Archivi del mese: giugno 2020

La calunnia facile contro la scuola e gli #insegnanti

Non mi sorprendo per gli anatemi e addirittura gli insulti contro tutti gli #insegnanti di chi, senza vergogna né educazione, afferma che siano tutti vigliacchi o nullafacenti, che la #scuola sia in vacanza, che tutti i docenti non vogliano tornare in classe perché a casa stanno godendosela un mondo sul divano e hanno lo stipendio assicurato.

No, non mi sorprendo.

Gli ignoranti esistono, e sono sempre esistiti, per di più a volte si riproducono e figliano ma odiano i figli, e qualcosa devono pur dire per dimostrare che consumano l’ossigeno del pianeta anche loro. Sono volpi esaurite che s’aggirano in cerca di polli, e se non ne trovano cercano di sembrare leoni.Oppure, anche per giustificare l’accidia inveterata, mordono l’aria.
Però almeno una cosa deve esser detta in risposta:Egregi maleducati, se invidiate tanto la situazione di lavoro dei docenti e se la considerate privilegiata e protetta ma perché, avete scelto di fare un altro lavoro o nulla?
Perché non vi siete sudati un titolo di studio adeguato e poi fatto corsi e concorsi?
E’ una semplice informazione. volpe (1)
E dato che ci siamo, una cosa semplice semplice l’aggiungo, si studiava in prima media…(e oggi sta pure su web)

Personam tragicam forte vulpes viderat;
quam postquam huc illuc semel atque iterum verterat,
‘O quanta species’ inquit ‘cerebrum
non habet.’
Hoc illis dictum est quibus honorem et gloriam
Fortuna tribuit, sensum communem abstulit.

 

in_verso libero

Che poi, a guardare con attenzione, il #verso libero è sì ispirazione, ma molto anche disciplina e sapienza; e ricerca consapevole di linguaggio.img_20181020_152813
Non è male rifletterci quando si pensa di far #poesia esprimendo stati d’animo.
Spesso non sono nemmeno stati di animo, bensì stati di umore.
E l’umore è mobile, come ogni effetto procurato da una causa efficiente.
Mentre l’animo è natura, è soggetto, è sé.
Dunque, come diceva, e penso tuttora dica, la mia amica cara, Anna Maria Curci alla quale accade si propongano opere in versi: “ma hai letto qualcosa prima?”.
E il prima non è un parterre di ascoltatori, il prima è lo scavo e  lo studio da cui poi trarre e riflettere o gettare via; è anche raccogliersi in sé e confrontarsi per poi potare, ma anche rinunciare.
Il verso è libero, ma libera non può essere la poesia, e non può o deve essere espressione libera di umori.
Se Foscolo paragona, tramite il suo Didimo Chierico,  i versi dell’Ariosto alle ondate impetuose dell’Oceano non è detto che qualunque nostro moto ondoso interiore sia tal quale poesia.
Aveva non so quali controversie con l’Ariosto, ma le ventilava da sé, e un giorno mostrandomi dal molo di Dunkerque le lunghe onde con le quali l’Oceano rompea sulla spiaggia, gridò: Così vien poetando l’Ariosto.
Quella del Classicismo è una porta apparentemente paludata, ornata e e fastosa, ma è molto stretta e non è male attraversarla con rispetto per poi uscire a respirare il ventoso umore per alzare, se ci riesce, la vela anche nel nostro più consueto mare.

 

Telefonare #covid19

img_20190808_104702Da chiusi a socchiusi, forse inchiodati.
Ci sono tanti modi di vivere, anche con limitazioni e chiusure. Ma i casi sono tantissimi, e ci sono i casi per i quali chiudersi è un problema, un dramma o peggio, per i quali chiudersi significa sofferenza fisica o economica.
Poi ci sono gli insofferenti.
Ma tralasciando questa superflua premessa (siamo stati riempiti tutti di variazioni sul tema) a me sembra potesse aver senso raggiungere un risultato che valesse la pena.
Invece non so, siamo stati chiusi, ora semi aperti o forse socchiusi, domani forse saremo spalancati ma con scadenza.
Come il cibo che si conserva un tot dopo l’apertura

E io non voglio esser cibo per un virus né per la bocca vorace della paura. Allora dico solo che, per quanto mi riguarda, dalla vita si impara tanto e di tutto. Ma io non ho imparato e non imparo mai a sopportare quelli che si lamentano del nulla o peggio quelli che “ci danno il permesso di “.
Se sei ribelle devi anche essere coraggioso, se sei un ribelle intelligente devi avere il coraggio di ragionare, pesare, decidere di sì o di no. E se dici no devi anche sapere perchè e cosa vuoi invece.
A me sembra che molti non abbiano coraggio o intelligenza critica e si comportino invece come quei bambini che, non ottenendo, contrattano sul cono gelato: “da un euro!” dice mamma, e loro “no! da due!” e si arriva alla mediazione: “un cono da un euro e mezzo”.
Ma anche no, ci dovranno pur essere ancora mamme intelligenti e serie di quelle che : “Se non ti va bene da un euro fai merenda a casa.!

E così in questa Italia “terra dei cachi” su contratta cocciutamente con gli scienziati, i medici, gli epidemiologi.

” e in spiaggia posso andare””

“ma la mascherina pure col caldo?”

” e posso nuotare? a distanza? noooo”

” e lo spritz?”

” eh no, se non posso stare senza plexiglass allora mangio a casa.”

“e… ma le partite? quando posso andare allo stadio?”

“ma come? le discoteche chiuse? siete pazzi?”

E quelli che governano, e rincorrono consensi, navigano come la nave in gran tempesta senza timone né rotta: aprendo, chiudendo, semiaprendo e semichiudendo, socchiudendo appena un po’” . E non solo in Italia. Abbiamo fastosi esempi di superpotenze che pasticciano peggio di noi.

Parlateci direttamente voi, malcontenti, col #covid-19, o anche con sorella morte, e se non avete il numero lasciategli un messaggio in segreteria. Un modo si trova sempre.