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Persuasione indotta pro titoli di stato? Anche no.

 I pareri di Perpetua non volano alto, ma sfiorano le realtà sociali e quotidiane, per questo lei si informa, come tutti, ma a volte ragiona di testa sua. Ed esplora il web mentre ascolta i media. Ecco le sue ultime elucubrazioni. Giuste? Sbagliate? Beh sono opinioni. Ecco le ultime.
Wikipedia sostiene che la popolazione italiana si compone di  60.705.991 abitanti.
Sento dire che è ricominciato il GF, o meglio, il GF 12, il Grande Fratello 12^ edizione.
Leggo su web che sta facendo
record d’ascolti
. Il 25% di share e 5.200.000 italiani incollati alla tv.
Bene, penso. Anzi benissimo.
Adesso è tutto più chiaro
E ci mette di fronte a due opzioni che potrebbero essere di conclusione:
 
a) Cinquemilioniduecentomila italiani non possono lamentarsi della crisi. E se la devono tenere zitti e mosca.
 
b) Cinquantacinquemilioniquecentocinquemilanovecentoundici, invece, non guardano il GF e sono pertanto autorizzati a scegliere tra rivoluzione, sommossa o rivolta. (Pare che a Tremonti stiano a cuore questi giochi lessicali e stanno a cuore anche a me, borbotta Perpetua pensando al forcone da fieno di suo nonno, sempre pronto.)
 
A meno che, dopo la rivoluzione, non si mettano a comprare titoli di stato: in quel caso, d’ufficio, si auto iscrivono ai videoamanti del GF, perché tra GF e Ferruccio Bortoli (sponsor dei titoli di stato, anche ieri sera a Ballarò), a ‘sto punto, la gara si fa durissima, ma è facile che vinca lui.

 
Dopodichè, Perpetua, si rimette il grembiule, infila gli occhiali in tasca e comincia a fare i conti per la spesa di domani. Domani titoli di stato? Niet! Minestrone.

I pareri di Perpetua n.4: lo sciopero del Pd e dei calciatori – di Mariaserena Peterlin

Perpetua inforca gli occhiali e comincia a leggere il giornale:I pare(r)i di Perpetua stupisce, allibisce e si fa perplessa; poi accende la tv e trova le stesse notizie, siccome è anche dotata di media telematici si attacca al pc e controlla, ma tutto combacia. Ovunque non trova che conferme. Il campionato di calcio non è decollato causa sciopero dei calciatori … “Ah!” rimugina tra sé Perpetua, “… dovrò dire in giro che non possiamo allestire il sistema per giocare alla schedina”. Poi, spigolando nelle news, trova anche altre notizie inquietanti: nel Pd cresce il fronte dello anti sciopero! D’Antona, Fioroni, perfino Chiamparino e non pochi altri sono fermamente contrari allo sciopero sulla manovra: roba da pollice verso. Non parliamo di Confindustria, ma di quella, appunto, che se ne parla a fare?
“Dunque se la CGIL proclama un sciopero che suscita perplessità e divisioni mentre i calciatori proclamano uno sciopero e scioperano per davvero, e sembrano abbastanza compatti, che sta succedendo?” prosegue fra sé Perpetua rinfoderando gli occhiali e cominciando a sbucciar fagioli per il minestrone.
“Beh, non è poi così strano”, argomenta fra sé l’arzilla, fedele e concreta animatrice della cucina parrocchiale: “Poter scioperare è, di questi tempi, un privilegio abbastanza esclusivo, un lusso non immaginabile per il popolo che ha già abbastanza ristrettezze da affrontare per poter rinunciare a una giornata di traballante e incerta paga. Dunque, visto che per potersi astenere dal lavoro occorre non essere né disoccupati né precari ed avere da parte qualche risparmio lo sciopero è, allora,  per i lavoratori ricchi? mmmmmm può darsi. Ma i calciatori, allora, sono ricchi che lavorano? Ecco,” conclude Perpetua accendendo il gas sotto la pentola e rimettendosi il pareo a pois rossi intorno al collo  "questo è il vero nocciolo della questione: da quando il calciatore miliardario è considerato un lavoratore? Roba da chiodi.”

Messaggio di fine d'anno. CITTADINI, DIETROFRONT ! di Mariaserena Peterlin

 
Come festeggeremo?
I botti no; esercizio pericoloso.
E bottiglie, lampadine o la roba vecchia da gettare dalle finestre? Vietato davvero. Una vecchia pratica incivile, del resto abbiamo già le discariche traboccanti.
Ci si butta a bere? Ma no, anzi il meno possibile.
Viaggi? Quelli sì, a patto che ci piaccia piace gozzovigliare in sacco a pelo nei terminal di qualche aeroporto congelato.
Regali? Forse… riciclare le mutande rosse degli anni scorsi. Tanto non le mette quasi  nessuno e basta scegliere sempre la taglia unica.
 
Dimentico qualcosa? Come no: lenticchie turche e cotechino di maiale a sei zampe importato dall’est europeo: una autentica sciccheria per palati fini. (Ops: “ff…Fini ?!?” Help! no! Ovvio. Pussa via!)
 
Italiani di terra di mare e dell’aria: ci siamo rotti le scatole oppure ne volete ancora?
Veramente un dettaglio ci sarebbe; il 2011 si annuncia in salita. Lo snocciolano, con ansante metafora, i media: ci attendono oltre 1000 euro di aumento annui per famiglia (già ricordiamoci anche della famiglia visto che si tratta di pagare).
 
In tutto ciò come tralasciare un’aurea frase dell’emozionante messaggio pronunciato in conferenza stampa dalla soave-suadente-paterna voce del premier alla vigilia del Santo Natale? Egli non ci ha forse ammonito (proprio da buon padre di famiglia) che
“In India il costo del lavoro è meno di un dollaro l’ora, per la precisione 98 centesimi, e l’Europa deve adeguarsi”?
Faccio il conto della serva. A occhio e croce (soprattutto a croce) ci dovremmo aspettare di scivolare a paghe mensili da 300 euro al mese? Slurp! Anzi, doppio slurp.
 
E nessuno si è levato a chieder conto di questo scenario, e nemmeno un sopracciglio si è aggrottato. Si vabbè qualche ex comunista dei soliti, di quelli ancora di sinistra e rompiscatole ha eccipito, ma quelli chi li intervista? Infatti i giornalisti presenti in conferenza stampa hanno incassato compunti.
Del resto è naturale visto che hanno riprecipitato alle condizioni sociali del seicento: notoriamente secolo sudicio e sfarzoso. Per reagire dovremmo ricominciare dalle ottocentesche
Trade unions ? E' possibile. 
 
Appare chiaramente che (e vado a semplificare) quelli che governano il nostro mondo, e non solo l’Italia, hanno spezzato e spazzato via una rete sociale faticosamente costruita, virtuosa, fatta di gesti quotidiani, di lavoro, di crescita personale, di mani che si stringono, di cuori che si parlano, di teste che pensano, di progettualità, di ricerca, di sviluppo, di promozione per le giovani generazioni a venire.
Hanno lanciato sui nostri passi di lavoratori le iene della concorrenza, della competizione, delle piccole ambizioni personali del miope tornaconto. E le iene hanno fatto bene il loro lavoro: ci hanno raggiunto.
Man mano le coscienze si spengono assopite e assorbire da cocktail del tipo divano+immagini et similia.
Insomma hanno seminato l’ignoranza ed è cresciuta, rigogliosa ed infestante, l’indifferente passività di molti e la furbizia di pochi.
 
Ma via! Basta con le amarezze! E’ capodanno! Avanti coi brindisi degli spumanti.
Forza Italia! Stringi i denti ma preparati ad allacciarti di nuovo i calzoni con lo spago. Nel frattempo indébitati fino al collo perché la Cina, lo sapevamo, è vicina; ma l’India è qui dietro l’angolo. 89 centesimi all’ora non ci saranno negati.
Alleniamoci alla miseria rilassandoci, per chi vuole, a botte di new age.
Potrebbe essere utile.
 
Come festeggeremo dunque? Qualcosa c’è. Auguriamoci reciprocamente la fine di questa nebbia che ottenebra le menti e la nascita di una buona vista chiara e tagliente per il domani.
 
Nel frattempo rimangono, inoltre, gli affetti e l’amore da coltivare, e la convinzione che valga la pena di lottare con passione per l’essere umano che anima questo nostro corpo assediato da vacui desideri, ma anche da reali bisogni di tanti tipi.
Cose che non costano nulla, ma potrebbero farci sentire migliori. E sarà comunque luce dentro di noi.

Che la protesta democratica inizi. perché NUNTEREGGAEPIÙ – di Mariaserena Peterlin

In un società evoluta e civile, e tecnologicamente avanzata, avendo ormai spenta ogni e qualunque velleità seriamente intesa e di conoscenza, in considerazione che conoscere richiede tempo e tempo non ce n’è, ci si è organizzati  anche per spegnere ogni e qualunque velleità di tipo non correttamente regolamentato per creare una ordinata e costruttiva dinamica sociale politicamente corretta.
Talchè, Signora mia, anche per decidere cosa indossare o quando fare il bucato si fa un patto di stabilità con il meteo tv o con le fasce orarie dell’Ente erogatore dell’energia elettrica (che a Roma è la vecchia Acea), se e quando si vuole fare un viaggio si fa programmare il tutto compreso ad un’Agenzia e pure per sapere se si è davvero innamorati (o cornuti) si chiede alle cartomanti televisive (a cui si assimilano anche esempi pratici con i reality) che forniscono anche una serie di servizi aggiuntivi niente male (pietre, numeri, pratiche igieniche, sacchetti di sale eccetera eccetera).

In questa felice società evoluta e civile, esistono altre virtuose pratiche comunicative; il sindaco di Roma vuol bene a Che Guevara (che se si rigira nella tomba sono cavoli suoi) gli agnelli pascolano con le volpi (vedi le recenti presunzioni di alleanze politiche) e i lupi si fanno gli affari loro oppure non esistono più.

Ma c’è di meglio: infatti tout va très bien. La dimostrazione?
Eccola pronta: i ben pensanti o ben viventi e amanti della convivenza pacificata possono prepararsi tranquillamente al Santo Natale mescolando ai pastori del presepio le figurine di qualche boss o delinquente comune e mettere a reggere il mantello dei Re Magi Putin-Berlusconi-Merkel o  sistemare Alessia Marcuzzi&Facchinetti  a far capolino dietro San Giuseppe per ricordargli cos’è l’amore vero. 
In un presepio politicamente corretto ci sta pure questo, mica siamo razzisti o moralisti.
E sull'albero di Natale non una stella, ma tutta la bandiera europea che ne abbonda.

E non basta, Signora mia. Siamo proprio fortunati. In un società evoluta e civile e tecnologicamente avanzata non abbiamo più bisogno di informazioni, di notizie e di impegno giornalistico morbosamente curioso. Allo scopo si tappano graziosamente anche i buchi delle serrature magnetiche: infatti un igienico mandato di cattura provvederà con lo zelo necessario a far cambiare direzione civilmente chi stona dal coro: a Natale il coro è di rigore e deve avere il sopr-avvento.

Tranquilli, che c’è anche la ciliegina per il panettone:  il popolo italiano è un bravo popolo, ma ha qualche frangia spettinata che bisogna provvedere a rimettere in riga. 
Sì insomma il mondo del lavoro, la solita gente : l’universo del Precariato, Ricerca, Università e Scuola; i lavoratori sottopagati e messi in regola ma solo nella forma mentre nella sostanza sono costretti ad accettare condizioni e clausole vessatorie, oppure quegli sfigati dei cinquantenni messi in mobilità con un civile calcio nel sedere e così via; frange marginali!
L’importante, insomma è che la ciliegina sul panettone faccia la sua figura, e dunque tutti quelli che vogliono protestare lo possono finalmente fare: ma in modo “civile e corretto”.
Facile!
E' sufficiente divulgare e tessere una mentalità civile e corretta ed indurre la disapprovazione per chi pensa di fare il furbo con cortei, cartelli, striscioni, schiamazzi, disturbo della quiete (è Natale!), manifestazioni pubbliche, appollaiamento sui tetti e sulle gru, invasione di strade e vicoli urbani o extraurbani.

Insomma viva il libero mugugno interiore e la faccina soave.

Una buona protesta civile e corretta, sarebbe approvata e convenevole da tutti, anche ai non pochi esponenti de genere  “onorevole eccellenza/cavaliere senatore/nobildonna eminenza/monsignore/vossia cherie mon amour/NUNTEREGGAEPIU'”

Grazie a Dio (e a Rino) a noi il NUNTEREGGAEPIÙ lo avevano detto, e l’avevamo potuto ascoltare e assimilare. Ma ora… basta con questi disordini che creano disagio.

Quindi d’ora in avanti: “Avanti popolo alla riscossa corretta e civile! e dalla durata te-lesivamente efficace, sennò non vi ascolta nessuno. Chiaro?
Talchè, Signora mia, potrebbero chiudere anche il sipario perché la musica sarebbe proprio finita.