super nonni allo sbaraglio

98556f269e650ebc-nonni Adesso ci dicono che la terza età non basta più, e che per ottenere la pensione occorre toccare la quarta; tanto che qualcuno afferma, non senza buon senso, che si autorizzeranno i nipoti delle scuole medie ad uscire soli da scuola per andare a prelevare i nonni al lavoro.
Già. È ironia, ma fin dove rimane tale?
Scherzi a parte, l’esperienza e l’osservazione della realtà ci fanno costatare e dire che ci si può trovare a “fronteggiare” la nascita di nipoti (meravigliosi, naturalmente e che lo dico a fare?) quando si è arrivati ad un’età in cui si sta davvero dando ancora il meglio di sé alla professione. Si tratta , specialmente per le donne che sono le più coinvolte, di un periodo in cui esperienza, studi, convinzione e tante altre belle cose riescono a far attraversare le fatiche che il lavoro comporta, nonostante gli anni siano aumentati.
Il fatto è che può accadere di amare, o di voler mantenere quel lavoro raggiunto e tenuto in bilico quando i propri i figli erano ancora piccoli e adolescenti e finalmente si son fatti autonomi.
Ma poi ci sono le nuove nascite dei figli di figli e figlie; una generazione alle prese con precariati, insicurezza, vessazioni sul lavoro pericolante e allora  succede che non ci si possa sottrarre e che i due impegni, lavoro e nonnitudine, si sommino diventando soverchianti rispetto alle energie. I nonni allo sbaraglio, in questi casi, hanno sbaragliato innanzi tutto se stessi, questo è il fatto.
Parliamoci chiaro: leggiamo ogni giorno, e sentiamo, mamme (che oggi si chiamano acrobate) che si dichiarano distrutte, affaticate, esaurite. E allora le nonne entrano in gioco, o in azione se si preferisce e, di solito insieme i nonni, ritagliano ogni spazio di tempo ed energia, si danno da fare: il risultato è che, negli anni scorsi, si è spesso ricorso alla pensione, appena è stato possibile, per potersi dividere tra famiglia propria, figli e nipoti e, qualcuno se lo ricorda per caso? i nostri anziani.
Quanta roba: tutta nostra, nei fatti tre generazioni rotanti attorno a donne (e talvolta uomini) che non sono esattamente Mazinga ZetaWonder Woman, ma esseri umani fatti, finiti e sfiniti.
Ma sì, aggiungiamoci i sensi di colpa e un filo di rammarico, non tanto poi sottile, d’aver lasciato quel lavoro prima conquistato, poi vissuto e affermato come un diritto e come uno status sociale e culturale e adesso ridotto a una sorta di parassitismo pensionistico.
Ma di cosa sto scrivendo?
Deliro? Straparlo?
La verità è che se è vero che alcuni indomiti ottantenni e a volte novantenni possono ancora ricoprire cariche istituzionali, politiche, manageriali non è solo perchè il loro lavoro non è abbastanza usurante.
Ma perché si son detti che PRIMA venivano loro, e POI tutto il resto.
Invece noi no, noi, ragazze e ragazzi di ieri, abbiamo messo avanti cuore, affetti, senso del dovere, dedizione, altruismo: roba che adesso vale niente.
Aspettiamo senza avere paura il domani. Tanto il peggio è questo.
PS: non scrivo per me, scrivo queste cose perché mi sembra necessario dare risposte, a nome di persone che non parlano, alla demagogia bieca e liberista che ci fa schiavi e ci chiama beneficati e parassiti di pensione.
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3 risposte a “super nonni allo sbaraglio

  1. MariaS.. sei forte .. e chiara… presenteranno un progetto di legge pèr i non usurati della ” quinta età!!

  2. Pingback: via super nonni allo sbaraglio — Notecellulari | Il Blog di Tino Soudaz 2.0

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