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Chi non ha paura della vergogna?

Cerco di percorrere una strada tutta mia, non separata dagli altri, ma distinta dai luoghi comuni e dalle notizie costruite ad arte per influenzare e suscitare consenso o dissenso.
Cerco dunque di formarmi opinioni anche se è davvero difficile visto che tutti dipendiamo o da quello che proclamano e dichiarano gli eletti in Senato e Camera dei Deputati oppure dai giornali, dai tg, dai talk.
Insomma dipendiamo tutti dai costruttori di notizie.
E proprio per questo ieri pomeriggio quando è stato votato per il taglio dei seggi dei parlamentari la mia reazione poteva essere, ed era stata, solo mediamente perplessa e pensante anche perché si dovrà fare un referendum e saranno necessari calcoli di pesi e contrappesi sulla distribuzione dei seggi.
Ma appunto proprio per queste suddette ragioni la mia tiepida e alquanto neutra reazione è diventata indignato disgusto quando ho visto queste immagini: ossia i pimpanti 5stelle che escono dal Parlamento ridendo felici e beati come a una gita scolastica mentre srotolano un gigantesco striscione con rappresentate grandi poltrone rosse e annesso forbicione: una grottesca carnevalata, a mio avviso repellente considerato il luogo, la storia e le persone che ci hanno regalato la Repubblica pagando col sangue.

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non hanno paura della vergogna

E il motivo del mio profondo scontento è presto detto: Se avessero proposto e votato per dimezzare o anche per ridimensionare sostanzialmente i privilegi di cui godono loro stessi, tutti gli eletti nonchè i loro, a vario titolo, famigliari e parentami allora li avrei sostanzialmente approvati.
Invece no: e in giornate come queste, tra morti sul lavoro e bambini affogati in un mare nero come il petrolio ho trovato volgare e inaccettabile sbandierare striscioni godendosela un mondo.
Trovo inoltre un vergognoso mezzuccio acchiappaconsenso che si continui, ad usum dell’incommentabile Salvini, parlare di “poltrone” quando i seggi in Parlamento sono il frutto di lotte per la democrazia e il luogo in cui hanno seduto grandi politici:  donne e uomini colti e dediti alla loro missione, che amavano l’Italia e nobilitavano la politica tra i quali solo per fare solo un nome simbolo, Sandro Pertini.
Ecco dove trionfa, ahimè, la bestia della volgarità ignorante: trionfa senza vergogna sulla nostra storia civile, sulla cultura e su una tradizione di cui non sono degni e purtroppo trionfa perché mette sullo stesso piano arroganti e chiassosi parvenu con chi ha fatto, a volte con il sacrificio della vita, la vera nostra Storia.