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Metti un virus, a febbraio

Febbraio 2020, al crepuscolo, in un barcone sul Tevere american_quarantine._johnsons_new_chart_of_national_emblems_1868

Cap.Consapevole : Abbiamo un problema sanitario!
La ciurma (in coro): Cos’è un problema? (Il Consapevole tenta una spiegazione dettagliata)
Cap.Consapevole: Gira un virus letale! Forse addirittura un virus spaziale o un fantavirus grossissimo! Sveglia! Dove avete messo il dossier “piano per emergenze sanitarie?”

La ciurma (in coro): Cos’è un piano?
Ministra 1 (tintinnando orecchini chandelier) : Svelti però che c’ho appuntamento con il parrucchiere, ho già la ricrescita e devo incontrare i braccianti mica mi posso presentare così.
Ministra 2 (frugando nel beauty): Eh sì svelti che mi sono persa l’imbuto e devo scrivere una circolare dettagliata, sennò fanno come gli pare.
Ministro X (preoccupato): Sì sbrighiamoci, io devo ancora parlare con Ursula che vuole assolutamente il nome del parrucchiere di mia moglie.
Cap.Consapevole: “Oh Signore! Ragazzi, sveglia! È una cosa seria! Me lo ha detto anche…
La ciurma: (coro di sghignazzamenti) Ora non attaccare con Padre Pio e papa Francesco, c’hai rotto, adesso pure il vairus!
Cap.Consapevole: Io sono consapevole dei vostri gravi impegni, li conosco, ma questa volta pare non sia un virus che si cura con una bottiglia di rum; dunque dove avete messo il piano di emergenza sanitaria?
La ciurma in coro: Cos’è un piano? (seguono altri sghignazzi e cachinni)

Cap.Consapevole: OK, chiudi tutto. Forse non se ne accorge nessuno.

Virus e Tv

jolly-roger-bandiera-piratiVirologia televisiva e amuleti mediatici.
La virologa più trendy, Capua Ilaria, in arte star della tv pandemica sostiene sorridente, da tutti gli schermi e quotidiani, che nella attesissima fase 2 si dovranno separare nonni e nipoti e che siccome pare che le donne sopravvivono di più (non è che non si ammalino) degli uomini al virus nel riavviare il lavoro sarà opportuno mandare avanti loro.
Donne dududù crepa tu. Certo, la soluzione semplice, da mezza calzetta.
Ma tutti sappiamo che ci sono tanti modi di morire quando non si lavora in sterili e eleganti biblioteche scientifiche o dipartimenti universitari, no?
In realtà le donne sono sotto attacco in quanto rappresentano il simbolo stesso della vita che genera, che cura, che ama. E allora spezziamole ‘ste cretine, no?
E poi questi nonni tanto fino ad ieri blanditi e celebrati, con tanto di festa inventata allo scopo, come sostegno affettivo ed economico delle famiglie “giovani” (virgoletto, perché parecchi di questi giovani ormai veleggiano verso la cinquantina…) secondo quella signora, devono essere separati dai nipoti. Pessimi influencer probabilmente: trasmettono affetti. Che orrore.

Insomma dovremmo accettare il sotteso messaggio: medicina e scienze sono e rimangono elegantemente impotenti, sconfitte e sottomesse dal virus (monarca assoluto, con tanto di corona) e l’unica salvezza è il distanziamento, o meglio la segregazione reciproca.
Ed infatti l’alternativa all’isolamento è il suicidarsi mescolandosi in ripugnanti aggregazioni sociali.
Dunque anche io, attualmente, sostengo e pratico il disciplinato distanziamento, la separazione o l’isolamento come diavolo lo vogliamo chiamare.
Ma, accidenti! le beate muse della scienza devono lavorare e dimostrare di essere al mondo per qualcosa.
Se il politico, e lo capisco, mi può dire solo : “per ora distanziatevi”, perché non ha altra soluzione lo scienziato (specie quello trendy e famoso e telestar) non può dire solo la stessa cosa.
Deve lavorare e deve uscire dalla sua torre d’avorio sterile e sterilizzata. E non fare lo stregone agitando amuleti da stregoni virtuali e pandemie reali.
A fare la quarantena, sventolando bandiere gialle, erano capaci anche i rozzi pirati e i pimpanti corsari delle più feroci piraterie dei romanzi.
Ora basta, signore e signori in camice bianco, o per lo meno lavorate, ma sparite dalle TV,

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