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La ricerca – di Mariaserena

l’attesa, che viene dal mare

Quando non c’è più strada da percorrere 
né più tempo da trascorrere in attesa
allora il cuore confuso e la ragione disarmata
si fermano e, sgomenti,
l’un l’altra s’interrogano.

Il filo dipanato è già intessuto,
oh tu sola, felice Penelope,
potevi ritornare a svolgerlo
disfatto in nitide matasse
di colori distinti.

E nel groviglio, invece,
di questo tempo
amaro,
il suo veleno già fece il suo lavoro.

Difenderti, ora vuoi e
riarmare la speranza: la vela
nuovamente alzare
a un vento non ostile.

Cerchi parole a spolverar la notte
dell’ottusa avversaria.
Desideri ritorni quell’anima a te bambina
che, sbigottita, ancora fugge.

Cercala lontano dal passato.

Addio, mamma – di Mariaserena

 Addio Mamma

mamma 1953

Mamma, come eri bella

Cosa rimane, oltre al mio pianto:

il vuoto, parvenza estrema d’immagine.

Troppo lontani i tuoi occhi

e come persi,

azzurri, disperati, senza pianto.

Cosa rimane; non rimane il senso

d’un dolore profondo,  amaro e oscuro,

fuggito da una vita

e che quella conclude.

Le mani strette, la paura, i segni

del male che t’assale e si diffonde.

Rimane, nella notte un’ombra fredda.

Mamma, addio.

30 Aprile 2011

Narrare, raccontare o la restituzione dell'AGORA'?di Mariaserena Peterlin

CAPITOLO 2

O parlo io o parli tu

Mi lasci parlare?
Mi alzo e me ne vado!
 
Ridicoli e volgari personaggi urlano nei set televisivi, e si permettono di entrare nelle nostre case latrando le loro cosiddette opinioni.
Abbiamo perso l’agorà, ci hanno chiusi, o ci siamo lasciati chiudere, nelle nostre case-scatole e il nostro focolare domestico (Arbasino) non è nemmeno più famigliare poichè ciascun membro di quel che rimane della famiglia ha il suo schermo personale (tv o pc che sia).
Da quelle scatole urlano o sogghignano personaggi brutali e cafoni, o ammiccano giochi che assorbono ogni attenzione ed emozione, che seminano solo la malerba dell’opinionismo relativista.
Ciascuno pretende di avere la sua verità e pretende, errore fatale, che il concetto di opinione e quello di verità siano equivalenti.
Noi, spesso quasi inconsapevolmente seguaci di questi pessimi modelli, ci stiamo isolando sempre di più. Il consenso tra le persone si misura sull’adesione ad un’opinione; un po’ come accade per le cosiddette fedi calcistiche o sportive. Il sentirsi parte di una società non significa essere curiosi di conoscere quello che gli altri pensano, ma legarsi ad un consenso comune che non richieda troppo uso della facoltà raziocinante.
 
Abbiamo fortemente bisogno di una dimensione comunicativa diversa. Il singolo, il genitore, l’insegnante, la scuola non possono cambiare d’un tratto tutto questo.
Però penso debbano porsi (dobbiamo porci) il problema.

I PENSIERI DELLE PAROLE – POESIE – Il mio nuovo libro – Mariaserena Peterlin

In questo libro ripropongo il valore di una scrittura, a volte implicita e tentata dall’analogia, che sperimenta la sua strada su orme e forme di poesia così come si tentano i tasti per trovare parole o suoni: libere espressioni dello spirito umano. Liberamente donate.

edizione in brossura

edizione rilegata
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