A.SPO. ) “ molti sapevano a cosa alludesse, altri (me compresa) no, ma ottenne un grande effetto forse più che altro emotivo. Probabilmente qualche anima sagace si figurò l’umiliante esclusione dalla scena di politici-teppisti e legittimamente ne godette; sappiamo tuttavia che le cose non andarono e non stanno andando affatto così.
Oggi il ragazzo-premier (come lo chiama Diego della Valle) ha detto tante cose, ed ha poi buttato in caciara, come si dice a Roma la definizione della differenza tra sé e i suoi e gli oppositori all’interno del Pd con una frase assertiva non troppo logica, né coerente al contesto, né rispettosa dei dissidenti ma d’un certo effetto : “Chi non la pensa come la segreteria non la pensa come i Flintstones. Chi la pensa come la segreteria non è emulo di Margaret Thatcher ”.  Ah ecco.Da un lato Wilma dammi la clava, dall’altro la Lady di ferro? E in mezzo, magari, il Mago Merlino con Semola?
Potremmo anche ricordare alcune recenti perle di supponenza di Serracchiani  secondo cui i diritti dei garantiti sarebbero privilegi contro i non garantiti. Anche queste sono affermazioni indimostrabili e illogiche; infatti forse togliere ai cosiddetti garantiti e quindi renderli non garantiti costituirebbe un aiuto a favore di altri?
E poi c’è la moda o meglio il vezzo, assai condiviso dai comuni utenti del web, di ripristinare il vecchio principio di autorità, che si sperava archiviato per sempre, mediante il link o  la citazione. Foto choc, aforismi, link di autorevoli noti sono usati con prodigalità esentasse. Ma qui mi fermo. Ho superato i 140 caratteri, non vorrei superare le 140 righe. Solo un desiderio: si insegni la logica ai bambini fin dalle elementari; le lingue le studiano già (Giannini…) ma oltre al linguaggio sarebbe importante, e più utile delle regole troppo pedanti, insegnare a non farsi incantare dai falsi ragionamenti e a smascherare gli imbroglioni del discorso emotivo e ben illustrato.
Che fantastica storia è la vita, nevvero?