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Il consenso (cercasi versi)

Il consenso
Eppure stona, sollievo inesistente,
voce che aggira e narra a vuoto
insieme camuffato, dentro il vuoto.

Sussurra la minaccia convertita
in suoni e voci piccole o sottili
sbrindelli di notizie in rari fili.

Né logiche ragioni o vero dice,
non dice e poi ridice se conviene.
S’abbevera smanioso alle catene
il collo piega, in massa se ne viene.

vento sul mare

Vento sul mare Adriatico – Foto di M.Serena Peterlin

 

molo con figure

Pagine bianche
 
Brume, nel cielo di pagine bianche,
calcano orme grigie: pensiero.
E se quest’aria accogliesse una vela,
tra mare e cielo, sarebbe mistero

Invece scivola lento nell’acqua
il flusso opaco d’un moto nascosto,
vita e non vita di regni, o risacca:
creature inerti od un granchio scomposto.

Sale e ritorna, la luna lo chiama,
il mare lascia detriti di schiume;
scende e risale nel tempo la vita
gira la carta, la storia è infinita.
 
Storia di storie, dettagli e bisbigli
trovi in te stesso, anche senza consigli.

Mariaserena, 10 Aprile 2011


 

 

Ambizione, manipolazioni e travestimenti : attualità della favola della Rana e il Bue – di Mariaserena Peterlin

In tempi diversi o forse in diverse culture il condividere qualcosa di scritto, o anche solo detto, avrebbe un sigillo di verità garantito anche e soprattutto, dall’onore di chi pronuncia, scrive, detta o pubblica. Essere smentiti dalle evidenze e dai fatti o tentare di ingannare è, ed è sempre stato,  innanzitutto qualcosa che toglie per sempre credibilità.

In realtà e culture diverse da quella in cui siamo immersi  non sarebbero, come attualmente sono, così normali l’abitudine al piacimento esteriore o la disinvolta pratica dell’uso delle persone e della strumentalizzazione delle idee e, peggio, dei sentimenti.
In realtà il fenomeno non sarebbe tanto preoccupante o indegno in sé se non fosse evidente che l’ambizione personale è direttamente proporzionale all’effetto che si vuole ottenere. Si coniano slogan e proclami, si stilano programmi, si lanciano notizie-effetto non per diffondere idee e metterle a confronto, bensì per colpire, coinvolgere, fare vuoto clamore, ottenere visibilità e possibilmente un qualche potere o almeno una compartecipazione di potere.
Se poi quello che si afferma pubblicamente con enfasi (in varia quantità) è solo un involucro, se quello che si confida amichevolmente (con varia intensità) è solo strategia, pochi ormai se ne stupiscono o se ne indignano; forse perché la favola del bue e la rana è ancora sufficientemente nota.