Come fare la festa alla “mamma assassina”

colori 3Hai 16 anni: a sedici anni sei un minorenne e se, per ipotesi tu fossi una studentessa e, durante l’orario scolastico, o durante una cosiddetta gita di classe, subissi un qualunque danno (dall’occhio nero causato dal compagno all’incidente stradale) il docente responsabile potrebbe passare il guaio della vita ed essere chiamato a rispondere civilmente, penalmente, economicamente eccetera. Si chiama culpa in vigilando . Ma tu, invece sei una sedicenne che partorisce in casa, nel gabinetto, e che ha gettato la creatura dalla finestra; quella creatura, una bambina tenera e indifesa, è morta. E allora sei un mostro. E nient’altro. Ovviamente non mi sogno di difendere il tuo delitto angosciante, odioso, contro natura. Però tremo quando si scatenano i moralismi dei quotidiani online o di carta esponendo una opinione ben declamata che tanti lettori sono pronti a seguire, e dissento quando ti giudicano semplicemente e crudamente madre assassina, con tanto di foto tua, della casa, del cortile e di tutto quanto fa spettacolo.
Di te, ragazza mamma assassina, non sappiamo niente di più di quello che scrivono i media: hai partorito, beh in condizioni certo non invidiabili, e gettato giù dalla finestra la tua creatura; roba da romanzaccio, o forse da racconto zoliano. No, non tocca a me indagare il contesto, l’ambiente, la famiglia e nemmeno, se ce l’hai, chi sia la tua, invece, di mamma. Però dico, e con dolore, a chi ti stigmatizza, che si fa presto a richiamare al dovere materno una sciagurata (permettimi di definirti così perché è una sciagura atroce quella che ti vede protagonista) quando tutta la nostra società inneggia a tutt’altro che all’amore materno o al ruolo delle mamme e della famiglia; quando nella nostra società si propongono comunemente immagini di adolescenti monelle, disinvolte e furbe a cui certamente un guaio o un incidente come il tuo non potrebbe accadere mai. Quando ti si indicano le tante altre soluzioni che esistono, ma che evidentemente non sono state, per chissà quali ragioni, tra le tue opzioni di scelta. Fa paura solo a me questo modo moralistico chic di porre la questione? Non è forse lecito immaginare che se tu avessi avuto la possibilità di gestire la tua vita come una ragazza evoluta ed informata, o come le vip, quelle che partoriscono quasi sessantenni con la facilità con cui si scodella un uovo al tegamino, e poi via, veleggiano verso la loro carriera qualunque sia, allora anche tu avresti, forse, esibito il cucciolo esattamente come loro: come un dolce e tenero status symbol ? Davvero è terribile che sia stata assassinata una creatura innocente, una vita che si poteva salvare. Ma in questo, come in altri casi, vi sono dei moralisti, laici e non, che si accorgono che esiste una pietas, che non hanno forse  mai praticato, solo quando è troppo tardi. Eh certo, una mamma alla Belen è una bella e santa, mentre tu un demonio, una strega, una rozza senza qualità.
Ci sono molti modi di morire, ma le vittime sono di solito tra i più deboli.
Perdonate il mio sfogo, ma i moralisti non li sopporto.
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Una risposta a “Come fare la festa alla “mamma assassina”

  1. L’ha ribloggato su Il Blog di Tino Soudaz 2.0 ( un pochino)e ha commentato:
    Grazie MSP in questi giorni stavo proprio pensando alle stesse cose.
    E non sopporto neanche io i moralisti.
    Hai fatto bene a spiegare l’uso di certi termini.
    Complimenti CS

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