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Le lady-like renziane in campo contro la Grecia di Tsipras

Quando ascolto le acchitate renziane fare il predicozzo moralista alla Grecia e ai greci “che anche loro devono fare sacrifici come noi” tocco con mano lo squallore al femminile , ed è uno squallore tristissimo, proprio vigliacco e turpe. Mi chiedo infatti se fossero una donna greca che non può prendersi cura di se stessa né sfamare i figli parlerebbero allo stesso modo? In Grecia, lo sappiamo tutti, la gente non ha più denaro per le medicine, i bambini e le bambine sono nutriti dalle mense, i vecchi sono lasciati morire: ci sono pochissimi miliardari e tutti gli altri sono alla fame. Invece ti sbarca in un talk televisivo qualunque la renziana di turno e sciorina le sue menate sul debito della Grecia, sul dovere di sanare il debito, sulla necessità di essere un “paese civile che si siede al tavolo e ragiona”. Beh, renziana-lady-like dovresti provare la fame, le calze rotte, le scarpe che non ci sono, i figli che non puoi curare, l’affitto che non si può pagare, la paura della malattia che non puoi affrontare: poi vediamo se ti inchini ancora, arrogante renziana miracolata, all’abbronzatissima Lagarde, vediamo.  Perché se una di noi, se uno di noi, avesse la miseria e la fame intorno a sé e ai suoi figli, non gli verrebbe il sacrosanto istinto di strappare la parrucca e l’outfit firmato alle sgallettate (ah che bella parola d’altri tempi!) e a quei paini fricchettoni che contornano renzi-che-cambia-l’Italia?

L’oliva di Eric Baume – La situazione greca è un ricorso della storia?

Ho sempre pensato che studiare la storia e conoscere le testimonianze del passato, con i suoi progressi, ma anche con i suoi orrori, sia un insegnamento fondamentale per le giovani generazioni e non solo.
Oggi i testimoni, uno alla volta, se ne vanno via; ci rimangono però la storia, le storie e i racconti come questo che Giuseppe Ricci ha ritrovato e pubblicato nel suo blog.
Questa narrazione ha un protagonista, un bambino greco che muore di fame accanto alla sua mamma anch’essa morta per fame. Accanto alle vittime la narrazione manda in scena i vincitori (provvisori, ma non meno arroganti e violenti): le truppe di occupazione della Grecia; i militari tedeschi insomma.
Leggetela. 
L’oliva di Eric Baume – La situazione greca è un ricorso della storia?
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