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Diamo la MUSICA alla scuola

pentagramma-volanteOvvero Brontolamento antico su tema musicale.
(riassunto ovvero sinossi: la scuola o meglio il Miur, non fa forse troppo poco, o addirittura nulla, per diffondere una Cultura della Musica e per l’Educazione musicale?)
Ogni volta che ascolto canzoni (mi riferisco anche alle acclamate tra le più recenti delle contemporanee) penso che siano povere di contenuti, banali e sciatte, qualunquiste e soprattutto troppo riferite sentimentalismi individualistici. Comprese, ad esempio, quelle che molti considerano, e rispetto le opinioni, bellissime (di Bocelli, di Giorgia, di Pausini ad es. e taccio di altre muse terrificanti per me)
Poi mi chiedo come mai alcuni, come De Gregori o Dalla o lo stesso Venditti che ha espresso testi interessanti non siano riusciti a lasciare una traccia più significativa. Anche alcune cose di Zucchero (Diamante) sono dense di significato.
La verità è che sono davvero antica, ma anche che il mio gusto si è formato ascoltando, fin da bambina, di tutto dai ballabili delle feste in famiglia alla classica all’operistica alla polifonia che amo tantissimo. E poi un pochino di solfeggio e pianoforte lo ho studiato anche se oggi è solo una dolce memoria.
Sul Rap avrei la mia da dire, e non sarebbe del tutto negativa come molti si potrebbero aspettare. Sorprendentemente non ne sono digiuna, ma forse, anche se poco aggiornata, più indulgente rispetto a quanto si potrebbe pensare, tolti ovviamente i noti cialtroni .
Un problema, a mio avviso, è che nessuno può vivere senza musica, in realtà è questo il problema: affascinante, suggestivo, bello, ma un problema
Ecco perché, anche sulla musica (quella non necessariamente classica, operistica, polifonica e così via) è importante fornire ai nostri giovani la stessa, se non più accurata e sensibile, attenzione che si fornisce all’imparare a leggere, scrivere e fare di conto. Si devono fornire input, informazione, ascolti, formazione musicale.
Se è vero che la famiglia è importante lo è ancora di più la scuola perché i nostri bambini e ragazzi oggi non possono più vivere e crescere senza condividere esperienze in una dimensione anche collettiva. È necessario aprire di più la scuola alla musica. Ne abbiamo meravigliosi esempi, come dimostra Pier Carlo Bechis che fa nascere orchestre nella sua scuola. Ma non parlo necessariamente della prof o del prof di educazione musicale anche se sono i più necessari e anche se, colpevolmente, dalle Medie inferiori la musica “sparisce” come cancellata dalla programmazione.
Ogni docente può trovare agganci all’educazione musicale; da quello di educazione fisica, alle scienze; da quello di lettere alla matematica, a quello di Arte o filosofia.
Invece non accade.
E allora se i ragazzi ascoltano e vivono solo musica spazzatura, ancora una volta chiederei: di chi è la responsabilità?

Cuore di principiante

foglie
Porto dentro me suoni e musiche
come regali che il tempo dilata.
Lo sai? Più ancora cari li rende,
senza appannarne l’eco.
(E di notte, senza timore
ascoltavo, e non volevo dormire,
che la vita tra cielo e campi
fremeva libera e misteriosa
io volevo sapere, volevo capire,
principiante curiosa).
Sciocche parole, senza armonia,
solo rumore di fondo,
non vi ascolto.

GENNAIO ADDIO – videopoesia di Mariaserena Peterlin

GENNAIO ADDIO
 
L’alba  è viola
nel freddo
di gennaio.
 
Il vento del Nord,
segnale
di passaggi ineguali,
muove
le nubi dense
nel contendere
al cielo la sua luce.
 
L’attesa
dell’aurora
come un presagio
scruti.
 
E lungamente
nel silenzio
del tuo tempo
un suono attendi.

 

I PENSIERI DELLE PAROLE – POESIE – Il mio nuovo libro – Mariaserena Peterlin

In questo libro ripropongo il valore di una scrittura, a volte implicita e tentata dall’analogia, che sperimenta la sua strada su orme e forme di poesia così come si tentano i tasti per trovare parole o suoni: libere espressioni dello spirito umano. Liberamente donate.

edizione in brossura

edizione rilegata
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