28 Marzo 2020 – Grazie Papa Francesco

cq5dam.thumbnail.cropped.750.422[1]O voi che siete in piccioletta barca,
desiderosi d’ascoltar, seguiti
dietro al mio legno che cantando varca,

tornate a riveder li vostri liti:
non vi mettete in pelago, ché forse,
perdendo me, rimarreste smarriti.
(Par II)

wp-1585762002982.jpgPoche sere fa, il 28 marzo, Papa Francesco ha pregato con parole dolorose e sofferte per la salute del mondo e di tutti noi. Il Vangelo letto narrava come Gesù, che dormiva nonostante la burrasca, fosse stato svegliato dai suoi discepoli terrorizzati e li avesse rincuorati invitandoli ad avere fede. La preghiera del Papa, in una Piazza spettrale ma pur sempre grandiosa e bellissima, vestita di color blu cenere, è stata commovente; ma ci ha chiamato tutti a rispondere del modello di vita e di società in cui siamo immersi mentre, indolentemente, ci lasciamo portare dalla corrente e ci allarmiamo solo quando questa diventa tempestosa e ingovernabile. Quelle parole non possono essere commentate, sono state un dono, una luce che illumina un cammino ancora oggi tenebroso. Dopo la preghiera la benedizione eucaristica, sotto una pioggia che non cessava quasi a voler spazzare via ogni nostra umana disperazione nel bacio del Papa al Crocifisso.
E mentre il Papa impartiva la benedizione s’è sciolto il suono delle campane di San Pietro che, nel crepuscolo di una sera che segna il cuore, si fondeva con quello della sirena di un’ambulanza.
Non gridate più. Non è l’ora di gridare.

Grazie Papa Francesco.

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