Scuola e condizione giovanile

Cos’è oggi la scuola? E’ ancora possibile insegnare ai giovani la letteratura? Come si dialoga con i ragazzi? Una insegnante di lettere di scuola media superiore vive tre anni di dialogo con una sua classe molto speciale. La (mia) classe non è doc non è un romanzo, ma racconta, in prima persona, una storia vera, senza prediche e senza facili pedanterie. “Non esiste un solo modo di insegnare o di essere persone. Esiste una realtà, in questo caso scolastica, con cui si deve interagire inventandosi un linguaggio complesso e dedicato. E non esiste un modo per farsi rispettare ed amare diverso da quello di amare e rispettare per primi. Questa è stata la mia vita di insegnante e sono contentissima che sia andata così.”

Una classe vera, con veri studenti e veri insegnanti edizione scaricabile – eBook

dalla recensione di Vittoria Patti : “Una passione contagiosa”
Un’ottima lettura da un’insegnante (e blogger) di lunga esperienza. 

L’ho divorato in una sera. Mi ha divertito, commosso, stupito… Il genere non è nuovo, ma Maria Serena fa del suo racconto una testimonianza profondamente credibile di una vera passione per il nostro mestiere. Tre anni di una classe “terribile”, che cresce sotto lo sguardo di un’insegnante così: 

Tutto è didattica a scuola: compreso come ti vesti, come entri dal portone, come cammini, come li saluti. Io entravo (volutamente) sempre in classe sorridendo (anche con l’emicrania, il collare per l’incidente stradale ecc).
E se non sorridevo si preoccupavano.

L'edizione cartacea

2 risposte a “Scuola e condizione giovanile

  1. cara maria serena, è da un po’ che penso di scriverti…oggi finalmente ho trovato l’impeto giusto ed eccomi lusingata all’idea che tu possa leggere le mie parole…delle parole che vorrei ti si presentassero in un gesto di inchino e di “chapeau”!Ultimamente, durante, la mia preparazione al famoso “concorsone”, mi è capitato di ricercare in rete articoli, materialevario, letture e spunti vari..così l’occasione contingente di conoscere il tuo BLOG…ne sono rimasta stupendamente intrappolata..dal tuo modo di scrivere emerge un mondo intero..l’incarnazione reale di una donna che ha amato il suo mestiere d inseganante e che lo ama ancora…una donna che a mio avviso vita tante vite…la propria e quella dei suoi “lucignoli”…complimenti maria serena!
    mi farebbe tanto piacere poter ricevere dei consigli da te…proprio per quanto riguarda le prove che dovrò affrontare il 28 febr e 1 marzo (infania e primaria)!

    grazie mille anticipatamente…
    stefania

    • Cara Stefania, grazie per le tue parole affettuose che spero di meritare e riscaldano il mio cuore. Sono contenta di questa sintonia che ci unisce; sì ho amato tanto il mio lavoro, adesso sono in pensione ma sono ancora legata alla scuola e penso che il tempo impiegato insegnando sia stato, nonostante le fatiche che ben conosciamo, un tempo buono.
      Vorrei esserti utile, ma sul concorsone non so come aiutarti se non dicendoti che è solo una prova che spero ti sia favorevole, e che valorizzi i tuoi meriti. I concorsi difficilmente rendono ampia giustizia, ma non si sa mai! Un consiglio, se vuoi, che posso darti riguarda il dopo, o l’adesso perché penso che tu stia insegnando. Non scoraggiarti mai e non pensare mai che il tuo lavoro vada perduto, io ho avuto la fortuna di poterlo costatare molti anni dopo e spesso in modo inatteso. La passione che ti ha guidato a scegliere la nostra professione ti sarà preziosa.
      Un abbraccio, cara Stefania. Aspetto buone notizie 🙂
      MSerena

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