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Le numerose fatiche di Beppe

Per la serie: a pensar male ci s’azzecca?
Bene, dopo aver depistato gli elettori a sinistra, aver sparigliato quelli a destra, aver affogato Prodi, aver fatto rieleggere Napolitano e portato al governo Matteo con annesse  fatine buone&belle e gnomi bruttini&cattivelli, aver messo in bilico l’Italia spingendola alla caduta libera ahhhhhh (sbadiglio)! ahhh! finalmente Beppe si riposò e poté dedicarsi all’attività hobbystica di sfasciare i 5stelle.
Gli era rimasta giusto la Lega: ma pensò di incorporarla al compost per il suo giardino biologico.
Amen e così non sia.

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Grillo, Renzi e l’insopportabile presente

Ecco come e perché ho deciso di Auto-Pubblicare

 

 

 

 

 

Vado stasera a spasso
con la dietrologia,
un seducente spasso
che il tempo porta via;
mi chiedo allor voltando
e rivoltando gabbane
se i senatori a strappo
dal Grillo già esodati
non siano invece l’omaggio,
pentastellato alquanto,
al giovine toscano
o premier da primato?
Lo so dietrologia sei tentatrice troppo!
eppure se pensi bene… è un po strano il malloppo.

Politica: gli sono ET tra noi (che non siamo figli delle stelle)

da un post di Fabrizio Centofanti su fB

da un post di Fabrizio Centofanti su fB

Saturati da un lato da grida e azioni scomposte che noi non useremmo mai e dall’altro da sorprendenti invocazioni al rispetto e da accigliate ammonizioni alla tolleranza zero, ci chiediamo se nelle istituzioni non siano atterrati, inattesi, extraterrestri che reagiscono con meravigliata sorpresa e con irritato fastidio da ciò che accade nella nostra incivile e popolare realtà quotidiana.
E ci chiediamo da dove provengano questi nuovi ET diversi, in verità, e poco amabili rispetto all’originale: alcuni dicono dal pianeta di Insaputa, altri dalla galassia lontanissima di Intoccabile, altri ancora dalla costellazione, che pare sia piuttosto affollata, di Privilegilandia.
A differenza degli ET suddetti, noi terrestri di lungo corso, figli e nipoti non delle stelle, ma di terrestri di molto più di sette generazioni, non siamo particolarmente sorpresi da quello che accade.
L’hanno chiamata in tanti modi: antipolitica, disaffezione dalle istituzioni, indignazione verso la corruzione, sfiducia nei politici, collera verso gli stipendi “stellari” dei supermanager: ma la avrebbero potuto chiamare anche povertà, esclusione, ingiustizia sociale, privazione: in una parola Italia degli anni duemila.
Per queste ragioni noi comuni terrestri italiani non ci stupiamo se sentiamo invettive, improperi, parole disperate quando andiamo al distributore di carburante, al mercato, al ricevimento dei docenti, in coda agli sportelli, in fila dal medico o in farmacia, o peggio a trovar malati negli ospedali.
No, non ci sorprendiamo, ormai quello è il linguaggio che la gente normale usa e quelli sono i suoi stati d’animo o meglio di malanimo.
Quella è l’amarezza per lo sbriciolamento sistematico di ciò che le nostre speranze e il nostro lavoro potevano costruire. Se è vero che ci sono tra noi quote di piccoli o medi evasori o furbi (di chi la colpa tra l’altro?) è anche vero che il degrado morale e culturale avrebbe dovuto essere un problema da risolvere e non una scusa.
Ma tornando ai nostri Extra Terrestri che gli diciamo? “Noi Tarzan, voi Jane?”
No, più bassamente diciamo: “Ma dove eravate? Siete sbarcati dall’astronave per viaggiare sotto scorta e ora siete attoniti e non capite?”
Invece, signori ET è tutto piuttosto chiaro, pensateci e lo diciamo senza parole alate e con tanta pazienza: tira tira la corda si spezza.
Se è vero che le parolacce volgari sono sbagliate, brutte, fastidiose e cafone è anche vero che la democrazia non è messa a rischio dalle parole, ma dai fatti e i fatti li fanno quelli che decidono e comandano. Siete sbarcati per comandare? Beh non è così semplice in un paese di gente innervosita e disamorata.
C’è anche un’altra evidenza, e ve la ricordiamo solo perché voi provenienti da un altro pianeta vivete ovviamente altre dimensioni storiche: la storia, qui da noi, non si ripete mai, non da sola. Invece sono i comportamenti e le decisioni che si possono ripetersi e voi, Extra Terrestri Itoccabili o di Insaputa o di Privilegilandia,  state riportandoci indietro nel tempo. No, non per vostra colpa! Come potevate saperlo da lontani anni luce?
State tornando al nostro Medioevo, quello feudale delle immunità, delle ordalie, degli schiavi.
Eh sì: scherzi dovuto ai salti nell’iperspazio: può accadere, sapete? È già stato scritto.

Aiutatemi a dirlo: È EVERSIONE?

Se e quando, come in questi giorni accade, si chiama in causa l’eversione i casi sono due.
O non si sa di che si parla e quindi non si hanno idee chiare  (può essere ma è difficile quando se ne parli da alti ruoli) e non si ha né memoria storica né si sono studiate le vicende italiane del Novecento oppure lo si sa.
Se lo sai o sei un intellettuale come Pasolini, ad esempio, allora denunci l’eversione dandone anche una mappa critica e interpretativa. Se lo sai e la declami come autodifesa o come difesa da eventi che hai contribuito a determinare allora, forse, non si stai ballando da sola/o; unica giustificazione? avere idee confuse. Ma qui si torna al primo punto.Infatti, invece, l’eversione vuole sì (come ci raccontano i dizionari) rovesciare l’ordine o l’equilibrio dello stato , ma (come ci racconta la storia) per attuarla sono necessari diversi livelli di interventi ed eventi che possono essere sia la gazzarra, sia eventi peggiori (fino alle stragi) che distolgano violentemente l’attenzione, sia talponi/e (in numero vario) che dirigano una trama raffinata di largo effetto verso l’opinione pubblica. Questa è l’eversione che abbiamo conosciuto e sappiamo  che è in grado di pilotare l’emotività, le paure, le attenzioni spostando anche masse di voti.Presi da soli lo schiamazzo, la gazzarra, l’insulto (e perfino una sberla o uno spintone) sono solo segni di imbecillità, maleducazione, canagliume facili da fronteggiare e che si ritorcono contro chi li pratica.Tutto il resto è roba di cui preoccuparsi.Aiutatemi a dirlo meglio e in modo più completo. Sarebbe utile.
Era il 14 Novembre 1974: Pasolini pubblicò uno storico editoriale che lessi con emozione ed ho conservato ritagliandolo dal quotidiano ed ho linkato qui sopra. Attuale? Forse, ma comunque lacerante e in grado di stracciare i veli delle ipocrisie che sempre e poi ancora ci perseguitano.
Certo, è quasi un sacrilegio accostare questo mediocre presente da sette in condotta e cartellino rosso con il periodo in cui Pasolini scriveva.
Ma siccome ci sono quelli che hanno perso il pudore e usano la parola “vergogna”, “eversione”, “colpo di stato” come se fossero il ketchup sul panino, allora dobbiamo pur ricordare che noi abbiamo visto morire gente, e il sangue non si dimentica come si può fare, invece, con un post imbecille sul web o una parolaccia da sanzionare per le vie brevi, lunghe o legali. È urgente: ripigliamoci il cervello.