in gita verso la guerra?

Mangiano spaghetti, rane, salsicce?
Quante vite si possono abbattere nel nome di una terra, magari considerata sacra , e quanto sangue e ferite costano una regione, un territorio, una cosiddetta patria?
Quanto dolore si fa pagare chiamandolo prezzo della libertà?
Quei treni per la gita di intoccabili verso devastazione, morte, dolore giustificano forse qualcuno?
Tra storia, patriottismo e pulsioni massificate, la retorica commovente della Canzone del Piave ha mai giustificato il terribile massacro della gioventù italiana spedita anche a 17 anni al fronte?

  • E si vide il Piave rigonfiar le sponde
    E come i fanti combattevan le onde
    Rosso del sangue del nemico altero
    Il Piave comandò: “Indietro va’, straniero” –


    Eppure bisogna pur chiedersi:
    il sangue dei morti, fosse pure sangue del “nemico altero”, non è forse tutto dello stesso colore rosso?

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