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1 Maggio – Concertone baraccone, anzi leopardesco.

 

che eleganza, Piero

Ci ho rimuginato un po’ su, mi ero detta che forse non valeva nemmeno la pena di spendere parole (anche se le mie sono parole di una nessuna).
Poi mi son anche detta che ragionare per sfogar la mente è un meritato premio per aver, nonostante tutto, ascoltato per forse mezz’ora  il concertone del primo maggio organizzato dalla triplice sindacale.
La musica mi piace tutta e questa premessa è d’obbligo.
Ieri sera, tuttavia, la musica non mi è parsa sufficiente a sopportare la voglia di apparire e di esibirsi su un palco enfatizzato fino all’ossessione dai conduttori. Beh sì, c’erano tanti suonatori e cantanti che definir musicisti sarebbe fin troppo indulgente, ma non è questo il punto.
Il punto è che non si possono approvare questi contenitori mixer in cui tutto viene omogeneizzato e spappolato fino a farne un pastone mediatico a cui non si può dire di no.
Ho trovato insopportabile il mescolare rievocazioni del martirio dei combattenti della Resistenza con un rock fatto anche di frastuono, ammiccamenti, simboli volgarucci.
Considero irrispettoso tentare di conciliare un minuto di buio e silenzio per i morti sul lavoro, per gli operai martiri della Tyssen con la festa iperpaesana.
Ho pensato che questa è una fiera sbagliata.
Il messaggio politico, se casomai ci fosse, non passa.
Quattro lazzi strillati pronto uso e pronte scuse non interessano a nessuno (nemmeno ai destinatari), non smuovono coscienze, non ottengono nulla.
Un concerto leopardesco, direi.
Si dice che la santificazione dei due papi, dei quali s’intravedevano sullo sfondo le gigantografie appese sulla facciata del Laterano, abbia prodotto un tappeto di rifiuti su Via della Conciliazione e adiacenze.
Per il fiaccante concertone leopardesco si parla di ben 35 tonnellate di spazzatura. Forse vince il concertone?
Se qualche giovane mi smentisse dicendo: io c’ero, ho capito tante cose e adesso lotterò per cambiare questa nostra realtà, forse perfino il senescente Pelù varrebbe la candela.
Ma succede?