Inondazione di profughi?

La mia excusatio non petita, o piuttosto la mia premessa è che sto riflettendo su una espressione verbale, non pretendo certo di analizzare la questione dell’agressione turca contro i Curdi. Ricordo solo che, in tutti i manuali scolastici di Storia si trovava sovente, in fondo ai capitoli più importanti, uno sparuto paragrafo sulla cosiddetta Questione d’Oriente e a quanto pare la questione, secolo dopo secolo e guerra dopo guerra, rimane questione aperta.
Ma in questo momento rifletto sulla cosiddetta minaccia all’Unione Europea da parte del signor Erdogan, notizia di tutti i notiziari:  Il presidente turco annuncia di aver ucciso ‘109 terroristi’ e avverte l’ Ue: se ostacoleranno l’operazione militare, Ankara aprirà le porte a 3,6 milioni di rifugiati, mandandoli in Europa.
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La mia sarà utopia,  ma mi fa tristezza che i profughi siano eventualmente considerabili una minaccia. Se una persona può infatti essere una risorsa utile perché un milione di persone non possono essere considerate un milione di risorse utili?
Cosa c’è che non funziona in questo mondo in cui le persone sono solo un peso, un oggetto di paura, una minaccia?
Perché, mi chiedo, nessuno sa immaginare un mondo in cui tante persone possono far parte di molti progetti, di tante iniziative che possano rendere migliore la vita?
Di cosa abbiamo paura? Che l’aria che respiriamo ne sia impoverita ? Oppure il nostro cuore è così duro che non abbiamo più posto per i sentimenti di accoglienza verso gli altri?
So bene che potrei autorispondermi che si dice : “aiutare a casa propria” o anche “qui è casa nostra”.
Ma allora la fortuna di avere una casa, o la tragedia di non averla perché sono toccate solo a qualcuno?
Utopie, lo so che sono utopie, ma se qualcuno commercia proficuamente in esseri umani perché noi li consideriamo solo come una minaccia, una tragedia e sostanzialmente una perdita e non un possibile, eventuale, costruibile vantaggio?
Utopia.
Quanto sopra lo scrivo perché quel tizio, il signor Erdogan, dice : vi mando i profughi come se dicesse vi bombardo con l’atomica.
E ancora una volta il gioco è in mano alla paura.
Tutto qui.

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