Archivi categoria: giovani

Papa Giovanni Paolo II e i giovani

"Vedo in voi le sentinelle del mattino!"

 

La precarietà non è di destra o non di sinistra?

Mentre il palazzo fa risse… la rabbia per la povertà cresce

 "il pensiero liberale è di destra /ora è buono pure per la sinistra" (GABER!)

La triste sceneggiata mediatico-politica

Profi dentro alla lavagnaQuesto non è un gioco. Non è nemmeno una cosa seria né meritevole dell’attenzione di persone e cittadini che vivono una quotidianità fatta di interessi e cultura, lavoro, fatica, problemi e amore. Persone e cittadini che hanno in mente un progetto di vita in un mondo vivibile e migliorabile. Persone e cittadini comuni che si dedicano agli altri, crescono figli, si assistono mutuamente per un bene comune e si ricordano di amare il prossimo.
Sembriamo alieni o alienati? Ma probabilmente siamo ancora tanti: poco chiassosi e visibili e soprattutto poco o nulla interessanti per chi fa notizia e assolutamente indifferenti ai padroni del nostro mondo: i media, la finanza e i politici.
Per molti di più di quelli che si immagina la vita non è gioco né festa o festino, ma impegno e (quando si può) sorriso, lavoro e affetti, interessi e immaginazione, investimento sul futuro personale e dei propri figli, crescita e solidarietà nel rispetto delle leggi chi ci siamo dati e (quando si vuole) degli insegnamenti della fede religiosa. Ebbene per quelli come noi questo scenario mediatico-politico non è interessante anche se ne siamo frastornati. E non è nemmeno vero che perdiamo fiducia nella democrazia o nelle persone: vorremmo cortesemente che non ci mettessero in bocca quello che nemmeno pensiamo. Non perdiamo fiducia, non ci piacete voi, è diverso.
Semplicemente consideriamo che stia andando in scena un enorme carosello su un palcoscenico gravemente diseducativo e che rema contro di noi e i nostri talenti e qualità. Una sceneggiata che fragorosamente distrae dal progettare il futuro. Sono giochi diversi e lontani che si svolgono su scacchiere scintillanti e maleodoranti.
Questo non è un gioco, e soprattutto non è un modello a cui possiamo educare le giovani generazioni. Il futuro non può iniziare se manca la generazione che educa i giovani. Sarà meglio dedicarsi dunque  ai nostri figli e visto che nessuno, tranne il papa Ratzinger, ci dà aiuto né buoni esempi, chiederei di lasciarci lavorare in pace.
Signori dei media e della politica, visto che vivete con le nostre tasse e i finanziamenti pubblici e vi manteniamo senza fare economia vi vorrei avvisare che lo spettatore ha cambiato canale, spento la luce e, casomai, chiuso la porta. Fate un po’ voi.

Riflessioni di SISMOLOGIA POLITICA : a PROPOSITO DI SCOSSE E DI FUTURO DEL PAESE

Io penso che: l’opinione personale.
mariaser1 news 07
Per quest’anno pensavo che fossimo sazi di terremoti e scosse, ma forse mi illudevo.
Allora mi chieso: ai giovani e alle famiglie, alle necessità del paese, al problema del precariato e del futuro, a una ripresa anche culturale e morale si pensa quando in Tv si parla per mezz’ora preannunciando o profetizzando scosse? Sembrerebbe di no.
Ancora una volta chi si preoccupa ed interroga sul futuro del paese con animo democratico e con attenzione alla realtà sociale si stupisce nel perseverare di un atteggiamento così lontano dall’essere propositivo e pragmatico.
Ci sarebbe bisogno di proposte per una politica del lavoro e dello sviluppo, di idee per la crescita culturale e sociale. Ma per farlo è anche urgente trovare nuove chiavi di lettura di questa nuova società prodondamente mutata.
Sembrerà banale ripeterlo, ma non siamo più nel 900, e questa attuale realtà sociale e umana, piaccia o no, non si può ricondurre a vecchi schemi politici. E’ cambiato tutto, e non sempre in meglio. Il patrimonio morale e politico, sia laico sia religioso è totalmente destrutturato, la concezione stessa della vita e dell’impegno sono, anche rispetto a tempi recenti, stravolti.
E tuttavia i cambiamenti epocali sono qualcosa di cui si deve tener conto: vanno letti e considerati con rispetto e qualche distanza critica.
Invece sembra di assistere più che altro all’esibizionr di vecchi schematismi.
Se è vero che è esagerato dire che per i giovani sotto i 40/45 anche la distinzione tra sinistra e destra è ormai più sociologica che non politica ed economica, è anche vero che sussurrare o gridare da sinistra vecchi principi e analisi aggrinzite significa eludere il presente.
Il presente è una realtà problematica e spesso scoraggiante, ma ha anche potenzialità interessanti.
Invece le cariatidi storiche che non si accorgono del cambiamento epocale rischiano di far solo danno.
Un peccato.
Chi ha osservato e vissuto gli ultimi cinquat’anni di vita italiana riconosce vecchi segni, mentre vorrebbe scoprirne di nuovi.
Forse anche per questo viene da dire che se il Pd di Franceschini alle Europee è risultato inadeguato, la profezia della scossa oggi risulta imbarazzante e deludente.