Archivi del giorno: 8 febbraio 2019

I molti Radames de noantri

costume-teatrale-radames-samurai-o-gengis-khan   La sindrome di Radames : ovvero in Politica come in un Melodramma.
Azzardo un’ipotesi: gli attuali protagonisti delle scene politiche sembrano soffrire di una  sindrome che definirei di Radames. (E mi scuso e mi spiace per chi non conosca la vicenda narrata da Verdi e Ghislanzoni nell’opera Aida; ma c’è la generosa Wikipedia, pronta a riassumerne la trama).
Radames, il protagonista, si propone nel primo atto eroico come un leone, e ruggisce: “se quel guerrier io fossi, se il mio sogno si avverasse“; assai baldanzosamente lancia i suoi stentorei acuti, vince persino una battaglia, ma finisce per far pasticci e tradire (involontariamente s’intende!!) il suo Faraone, poi la faccenda s’ingarbuglia e il nostro eroe si spegne, molto poco gloriosamente,  sepolto vivo insieme all’amata Aida che, bella ma sventurata, ci lascia col sospetto di portare anche un po’ sfiga.
I nostri eroi politici gli somigliano parecchio, ma mica solo quelli d’un verso o dell’altro, e non solo quelli italiani o europei; per carità, sono in tanti e globali gli eroi da palco: ruggiscono e lanciano parole bellicosissime, a volte addirittura proclami nobili e illuminati,  si fanno sentire sbatacchiando qua e là le loro armature di scena, accade che vincano qualche mossa, ma poi si ripiegano sulla privata insufficienza.
E non so se sia per amor di qualche Aida (che era anche nera africana, tanto per dire quanto fosse politicamente corretto il tutto) o di una Brigitte o d’una vattelappesca per_Elisa o , infine, ma è questo che mi sembra più probabile, perché involontariamente e a insaputa fanno una serie di corbellerie imbarazzanti.
I loro sogni non si avverano? Ovviamente daranno la colpa agli altri.

“Ah se quel guerrier io fossi!” tumultuosamente proclamano.
“Ah! Ma se non jela fai …” risponderei cinica.
” E se nun t’aregge.” Chiuderei.

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