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Auguri, Italia

Eppure sembra impossibile che la nostra Repubblica “nata dalla Resistenza”, come si amava affermare, sia nelle mani di piccoli borghesi farfuglianti tutti tesi a spartirsi fette di elettorato e potere che potere poi nemmeno è.
L’elettorato? Quello a cui danno affannosamente la caccia è del tutto scettico e sfiduciato, non appare né popolo né nazione. Solo consumatore.
E il potere? Il cosiddetto potere è ottenere stipendi, emolumenti e vitalizi elargiti a persone scialbe e balbettanti ma sovente arroganti che dipendono dal mercato, dalla finanza e dagli ordini impartiti, anche al nostro pensare, quotidianamente mediante articoli, servizi tv e talk show.
Perché realmente questa disastrata Repubblica è storicamente “nata dalla Resistenza“.
Fosse azzurro, rosso o forse bianco quel fazzoletto al collo era sempre una simbolo del voler generare una Italia nuova, ma l’attuale è più passatista e scalcagnata di sempre. A volte perfino corrotta in tutti i suoi ordinamenti, imita, copia e svende se stessa, il suo passato e perfino il suo incerto futuro.

Bandiera tricolore dell’ANPI

Auguri Italia. Non perdiamoci di vista.

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25 aprile 2014

25 aprile

25 aprile

Le bandiere non son tutte uguali e personalmente faccio fatica a identificarmi con un simbolo. Però è vero che mia nonna, ormai troppo tempo fa, anche da vecchia aveva una bandiera tricolore che esponeva alla finestra il 25 aprile. E per lei quella bandiera non era quella che oggi copre un po’ tutto, anche le idee confuse di quelli che pretendono di rappresentarci

C’è gente e gente. C’è gente che ha avuto la fortuna, e mi considero tra questi, di aver sentito raccontare una storia vera, e non quella revisionata; che ha sentito parlare i testimoni e non gli opinionisti; gente a cui hanno trasmesso sentimenti forti, non edulcorati, e a quelle idee è ancora affezionata.

C’è gente, com’erano i miei genitori e i miei nonni, che quegli anni li hanno vissuti e visti, e non li hanno lasciati trascorrere in terre d’altri essendosi allontanati coi motivi o pretesti più vari. Gli anni terribili di guerra li hanno vissuti davvero in quelle terre della bassa veneta dove, come sulle colline e in montagna la pietà era morta e il tradimento violento celebrava i suoi riti, dove lungo i muri delle case si eseguivano le fucilazioni di civili innocenti, dove si bruciavano i paesi interi con donne, bambini e preti chiusi nelle loro chiese.

A questa gente, alle loro testimonianze io mantengo fermamente rispetto.

A questa gente, che davvero aveva fatto rinascere l’Italia condotta al baratro dal fascismo e dalla monarchia, non possiamo andare a raccontare storie addomesticate.

Ci rimane solo la memoria? Non credo. I valori hanno solo bisogno di chi li faccia respirare; così come le vecchie bandiere hanno solo bisogno di sventolare. E rinascono.

Il 25 Aprile non è solo corone d’alloro e bandiere, e cortei; è anche passione civile di cui non possiamo fare a meno.
Mentre di Alemanno&Polverini sì. Restino pure a casa loro.