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di #Dad e altra comunicazione(ovvero quello che pseudoesperti non dicono)

Quando il solito opinionista o virologo-tuttologo o, per dirla alla svelta, il solito Cecchi Paone, esterna con emozione, durante la conferenza col presidente Mario Draghi che :

la Dad non è #scuola!” “Ho fatto lezione a fantasmi!
bisognerebbe distinguere se stiamo ascoltando da una di queste fonti:

A.  una comunicazione competente di un esperto di didattica, scuola, apprendimento
B. una comunicazione espressa in funzione conativa da un esperto di promozione della propria immagine.

Infatti grandissima parte della relazione comunicativa che attualmente consideriamo attendibile e riceviamo, e quasi tutte le le relazioni interpersonali in cui ci intratteniamo  è trasmessa tramite media e, in percentuale probabilmente maggiore, dai social.
Perciò se la Dad non è scuola allora nemmeno una informazione “scientifica” (tipo Bassetti, Burioni & soci) o una esternazione di comunicazione “giornalistica” come quelle di Cecchi Paone, di Palombelli o di altri affini che non considero nominabili, sono vere e credibili, funzionali allo scopo che essi stessi si prefiggono.
Il limite vero della Dad è che la sua applicazione in corpore vivo della scuola è stata, solo per colpa della pandemia (sia chiaro) improvvisa, non sostenuta da mezzi adeguati e sovente improvvisata.
Aver costretto docenti ultrasessantenni a rimanere in cattedra oltre l’età tradizionale ha coinvolto alcuni anziani già parecchio esperti ma anche altri restii alla tecnologia.
Aver calato, o meglio aver necessariamente calato, pandemia e Dad sul lavoro quotidiano di insegnanti più giovani, ma non sempre con una formazione sulle tecniche di comunicazione e gravati anche da problemi di figli e famiglia, spostamenti e convivenze con altri membri della famiglia in smart working non ha certo aiutato.

Ma quello che è certo che nella stragrande maggioranza dei casi il corpo docente della nostra scuola ha davvero lavorato con valoroso spirito di servizio e si è dedicata ad arginare al meglio la tragica realtà in cui viviamo.
Certamente le famiglie hanno anche loro grosse difficoltà nella gestione dei figli.MA tutto quanto sopra non può portare alla conclusione, offensiva, strumentale e malevola che “la Dad non è scuola”. Perché?
Perché, insisto, allora dovremmo anche concludere che:

1) il cyberbullismo non è bullismo
2) le ricette via email del medico di famiglia non sono ricette
3) gli innamoramenti nelle chat di incontri non sono innamoramenti ( ma a volte fanno cose o si sposano)
4) le ricerche su wikipedia sono finte
5) Google maps ci porta tutti all’Inferno
6) Se prenoti qualcosa da web stai giocando alle signore
7) Amazon è una specie della tombola di Natalee
8 ) il CTS spara cavolate dal profondo
9) le conferenze stampa di Draghi sono un giallo su canale 38
10) Bassetti e gli amici suoi sono Pietro Gambadilegno e la Banda Bassotti.

PS: sui bitcoin invece non so e non mi esprimo, ma se li propongo al fruttarolo mi insegue con la cicoria in pugno.

Cinque in condotta!

Dedico questo post ai ragazzi del mio avatar alcuni dei quali meritarono cinque, sei e sette in condotta in tempi non gelminiani e non sospetti! Alcuni dei quali oggi sono laureati, altri studiano, altri lavorano e nessuno, grazie al cielo e alla scuola, è finito male.
Disegno Nicola_03 002
I cinque in condotta sono arrivati, sono circa 35.000 e in alcuni casi rappresentano l’unica insufficienza in pagella. Dico subito che non sono contraria ad assegnare un voto meritato negativo o positivo che sia.
Aggiungo anche che a riflettere sul dato dovrebbero essere soprattutto le famiglie dei ragazzi trafitti dal cinque. I genitori si interrogheranno seriamente e correranno a chiedere un colloquio costruttivo con la scuola e speriamo che la scuola abbia risposte adeguate e non si trinceri dietro la normativa perché la sfida educativa è un investimento per il patrimonio culturale e sociale di tutti.
Di fronte a questi dati non si potrà (finalmente?) negare che ci sia davvero una emergenza educativa grave che il cinque (o il quattro) hanno solo fatto emergere e messo in luce, ma che era già evidente per molti episodi recenti e per le realtà che abbiamo intorno.
Dunque questo dovrebbe essere solo l’inizio.
A me rimangono solo due o tre dubbi tutti risolvibili e proposti solo per approfondire il discorso
 
a)      i ragazzi con il cinque quest’anno, che voto avevano l’anno scorso?
b)      La Ministro Gelmini è stata aspramente contestata ed accusata di uccidere la scuola: allora perché con tanto zelo si applica proprio il suo provvedimento più repressivo nei confronti dei ragazzi?
c)      Una così abbondante messe di voti negativi non ne inflaziona il significato? Non sappiamo forse che la giustificazione più comune dei ragazzi è: tanto vanno male tutti?