Archivi tag: La Storia

Una guerra, ma senza la Storia

Se la Storia fosse maestra di vita allora non ci sarebbero più guerre.

Il nostro passato, infestato di guerre, invasioni e dominazioni e relative conseguenti tragedie sarebbe definitivamente classificato come esempio da non imitare e archiviato.

Ma non succede.

Tuttavia mentre il tempo passa tutto cambia profondamente e radicalmente: società, economia e concetto di sviluppo, trasporti e consumi, conquiste scientifiche, istruzione e comunicazione.

Tutto cambia e solitamente si considera sorpassato e inapplicabile oggi quello che accadeva ieri o accadde l’altro ieri, anche ciò che potremmo considerare positivo (ad esempio io personalmente penso a istruzione, famiglia, regole sociali per dire qualcosa di semplice e comprensibile).

E nemmeno i paralleli tra passato e presente si dovrebbero perciò considerare credibili.

Ma allora perché stabilire, come fa ad esempio molto giornalismo (Gad Lerner, uno per tutti) un parallelo tra la resistenza italiana al nazifascismo con la situazione tra Zelensky e Putin?

Perché l’unica possibile scelta del passato potrebbe essere anche l’unica possibile soluzione a un conflitto del presente?
Se tutto cambia allora cambiamo anche noi, anche la Storia, la nostra Storia, e che sia diversa. cioè davvero nuova e ispirata a tutti i princìpi che sono stati, in questi decenni, proclamati, festeggiati, diffusi e celebrati in assise internazionali, convegni, congressi e meeting peraltro costosissimi e pagati dal solito popolo che poi viene mandato al macello, già perché poi?
Perché c’è la guerra, il nemico è alle porte e la patria si difende. Col sangue degli altri, preferibilmente.

Dalla propaganda allo sterminio: nel nome della razza

(brani tratti da Elsa Morante)
Forse, il fascista Mussolini non si rendeva conto di avere, all’atto dell’impresa di Etiopia protetta da Hitler il nazista (e seguita poi subito dall’altra comune impresa di Spagna), aggiogato oramai per sempre il proprio carro carnevalesco al carro mortuario dell’altro.   Uno dei primi effetti della sua servitù fu che di lì a poco, alla targa nazionale, e di suo conio, della romanità , dovette sostituire quella estranea, e di conio altrui, della razza.   E fu così che sui primi mesi del 1938, anche in Italia, attraverso i giornali, nei circoli locali e alla radio, ebbe inizio una campagna preparatoria contro gli Ebrei. (…)
Ma quando , verso la primavera del 1938, l’Italia intonò a sua volta, il coro ufficiale della propaganda antisemita, essa [Nora, personaggio di cui si parla] vide la mole fragorosa del destino avanzare verso la sua porta, ingrossandosi di giorno in giorno. I notiziari radiofonici, con le loro voci roboanti e minatorie, già sembravano invadere fisicamente le sue stanzette, spargendovi il panico; ma tanto più lei si sentiva costretta, per non trovarsi impreparata, a seguire quei notiziari. E passava le giornate e le sere all’erta, dietro l’orario dei radiogiornali, come una piccola volpe sanguinante che si tiene rintanata e attenta fra l’abbaiare di una muta.”

(Elsa Morante, La Storia, Romanzo, pag 45 e 46, Einaudi editore, Torino 1974)