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SANREMO “VARIABILE” ?

morandi mani di forbice

Quello che segue non è un delirio (o forse sì), ma l’effetto frullatore ottenuto mescolando le notizie da Sanremo con lo zapping tra i titoli del menu di Sky – Intrattenimento. A Sky ho inviato la disdetta che sarà attiva tra poche settimane, invece non posso evitare l’effetto Rai che vorrei togliere (per non sentir parlare di Sanremo nemmeno nei tiggì), ma di cui questo scampolo superstite del servizio pubblico pseudo-democratico mi obbliga a continuare a pagare il canone.

Pronti per una serata rassegnata, ovvero per una tele_visione disperata?

Sanremo famosi?
Ma come ti svesti (Belen?)
Extreme Canalis Makeover
Collo circuito (Ivana Mrazova)
Uno psicologo per Adriano!
Budget da Incubo.
Cantanti imbarazzanti
Supertata Rai
Morandi Mani di Forbice
Telespettatori disperati
Cerco Canzoni Disperatamente
Vendo il televisore Disperatamente

Insomma diciamo la verità: la seconda serata non si scorda mai…

Narrare, raccontare o la restituzione dell'AGORA'?di Mariaserena Peterlin

CAPITOLO 2

O parlo io o parli tu

Mi lasci parlare?
Mi alzo e me ne vado!
 
Ridicoli e volgari personaggi urlano nei set televisivi, e si permettono di entrare nelle nostre case latrando le loro cosiddette opinioni.
Abbiamo perso l’agorà, ci hanno chiusi, o ci siamo lasciati chiudere, nelle nostre case-scatole e il nostro focolare domestico (Arbasino) non è nemmeno più famigliare poichè ciascun membro di quel che rimane della famiglia ha il suo schermo personale (tv o pc che sia).
Da quelle scatole urlano o sogghignano personaggi brutali e cafoni, o ammiccano giochi che assorbono ogni attenzione ed emozione, che seminano solo la malerba dell’opinionismo relativista.
Ciascuno pretende di avere la sua verità e pretende, errore fatale, che il concetto di opinione e quello di verità siano equivalenti.
Noi, spesso quasi inconsapevolmente seguaci di questi pessimi modelli, ci stiamo isolando sempre di più. Il consenso tra le persone si misura sull’adesione ad un’opinione; un po’ come accade per le cosiddette fedi calcistiche o sportive. Il sentirsi parte di una società non significa essere curiosi di conoscere quello che gli altri pensano, ma legarsi ad un consenso comune che non richieda troppo uso della facoltà raziocinante.
 
Abbiamo fortemente bisogno di una dimensione comunicativa diversa. Il singolo, il genitore, l’insegnante, la scuola non possono cambiare d’un tratto tutto questo.
Però penso debbano porsi (dobbiamo porci) il problema.

MODESTA PROPOSTA (paradossale?) COME CONTENERE LE SPESE PER LA POLITICA IN ITALIA di MARIASERENA PETERLIN

"Crolla la spesa mensile delle famiglie
Si tira la cinghia sugli alimentari

L'Istat registra -1,7% rispetto allo scorso anno
E per il cibo il calo è del 3% .Uno su 3 ha ridotto il carrello
Più forte il risparmio nei ceti medio-alti" (LA STAMPA)

E’ banalissimo e lo sappiamo; accade nelle migliori famiglie che in caso di aumento dei prezzi o di crisi e di perdita di lavoro si tiri la cinghia, si riducano le spese e ci si divida quello che c’è. Insomma si risparmia e si rinuncia. E pare che si sia maestri in quest’arte.
Da qui la modesta proposta.
Anche tutta la politica, i partiti, il governo (con annessi e connessi, Rai compresa) seguano il nostro esempio virtuoso.
Come?
Semplice.
Sappiamo che non andranno mai a lavorare, sappiamo che non possiamo eliminarli e che siamo un paese civile e democratico, sappiamo che non vogliamo giustizialismi: ma qualcosa si deve pur fare. Accettiamo il sacrificio di mantenerli tutti, ma ad una sola condizione: si stabilisca un tetto, una spesa fissa (tipo stipendio collettivo globale) che lorsignori si spartiscano da buoni fratelli e senza romperci più le scatole.
Abbiamo, poniamo, 1000 deputati-senatori, più un numero imprecisabile di ministri-sottosegretariati-apparati, segreterie di partiti, regioni-comuni-provincie, direttori-amministratori eccetera eccetera più la Nazionale di calcio e compagnia bella? Benissimo! Per caso vorrebbero aumentare, raddoppiare o triplicare o aggiungere spese diverse? Liberissimi; facciano come vogliono.
Però il costo per il paese resta sempre lo stesso e i soldi se li devono far bastare dividendoseli.
Non facciamo tutti così? E perché loro no?