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È triste, ma è la più forte, è la cattiveria.

pc Diritti civili, diritti umani, giustizia sociale, parità: ci suonano nelle orecchie saturando la mente, queste ed altre belle e sacrosante parole.
Eppure, nonostante le dichiarazioni di tante intenzioni migliori di quelle altrui, il tempo in cui viviamo non è abitato dalla bontà né dal bene, e purtroppo nemmeno dall’intelligente convenienza del non nuocere.

Siamo oltre i livelli di guardia della quantità di astio contro l’altro, di acidità verso il pensiero altrui, di diffidenza verso le azioni di chiunque le compia. 
Ormai apro quasi con timore fB perché so che leggerò frasi di malevole critiche, di irrisione e di giudizi pregiudiziali e sempre negativi.
Il filone d’oro della ricerca di qualcosa di migliore è stato abbandonato.
La bontà d’animo e l’apertura verso il prossimo abitano, se esistono ancora, forse in qualche rapporto personale; la preoccupazione verso il bene comune non è sostenuta nemmeno per interesse.
Voglio dirlo chiaro (per quel che vale il mio pensiero, cioè lasciamo perdere che del nulla non si parla) se non ci prendiamo cura del bene comune puniamo prima di tutto noi stessi.
Lo slogan “non esiste un pianeta B” può essere parafrasato per dire “non esistono né un tempo B, né una realtà B”; e il male è comunque, pronta consegna h24, anche per noi.
Che sfortunata circostanza, nevvero?

Social, politici e info. Ma anche blog

pcSe è vero che troppi politici sono troppo presenti su social è, a mio avviso, anche vero che quando i media riferiscono le loro dichiarazioni accade che sovente le manipolano sia nel sintetizzarle sia nel modo in cui accostano le diverse frasi di diversi politici sia anche nel taglia e cuci che ne fanno.
È altresì vero, sempre secondo me, che su social posso leggerli o anche non, mentre se ascolto un tg per cercare di capire cosa accade nel mondo mi viene imposta una sequenza di informazioni costruita ad arte e non sempre in modo oggettivo
Allora concludo che se i media e Confindustria attaccano la presenza su social dei politici (a cui è lecito certamente chiedere la maggiore sobrietà possibile) è altrettanto vero che fino a ieri il potere dei media e dell’informazione era controllato da finanza&soci in modo assoluto
🤨
Invece oggi no e non solo i politici presentisti, ma anche alcuni di noi possono esprimersi e dir qualcosa.
Scrivo quest’ultima frase pensando soprattutto a noi #blogger, piccoli o importanti che si sia, e a all’uso utile che possiamo fare di questo mezzo. Non penso ad un utile moralistico, bensì ad un utile sociale. Chi di noi pensa di poter trasmettere un messaggio che va nella direzione del bene comune può farlo, ed è utile che lo si faccia.
Se è vero che una goccia non riempie il mare è anche vero che tante gocce possono riempire almeno un bicchiere. E non è poco. Come dice qualcuno : nessuno di noi è inutile, e sta a noi cercare di fare il mondo migliore.
È vero che ci sono i famosi o le famose influencer che scrivono per ottenere molti contatti e quindi denaro. Ma nessuno vieta di scrivere per diffondere pensiero e idee.
Buona scrittura a tutti.

Una finestra sul Bene Comune

finestra sulla SalariaSi parla così spesso e tanto del Bene Comune che questa espressione è diventata quasi un refrain che, come spesso accade per gli slogan, si va svuotando di significato. Più che al Bene Comune  sembra che per ora si tenda ad avere a cuore e si sponsorizzi il vantaggio personale di prevalere sugli altri; del resto questa è una mentalità diffusa e promossa da un lato dalla meritocrazia e dall’individualismo dall’altro. Forse i tempi e le tendenze potranno, gradualmente, cambiare, ma
nella stretta contingenza del presente, invece, se consideriamo con disincanto, come si muovano e cosa esprimano i post e i commenti sui social del dopo-elezioni, possiamo notare come solitamente manchino di rispetto verso scelte o preferenze diverse dalle proprie.
Queste ultime, invece di essere rispettate sia dai politici che ne devono trarre le conseguenze, sia anche dagli altri cittadini che hanno creduto di far bene orientandosi in modo opposto, contrario o comunque differente sono dileggiate mentre si inacidiscono i giudizi e si stigmatizza il prossimo.
Il nostro osservatorio di gente è, però, la vita, è la relazione con gli altri, è la quotidianità di esperienze, di ricerche, di bisogni comuni; per queste ragioni noi non offendiamo e non sfottiamo coloro che esprimono pensiero o voto elettorale divergente dal nostro.
Il “nemico” comune, per usare un’espressione forse troppo facile ma chiara, non è l’altro, bensì  proprio la divisione sovente fomentata persino dai dissennati politici che danno pessimi esempi.
In realtà in tanti vorremmo che il nostro orizzonte, quello su cui valga la pena di finalmente spalancare le imposte,  fosse il Bene Comune per tutti noi e che riguarda aspetti vitali come la pace, le opportunità per tutti, i diritti umani e civili tra i quali la salute, il lavoro e l’istruzione, la libertà e l’eguaglianza.

Ma allora se siamo d’accordo che così tante sono le cose in comune allora anche il progetto per la costruzione futuro potrebbe essere condiviso e comune.

Il patto sociale, altra espressione a noi cara, ma che si ricorda poco, indica la necessità del confrontarsi e dell’esser liberi tutti di esprimere un’idea e una scelta.
La mia opinione, come quella di molti blogger, è personale frutto di elaborazione critica autonoma, tuttavia siamo consapevoli come le nostre voci, benché pubblicamente diffuse, non possano aggiudicarsi un significativo peso o riscontro mediatico salvo poi essere scopiazzate ed esibite da coloro che invece hanno  riscontri e vantaggi ben oltre i loro meriti.
È un modo di fare che scimmiotta la peggiore politica, quella che tanto ci ha deluso e continua a deluderci. E a proposito di pessimi esempi annoterei a margine come molti politici usano spesso metafore e linguaggio da stadio di calcio.

Ma noi non vogliamo imitarli e non andiamo ad uno scontro tra tifoserie esaltate. Del resto, se ci riflettiamo un attimo, le tifoserie sono costituite anche da gente che pur vivendo ai margini,  venera idoli miliardari con cui nulla hanno in comune.
Quel tanto che noi abbiamo, invece, in comune non dovremmo disperderlo, ma dovremmo riconoscerlo e perseguirlo.
Non branco né curva, ma gente, persone e cives che si parlano e per farlo volentieri riaprono e spalancano le porte e le finestre.

Prima i giovani, perché no?

alba su Roma 70Io penso che se ci consoliamo con generiche stelle (per qualcuno l’oroscopo, per altri un monile e per tanti altri ancora un movimento politico o quasi) è anche perché il Sole è sparito dal nostro orizzonte e soprattutto dall’avvenire delle nuove generazioni.
Facile puntare il dito contro presunzione di populismo o accuse di ignoranza; ma fate attenzione: non sono state le generazioni dai 40 in giù a corrompere la politica, a irridere le ideologie, a spazzare via i riferimenti a una vita equa, sociale e solidale, a abolire l’idea che si possa costruire per il futuro una vita NON canagliesca e competitiva sostituendo una vita proiettata in avanti con una vita di divani, paghette, birrette e peggio.
Sono stati i vati e le vecchie muse del liberismo a condurre questa danza macabra e putrefatta. Ed hanno contagiato anche una parte di quarantenni, ma per fortuna, o per nostra vecchia resistenza, non tutti. Non importa se abbiamo voci piccole, noi ci siamo.
Dunque io dico abbasso alle vecchie logiche, e avanti ai giovani: che provino, che sperimentino, che facciano errori; ma che siano i loro.
In questo day after che segue i risultati elettorali ascolto discussioni in cui si chiamano in causa “le prassi consolidate” oppure il “si è sempre fatto così”, o anche una conta di numeri che vale certamente, ma che non può e o non dovrebbe essere la logica di chi pensasse al bene comune. Invece la politica e le intelligenze questo dovrebbero avere a cuore e non la difesa ad oltranza di vecchie posizioni.
In questo credo che sia ragionevole l’affermazione dei 5stelle quando dicono ai vecchi poteri: avete condotto a questa situazione l’Italia, avete fatto errori per oltre 40 anni, adesso lasciateci provare.
Invece si tendono trappole e trappoloni astiosi.
Altro che Bene Comune…
Voi vecchi avete sbagliato e corrotto.
Io sto con i giovani, finché natura me lo concederà.