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Cittadini da pagliaio o Melampo?

Come noto si usa l’espressione cane da pagliaio per definire i rumorosi ma inoffensivi cani, piccoli o grandi, che esprimono gran chiasso e scatti in movimento, ma all’atto pratico risultano inoffensivi e inefficienti guardiani.
Un po’, un po’ molto, come i cittadini italiani che schiamazzano in rete, blaterano tra amici o addirittura si agitano al bar sport ma poi, di fronte a qualunque provvedimento (per quanto nefando e irricevibile sia) fanno spallucce e, caso mai, si organizzano per rifarsi su uno più indifeso di loro.
E questo accade a tanti livelli, sia nel posto di lavoro, sia nelle quotidiane prepotenze di vita sociale mal vissuta, sia, perfino, nel prelievo ricattatorio-affettivo delle languenti risorse di qualche anziana o anziano fiducioso (troppo).
Ma di fronte al potere zitti e mosca.
E se passa in visita il potente o potentucolo di turno allora fiori e candele, come se passasse in processione sant’Antonio, che Dio lo benedica, amen.
Insomma cittadini da pagliaio?
Certamente tutto lascia ritenere lo siano.
O peggio, cani come il noto Melampo del geniale Collodi; quel Melampo che si era messo d’accordo con le faine per lasciar rubare le galline e riceverne ricompensa in percentuale.
Così va l’Italia oggi e così va anche da un non troppo recente ieri.
E non lo dico io sola. Ma siamo ancora in pochi, troppo pochi.

Questo potere ci logora, non chieda dunque solidarietà

Chiedere dimissioni di Calderoli è comprensibile ma inutile; è questo sistema di poteri che non va. La ministra è stata offesa, ma è sempre una esponente del potere in carica. Intervengano Letta, Napolitano, Boldrini ecc.
Io sono disponibile a impegnarmi per il lavoro, lo stato sociale, l’istruzione, le battaglie culturali.
I potenti si difendano, ne hanno tutti i mezzi e non facciano le vittime, non con me, non nel mio nome.
La ministro Kienge ha forse espresso solidarietà ai lavoratori licenziati, disoccupati, emarginati, esodati, ignorati, esclusi?
A qualcuno risulta che dall’avvento di questo governo sia migliorata la condizione dell’Istruzione, della cultura, delle donne uccise, delle famiglie povere e impoverite?
Letta, Boldrini, Kienge hanno fatto concretamente qualcosa (non parole, discorsi, apparizioni, comparsate televisive, proclami, appelli, non roba del genere) hanno presentato piani o progetti atti a migliorare le condizioni economiche, sociali, culturali del paese?
In questo caso avrebbero fatto il loro dovere: puramente e semplicemente.
Ma non ci sono fatti in atto, e nemmeno all’orizzonte.
Dunque loro sono loro: il potere
E noi siamo noi: i cittadini che mantengono il potere.

Non è ancora abbastanza per concludere che hanno mezzi, strumenti, tenore di vita, occasioni, opportunità che noi non abbiamo?
Beh, io penso di sì.
Senza nulla a pretendere, ovviamente.

Noi che non ci vergogniamo

Noi che non ci vergogniamo, noi che sappiamo di essere e di lavorare, di vivere e di impegnarci, noi siamo diversi da loro anche in questi tempi. Seriamente  sto cercando di fomentare (in senso buono) una convinzione e di diffonderla : non incolpiamo noi stessi, non siamo “Noi” che ci meritiamo ‘sta schifezza. Noi stavamo, e stiamo, lavorando per cambiare, infatti facciamo i cittadini seri e onesti da sempre. Noi siamo quelli truffati, derubati, sfottuti, ingannati e pure violentati. Noi non ci siamo tra i colpevoli. Noi ci vogliamo bene tra persone che vogliono costruire. E prima o poi… ha da passà a nuttata .
Sono loro che hanno esibito una faccia ipocrita.
Sono loro che chiedono il consenso per poi abbandonare il paese.
Sono loro che prendono impegni che poi tradiscono.
Sono loro che impongono tasse e ci fanno pagare lo stato sociale, ma lo demoliscono.
Sono loro che hanno tentato di distruggere la nostra cultura.
Sono loro che hanno trasformato diritti, lavoro, istruzione, solidarietà,giustizia, salute in parole vuote per noi e privilegio per loro.
Sono ancora loro quelli delle lotte intestine prepotenti.
Sono loro che non vogliono mai cambiare e non danno spazio ai giovani, ma se possono se li mangiano come Crono mangiava i suoi figli.
Sono loro che vivono in un altro pianeta, una schifezza di pianeta tirannico dove gente come noi non mette piede mai nè vorrebbe mai andare a vivere.
E poiché vogliono rimanere diversi e privilegiati allora noi facciamo a meno di loro.
Noi siamo diversi.

 

Il colle infinito, anzi sfinito

L

Lo Sfinito
Sempre caro ci fu quell’alto colle
e quel palazzo che di tanta parte
del vile cittadino il guardo esclude.
Ma sedendo e inciuciando interminate
ciance nei corridoi e disumani
intrallazzi e segretissimi accordi
lor nel pensier si fingon dove per poco
nostra pazienza dura. E come Cipro
odiam giunger qui da quelle stanze, noi nostra
infinita pazienza a quelle ciance
andiam comparando. E sopravviene l’ira,
e la crisi e i suoi danni. Così per quelli
cresce la vostra indignazione e mia
e ci costa un po’ troppo il Quirinale.