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Questo potere ci logora, non chieda dunque solidarietà

Chiedere dimissioni di Calderoli è comprensibile ma inutile; è questo sistema di poteri che non va. La ministra è stata offesa, ma è sempre una esponente del potere in carica. Intervengano Letta, Napolitano, Boldrini ecc.
Io sono disponibile a impegnarmi per il lavoro, lo stato sociale, l’istruzione, le battaglie culturali.
I potenti si difendano, ne hanno tutti i mezzi e non facciano le vittime, non con me, non nel mio nome.
La ministro Kienge ha forse espresso solidarietà ai lavoratori licenziati, disoccupati, emarginati, esodati, ignorati, esclusi?
A qualcuno risulta che dall’avvento di questo governo sia migliorata la condizione dell’Istruzione, della cultura, delle donne uccise, delle famiglie povere e impoverite?
Letta, Boldrini, Kienge hanno fatto concretamente qualcosa (non parole, discorsi, apparizioni, comparsate televisive, proclami, appelli, non roba del genere) hanno presentato piani o progetti atti a migliorare le condizioni economiche, sociali, culturali del paese?
In questo caso avrebbero fatto il loro dovere: puramente e semplicemente.
Ma non ci sono fatti in atto, e nemmeno all’orizzonte.
Dunque loro sono loro: il potere
E noi siamo noi: i cittadini che mantengono il potere.

Non è ancora abbastanza per concludere che hanno mezzi, strumenti, tenore di vita, occasioni, opportunità che noi non abbiamo?
Beh, io penso di sì.
Senza nulla a pretendere, ovviamente.

Studi meritevoli e utili: una piccola richiesta alla prof Carrozza

Nell’augurare buon lavoro e tanta dedizione per il ruolo alla professoressa Carrozza, neo ministro dell’Istruzione, e non avendo la ventura di conoscerla né di poter contare su conoscenze comuni mi documento coi soliti sistemi ed attendo qualche fatto concreto prima di esprimere qualunque pur modesta riflessione personale.
Mi limito perciò a leggere la sua prima dichiarazione da ministro e a costatare che dice qualcosa su cui si potrebbe riflettere, nel frattempo mi ostino a nutrire nel contempo fiducia e dubbi curiosi
Ecco le sue parole:
con spirito di servizio metto a disposizione la mia esperienza per convincere gli italiani che l’istruzione e la conoscenza sono pedine fondamentali per la ripresa culturale ed economica dell’Italia. Dobbiamo aiutare i più meritevoli a studiare secondo i dettami della Costituzione, dare fiducia ai ricercatori e offrire nuove motivazioni a tutto il corpo insegnante. 

A) gli italiani forse sarebbero più convinti che l’istruzione e la conoscenza sono pedine fondamentali per la ripresa culturale ed economica dell’Italia se avessero i mezzi per far studiare i figli, se la scuola offrisse di più (e su questo non mi soffermo, ne abbiamo tante volte parlato) se chi studia e si laurea avesse opportunità di lavoro e sviluppo personale. Altrimenti le convinzioni rimangono appese tra le buone intenzioni.

B ) Quanto all’ aiutare i più meritevoli a studiare secondo i dettami della Costituzione siamo tutti d’accordo a patto che la Costituzione venga intesa nel suo insieme, e non ritagliata per singole parziali frasi. Inoltre la questione del “merito” vale, io penso, per Università, ricerca e studi di specializzazione; la distinzione va fatta e fatta con chiarezza quando ci si vuol riferire alla scuola nell’età infantile e alle altrettanto complesse e delicate fasi dell’adolescenza.

Grillo e grillini: che paura!

No, lo dico come cittadina fai da te, non sono particolarmente in ansia su quanto sta accadendo in questo insolito dopo elezioni dominato dal M5S uscito in modo del tutto prevedibile dalle urne, e che solo la solerte arroganza delle caste poteva sperare di dribblare andando ancora una volta in gol con un risultato risicato ma utile da nazionale di calcio. In me, ostinatamente e diversamente pensante e curiosa, prevale proprio la curiosità.
Ascolto o leggo l’indispensabile e noto il livore astioso della stampa e dei media verso Grillo. Un livore che si accanisce pure su quello che non è stato ancora fatto e che non è ancora accaduto. Un astio che cerca argomenti costituzionalistici di cui come cittadina non tecnicamente provveduta di strumenti giuridici, ma in grado di applicare una logica elementare vedo lo sgangherato affannarsi capzioso. Tirano gli ultimi tratti, ma li tirano senza pudore. Ad esempio se Grillo afferma che i deputati eletti in una formazione non dovrebbero mutare casacca allora si invoca con accoramento la libertà di coscienza. L’argomento appare adamantino, però non lo è.
Per essere liberi di coscienza non è necessario cambiar casacca: per decenni abbiamo infatti visto illustri astenuti e assenti al momento del voto, e non mancano esempi. Abbiamo visto partiti con correnti dialettiche o velenose. Insomma ne abbiamo viste di crisi di coscienza prima che le crisi fossero solo quelle colitiche, colesteroliche o de panza come piace dire oggi. E abbiamo visto scendere il generale e giustificato sdegno su chi ha cambiato casacca un tanto al chilo o pro domo sua traghettandosi addirittura dal partito del magistrato (detto anche manettaro) a quello dell’insulto quotidiano alla magistratura stessa.
Dunque, e senza voler prender né partito né cappello, da cittadina comune penso che l’argomento non sia poi così robusto. Mentre robusta è la rabbia e determinata è la convinzione con cui si viene seminando paura.

Certo è ben comprensibile la reazione dei giornali e dei media tv contro M5S: un istintivo rigetto, a ferita aperta, contro chi li ha in vario modo insultati dalla rete e adesso, avendo vinto, li schiva.
E’ evidente che i media difendono se stessi e il loro modo di essere casti nella casta. I media se ne infischiano di tante persone che, con tasse e canoni, li hanno finanziati e finanziano proprio loro gli intoccabili medesimi che li hanno inondati per mesi con messaggi più o meno subliminali o sfacciati. Nonostante tutto i cittadini paganti e tartassati non si sono lasciati intontire e, non avendo individuato un partito accettabile e decorosamente votabile tra quelli storici, hanno votato Grillo (o altri) meritandosi il nasino arricciato di uomini e donne levigati e ben allevati dal regime.
Eppure gli elettori di quelli che sono sbrigativamente definiti “grillini” potrebbero esser considerati con maggior rispetto (opinione personale della comune cittadina ovviamente) di quelle e quelli che hanno votato l’arcoriano della fetida palude e che sono sempre tanti, troppi.
Quanto infine ai pericolosi cospiratori grillini che si riuniscono e… non parlano come non ricordare che per lunghi oscuri decenni la casta si è riunita intorno a risotti, crostate o in soffici resort esclusivi per cicale e cicalecci, pagati peraltro dal solito spremutissimo contribuente onesto e ora al verde, senza nemmeno che si sapesse che parlavano e di che o se prendevano accordi e su cosa?
La situazione è fonte di perplessità, ma per ora che senso che senso avrebbe far prevalere una paura conservativa e miope? La paura rende deboli, quindi è strumentale.
Il caos, se tale fosse, non è ovviamente preferibile ad un buon programma, ma piace forse la quiete dei “democratici” sussurri esclusivi e non divulgati se non tra pochi? In passato i nostri vecchi meno informati, ma che ne avevano viste tante dicevano : “fa tutto schifo” (e avevano visto giusto), “ci vorrebbe una guerra per fare un bel repulisti” (beh, qui davvero spericolati e dissennati).
Se però il caos di questa crisi reale potesse contribuire a far luce e a smantellare un sistema che non solo ha trionfato facendo fallire noi, ma adesso tenta di salvare se stesso schiacciandoci definitivamente allora come sottrarsi alla tentazione di studiare con attenzione il caos auspicando che si possa sgrovigliare la matassa senza violenze.
Insomma tra grilli di oggi e voraci cicale del passato non mancano stonature,  probabilmente occorre rifarsi l’orecchio cercando una musica nuova più che nuovi accordi.