Umani ed eroi, al di là del bene e del … mare

Un eroe, succede di frequente, può nasce anche inaspettatamente, ci sono anche eroi di un giorno o di una notte che, con un salto nemmeno troppo arduo, approdano nelle istituzione, in parlamento, in senato: a volte facendo il capitano coraggioso, altre volte disobbedendo o sfidando la legge, altre ancora esibendo sinceramente o meno i propri limiti. E va bene così.
Per mia natura ammiro sempre il coraggio; e non solo il coraggio dell’azione, dell’iniziativa, dello slancio generoso. Ammiro anche quello della pazienza, della riflessione, della prudenza fraintesa, appunto.
In una realtà stereotipata in cui ci si mette meno della durata di un film a eleggere a mito un Rambo o un vincitore di talent show tendo a prendere le distanze e, insomma, provo a ragionare con qualche grumo di verità che forse si riesce a cogliere.
In un mondo italiano in cui a fianco di un presidente del consiglio, che mi appare impegnato e concentrato, vedo apparire costantemente un Rocco Casalino la misura della pazienza sfugge e quella del giudizio traballa.
Però non penso che contrapponendo Bene e Male, Immorale a Etico, Coraggio a Viltà si trovi la giusta via o meglio la via dei Giusti.
Pur non apprezzando particolarmente la ricerca delle mediazioni di comodo mi sembra che, non di rado, la riflessione sulla conseguenza delle scelte sia da ponderare.
Dunque sovente affronto, più che una dicotomia, la ricerca del lato migliore di un triangolo dubbioso.
E se da un lato ho d’impulso ammirato la temerarietà della Capitana della sea watch, per la quale in tanti si sono emozionati, e se se dall’altro mi sono parecchio infastidita e contrariata per le espressioni violente e a volte trucide del ministro dell’interno, sono sospesa, ancora in questo momento, ad una grande esitazione che mi impedisce di applaudire all’impresa della Capitana mentre non esito a fuggire dal debordante ministro.
Tutto questo perché sinceramente temo che alle persone a bordo di quella nave non siano comunque state risparmiate né la strumentalizzazione, né l’uso furbastro dell’immagine, né tanto meno un presente da vittime e un prossimo futuro da mendicanti o peggio eventualmente beneficati.
Mi sembra, invece, che la contesa sia tra il “li prendo io che sono un Giusto” e “io non lo voglio perché sono Difensore dello stato”. Poco umane e forse ipocrite entrambe le parti? 
Non so. Ma mi pare di sapere che in mezzo ci sono le persone umane ossia le uniche e sole che meritano dignità e restano davvero umane in questo mondo di plastica e metano e di eroi da fiction. È dunque necessario abbattere le barriere capziose di politiche strumentali, è necessario stare con gli ultimi,
Ma per me gli ultimi degli ultimi sono quei neonati, mamme e donne incinte e minori coinvolti, non so nemmeno se consapevolmente, e per i quali non dico “aiutiamoli a casa loro”, anzi disprezzo chi lo dica. Ma dico che non bastano i volontari che innalzano bandiere e chiamo in causa Unicef, Onu e tutta la banda dei potenti degli Organismi internazionali che latitano lasciandoli in mano a speculatori di tutti i tipi, alle guerre, alle violenze e, giunti qui in Europa, allo sfruttamento e alla prostituzione.

Annunci

scrivi il tuo commento :)

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...