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La tv all’Opera… Rigoletto docet

Inizia, al mattino, il Pancani tapino;
Merlino, Sardoni, e Tiziana Panella
sciorinano il trucco con tacco e gonnella;
è tutto un via-vai di opinioni di fino
tra il Feltri anzianotto e il giovin renziano
battute d’ammicco e passaggi di mano:
s’imbambola infin l’italiano al tiggì?
ma manco per niente: duo o tre telefilm
e poi la serata con Gruber labbrosa
qualche altro talk show ed il Floris sta in posa:
e se non bastasse anche il Crozza sfinisce:
“ch’io rida, buffon! ” Rigoletto ammonisce.

Notina per gli amici non melomani.
“fa’ ch’io rida, buffone”è la frase che Rigoletto pronuncia durante la sua invettiva contro il duca di Mantova, suo padrone, ricordando come quel violento donnaiolo, che ha appunto appena sedotto sua figlia Gilda lo apostrofasse perché lo divertisse… ehem..

Questo padrone mio,
giovin, giocondo, sì possente, bello,
sonnecchiando mi dice:
fa’ ch’io rida, buffone…
Forzarmi deggio, e farlo!… Oh, dannazione!…
Odio a voi, cortigiani schernitori!…
Quanta in mordervi ho gioia!…
Se iniquo son, per cagion vostra è solo…
ma in altr’uom qui mi cangio!...

Facci ridere, buffone

Provo a dirlo in breve: nani o ballerine, buffoni di corte o giocolieri, millantatori di magie o astrologhi, guitti e attori hanno sempre circondato il potere e/o molti despoti se ne sono circondati.
Il fatto che un comico imiti ridancianamente uno o più politici non è vera satira: può essere, e secondo il mio modesto parere è, una chiave di lettura morbida che interpreta allegramente fatti e misfatti, azioni e caratteri di chi ci comanda ed anestetizza le nostre reazioni.
Ancora più in breve: hai riso delle imitazioni di Renzi? Ottimo e così hai messo in moto una catarsi, una purificazione che ti libera: adesso ti è diventato quasi simpatico oppure pensi che, quasi quasi, è uno di cui si può ridere e comunque ti sei sfogato e la tua eventuale critica si attenua.
Per questo Crozza non è detto sia utile anche se diverte e ovviamente lo stesso meccanismo si può applicare a Berlusconi, a Monti, a Letta o a chi detenga potere. I potenti lo sanno bene, e d’altronde, per fare un esempio politicamente corretto e simpatico, tutti sanno quanto volentieri frequentino il David Letterman Show gli ottimi e autorevoli potenti della nazione più potente (dicono) del mondo.
Fa’ ch’io rida, buffone (come diceva il Duca di Mantova allo storpio Rigoletto)

Uscire dal gregge, parlarsi tra persone

SERESe Renzi ha vinto e può far suoi oltre duemilioni di consensi (lui ha fatto un su e su, e si attribuisce tutto il bottino) non si può far altro che prendere atto del risultato; personalmente mi sento di  fare solo qualche semplice deduzione con una premessa.
La premessa è che mettersi a contestare il risultato sarebbe, a mio avviso, inutile; tuttavia mi pare ovvio chiedersi se questo tipo di legge elettorale, fatta-in-casa per le primarie, non sia di maniera casereccia e se quindi il risultato non debba essere considerato, esternamente al pd, un dato su cui ragionare, ma non un dato scientifico imprescindibile per il futuro del paese, dei cittadini e pure del governo.
Detta, tuttavia, la premessa, fragile fin che si vuole ma fondata, rimangono alcune deduzioni preoccupanti.
A) Abbiamo per decenni osservato e denunciato l’effetto dei media nell’orientamento delle opinioni: però non siamo riusciti a fronteggiarlo.
B) Il programma di Renzi lo conosciamo ed è stato votato nonostante lui condisca con la parola “bellezza” tutta una serie di misure che considera indispensabili ma che aggravano, tagliando, la condizione di molti cittadini.
C) Non c’è differenza nell’ascoltare Renzi o l’imitazione che ne fa Crozza. Per questo Crozza, bravo certamente, non mi fa ridere e forse non sono la sola a immalinconirmi.

Sono argomenti, i miei, semplici e piani, forse troppo facili. Penso che semplici e piane siano anche le motivazioni di molti cittadini che sono andati o no al voto delle primarie, che andranno o no a votare alle politiche quando ci saranno.
Se non abbiamo il coraggio di pensare in modo critico e di dire parole scomode, parole petrose, se non abbiamo il coraggio di uscire dal gregge liberandoci dell’invasione delle menti che fanno il talk politici, e stavolta non faccio nomi tanto sono sempre gli stessi, allora è tutto inutile. Inutile come andare a votare “diversamente sinistra” come quando si scegliesse il migliore tra i tre tenorini.
Specifico che la mia non è una critica a chi vota, è una riflessione espressa apertamente sperando in una piazzetta virtuale non addomesticata con cui dialogare. Una piazzetta, una stradina, un vicoletto magari, in cui ci si possa passar voce senza prima esser passati dalla tv. Sarebbe già qualcosa.

Cervelli all’ammasso e star system pronta cassa

Dialoghi dal presente
Civis Italicus: Il parlamento europeo non vota il bilancio, che fare??
Mister Prontarisposta: Chiediamo a Littizzetto!
Civis Italicus : Il presidente Napolitano non sa chi scegliere per formare il governo!
Mister Prontarisposta: Chiediamo a Crozza, no?
Civis Italicus: E l’euro? e lo spread? e l’articolo 18?
Mister Prontarisposta : Telefoniamo subito a Benigni, lui lo sa.
Civis Italicus: Abbiamo bisogno di governabilità, sennò è lo sfascio.
Mister Prontarisposta: Ascoltiamo cosa dice Celentano!

Civis Italicus : Non mi bastano i soldi per la spesa…
Mister Prontarisposta : SPRECONE! Cavoli TUOI! E poi la fame è bella.