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Risotto alla (forza) Silvio

Beluschef per l’Italia abboccona

(detto anche Riso al citrullo)
Soffriggi i fedeli in un palazzetto
e mescola mescola in brodo ristretto:
da parte prepara di odori un mazzetto
di quelli ch’Alfano e il governo hanno stretto.
Consuma sudore e malori in guazzetto
poi tieniti pronto e tira a cottura
per prossimi turni la bieca mistura:
da centro, sinistra e da destra votato
acchiappa ogni idiota: il pranzo è servito.

Fazio Fabio si vergogni, e dico perchè

A me non interessa chi sia stato il suo interlocutore anche se sappiamo tutti che era Brunetta; trovo invece rivelatrice la sua frase a proposito del costo del programma e del compenso ricevuto dal conduttore, Fazio medesimo dunque.
Bella cosa ha, dunque, detto Fazio: “la trasmissione si paga esclusivamente con la pubblicità!
Complimenti all’illustre Fazio, proprio una bella e degna frase. Roba che fa cultura.

Come spesso ho avuto occasione di dire, considero la pubblicità il maggior veicolo della corruzione e della diseducazione che, specie tramite la televisione, colpisce il costume e la vita sociale sia dei giovani sia delle famiglie.
Proprio l’uso sovrabbondante della pubblicità ha permesso, abbandonando le antiche formule stile Carosello (troppo lungo!) la diffusione del biscione berlusconiano e di Mediaset che si è potuto vantare di non usare i finanziamenti pubblici, tanto passava alla cassa veloce ogni volta che andiamo a far la spesa.
Proprio grazie al denaro ingannatore della pubblicità televisiva le nostra case sono diventate il luogo in cui non ci si difende più, ma si crescono creature devote al dio Denaro e che si votano al consumo compulsivo, alla dieta dissennata, a pratiche di vita autolesioniste eccetera.
Io l’abolirei e metterei la rai-tv e tutti i suoi personaggi sulla strada del lavoro e non del lusso; ma se proprio si vogliono usare i denari di Giuda, si usino per altro non per arricchire i grassi epuloni di casa nostra.

B come BASTA!

BASTA!

Provato accendere tv ieri sera.
A 360° gradi facce, sfaccettature e iatture del noto.
Dall’esegesi supina, all’agiografia prona, alla satira di regime leccaindovenonbattesole, alla frantumazione ogni pazienza ha un limite.
Virato verso Montalbano, a proposito, di rottura di cabbasisi.
Adeguato pendant.
Uffa! Basta!

Furbizia (non) fa giustizia

Il profondo ed interessante post di Anna Lombroso: Il pregiudizio non si addice alla Boccassini merita una riflessione attenta.
Il fervore mediatico riscosso dall’imputato Berlusconi e dal tipo di reato contestatogli nel processo di Milano può essere interpretato e letto in chiavi diverse, ma alcune sottolineature, che il post suggerisce, sono fondamentali. Attenzione dunque, per tutti, sia agli stereotipi, sia al conformismo, sia alle semplificazioni che vorrei definire neo-colonialiste e che possono attenuare ciò che in nessun caso deve essere attenuato.

Se non ci fossero i bavosi che pagano le ragazzine e se non ci fossero le tante povertà in cui alcuni vivono e in cui anche i bambini crescono male o muoiono, non ci sarebbero nemmeno le rubacuori di questo tipo, orientali o non orientali.
Se si avesse a cuore la giustizia vera, se l’austerità e l’etica laica fossero ispiratrici delle azioni e dei comportamenti dei tribunali ed i nostri forse non avremmo i processi spettacolari o spettacolarizzati. Ma siccome il piccante sporcaccione alletta troppo di più di una battaglia seria sulla corruzione che ci soffoca e ed eccita attenzione molto ma molto di più del dramma della povertà, allora era fondamentale, Ilda o non Ilda (perché non vale solo per lei) non scivolare sulla buccia dell’ ”orientale furba” che va certamente contestualizzato e non liquidato alla leggera.

Tutto questo non per solidarizzare con una fanciulla di cui conosciamo solo quello che si dice e di cui il tribunale conosce telefonate e ben altro, ma solo perché ci sono ruoli più impegnativi, più determinanti, più responsabili di altri, ci sono ruoli a cui dobbiamo rispetto e che incutono soggezione al comune mortale.
E il ruolo del pm è uno di questi.

Penso tuttavia che anche alla dott.ssa Bocassini, cui va riconosciuto un importante impegno, sia utile ricevere notizia delle perplessità che le sue espressioni hanno suscitato e che per alcuni attenuano il peso della sua requisitoria.

Difficile pensare che, presa dal ruolo e dalla situazione, si sia lasciata sfuggire alla leggera quelle parole. Dunque siamo perplessi, e non senza motivo, ma nello stesso tempo abbiamo fiducia di avere un chiarimento utile, personalmente ritengo che lei abbia ben seri motivi per esprimersi come ha fatto e fa.