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famiglia e nascite: sono incentivabili?

71zpu1zyvpl._sy445_  No, secondo me non è la “#famiglia” ad essere in crisi in quanto istituzione.
Ciò che è davvero in crisi è, a mio avviso, la considerazione dei ruoli all’interno di una eventuale famiglia.
Se nel passato la famiglia reggeva come cellula della società (enfaticamente esaltata) questo era solo per merito (se vogliamo dir così) e comunque per fatica ed impegno quasi esclusivamente femminile.
Un compito esclusivo, svolto fino al sacrificio quotidiano, enfatizzato e schematizzato secondo modelli di buone vs cattive ossia di moglie/madre/sorella da un lato e vipera/peccatrice/maliarda dall’altro con esclusione solo di eventuali martiri o suore di clausura (a patto che non di Monza).
Tutto questo non è certo una novità.
Ma è una novità la recente pretesa di pensare di “salvare la famiglia” o addirittura di “incentivare le nascite” con provvedimenti previdenziali di varia e velleitaria provvidenzialità.
Penso che tutto questo fervore non serva a nulla.
I bambini sono nati anche durante le guerre, e le migrazioni sono composte in misura notevole da donne, infanti, giovani e a non di rado famiglie.
Non sono solo i denari la soluzione.
Maschi di questo pianeta: fatevi un esame di coscienza fatto a modo, o curatevi la psiche.
Le donne vi hanno fatto sempre paura e per questo le volevate e in molti le vorreste ancora marginali e ancillari.
Quando si negano alla subalternità sociale allora “è in crisi la famiglia”, allora “è in crisi la natalità”. E il cosiddetto tetto di cristallo diventa uno spot colpevolizzante.
Oppure si inventa anche lo slogan che recita: “Il peggiore nemico delle donne sono altre donne” strumentalizzando, ulteriormente, le frustrazioni.

(bimbi, veglie notturne e vecchi non son cose da uomini, eh già)

Famiglia all’italiana, ma quale?

A Montecitorio si tiene una mostra fotografica che documenta i cambiamenti della famiglia italiana attraverso le immagini del nostro cinema; titolo “Famiglia all’italiana”. Pubblicità a manetta su giornali e media televisivi tramite anche interviste a soliti noti, i monsignori, i politici (Lupi) e altri. Un investimento in fase di piena fase di crisi e aumento delle tasse, una delle solite iniziative per mettersi in evidenza e rilanciare un’immagine affaticata della famiglia? In parte sì; ma niente da dire su una documentazione di immagine cinematografiche, a patto, però di ricordare che la realtà è sempre stata un’altra, che l’immagine rappresenta un altrove (mi vien da dire ben_altrove), e che la famiglia nelle immagini del cinema non è mai stata, tranne rare eccezioni e al contrario di quanto si afferma nelle presentazioni dell’evento, quella vera con il suo vero vissuto.
La pubblicità ci dice che “da ‘Assunta Spina’ a ‘Piccolo mondo antico’, dal ‘Cuore grande delle ragazze’ ad ‘Anche libero va bene’, il cinema italiano rende omaggio alla famiglia per quel che è” ; ma è proprio questo il punto: i problemi, edulcorati o inaspriti, non sono i veri problemi e l’immagine è altro rispetto al vero.
Tuttavia è noto che far passare una visione razionale non è agevole, a meno di non accettare il compromesso che il vero non sia altro che una mediazione tra tante visioni personali.

Pensiero forte VS poteri forti

Con le mani

Appartengo a una generazione, che non ha avuto paura dei temi forti anche se, probabilmente, non li abbiamo affrontati come si deve.
Oggi no, non c’è nulla di forte; oggi tutto è mediato, stemperato, politicamente corretto e acquiescente a questa mediocre realtà che ci viene ammannita come “dura ma necessaria”.
Ma non riusciranno a farmi pensare che il duro e necessario sia anche utile.
Utile è ciò che cresce progettando, non ciò che spegne altri arricchendo se stesso.
E loro arricchiscono.
É dunque loro la vittoria?
Solo se l’accettiamo. Ma possiamo non accettarla e pensare diversamente e vivere diversamente per trovare il tempo per leggere, scrivere e continuare a pensare che c’è un altro futuro possibile, senza di loro.
Come? Anche dicendo no, anche rifiutando di tapparsi il naso.
E’ stato allora, quando ci siamo, per la prima volta, tappati il naso, abbiamo chiuso anche gli occhi e le orecchie ed abbiamo rinunciato all’etica, alla solidarietà e messo il cervello nel Domopak, in frigo depositando un voto, estorto dal compromesso, nell’urna
E’ proprio da quando ci siamo accontentati del meno peggio che il pessimo maleodorante e la volgarità furba ma ignorante hanno cominciato a impacchettarci e a metterci sottovuoto.
No, ripeto, non riusciranno a farmi pensare che sia duro ma necessario ed utile rinunciare alla dignità del lavoro, alla giustizia sociale, all’uguaglianza, ai diritti fondamentali che ci erano stati garantiti perchè conquistati dai nostri padri.

L’incubo deve finire.
Dovessimo pure ricucirle, le nostre bandiere devono tornare al loro posto.

Diario di Mariaserena, in meno di cento parole. n.2 – Cronaca e Memoria

Videoascoltato, a Porta_a_Porta, Monti affabulante & contegnoso &severo che ha ammonito passato e presente, cronaca e memoria: governi passati?hanno consentito a tutte le istanze caricando sulle spalle dei giovani debiti ora da pagare.

Aveva  ragione Gramsci: dobbiamo studiare la Storia.

Novembre 1944: Mio padre, reduce dalla Russia, lavora in miniera. Nello sfacelo dell'Istruzione la Storia viene ignorata da anni. Strategicamente.

Riassumo: Cosa hanno affrontato i governi coi nostri genitori e noi in meno di 80 anni dal 1945?

Poca roba: ricostruire un’Italia devastata da 2^ guerra mondiale e conseguenze, macerie comprese.

Monti saprebbe farlo meglio?