Archivi del giorno: 12 Maggio 2020

Citazione

Scrivere come ancora di salvezza

Ho più volte affermato che si può imparare molto dai nostri ragazzi; come accade se leggiamo questo scritto
via Scrivere come ancora di salvezza

Over 60: un sostegno coi piedi di vetro

wp-1585849737549.jpgBreve: ci avete massacrato per anni dicendo che le età, quelle età della vecchiaia, erano cambiate e che prima dei 75 non si era vecchi.
Poi è arrivata l’epifania del virus, e la pessima definizione di “fragile”.
Eccallà si direbbe con slang già desueto.
E non rifaccio la pappardella: over 90, 80, 70, 65… ma poi arrivano i 50 con patologie. E le donne no e poi le donne sì.
Mi sono innervosita parecchio.
Facciamo che si tirano i dadi come al gioco dell’Oca?
O torni indietro o sei fuori.

Mi sono stancata. Fino a 3 mesi fa i nonni erano senza età e “preziosi” (diciamo come l’oro? ) sostegni delle famiglie giovani.
Eh i giovani! Con qualche aiutino anche fino a 52/55 anni.
E attivi sul lavoro anche fino a 70.

Poi arriva covid19 .
E quell’oro prezioso diventa fragile, dunque vetro.
E noi qui, finalmente fermi: assisi sullo scranno che spetta alla vecchiaia, chiusi come sottaceti nel barattolo, a inspirare aria dallo spiraglio della finestra cercando anche di capire se si respira profondamente o arriva la tosse.
E come svago? Allucinanti minacciosi talk e tg.
E come botta di vita? Acchiappare uno slot libero per la consegna dalla spesa online: si deve pur mangiare (magari poco).
Nessun comunicatore né medico né giornalistico né scienziato né politico (e lasciamo da parte i parroci che c’infestano coi videini per le prediche in streaming pretendendo di consolarci), nessuno ripeto ha omesso di definirci FRAGILI!

Possin’acciaccavve!
Mi basta guardare la pelle delle mani per vedere che non son più quelle di quando dattilografavo la tesi di laurea.
Mi avete stancato tutti. E specialmente i virologi.
Non è la bellezza che ci salverà, perché noi non siamo più nemmeno belli.
Però l’amore sì.
E non le paternali sulla fragilità; quella ce la siamo sentita benissimo, e assai prima di tutti i predicozzi, tra ossa e pelle, tra respiro e fiatone, tra fastidio e stoicismo verso quel vostro mondo esibizionista e aperitivo-dipendente che voi rimpiangete, ma io no.
Davvero parecchio fragile è ormai solo la mia sopportazione: la pazienza è finita, andate fuori dai piedi.

Voglio vivere, ma d’affetto.