La tv all’Opera… Rigoletto docet

Inizia, al mattino, il Pancani tapino;
Merlino, Sardoni, e Tiziana Panella
sciorinano il trucco con tacco e gonnella;
è tutto un via-vai di opinioni di fino
tra il Feltri anzianotto e il giovin renziano
battute d’ammicco e passaggi di mano:
s’imbambola infin l’italiano al tiggì?
ma manco per niente: duo o tre telefilm
e poi la serata con Gruber labbrosa
qualche altro talk show ed il Floris sta in posa:
e se non bastasse anche il Crozza sfinisce:
“ch’io rida, buffon! ” Rigoletto ammonisce.

Notina per gli amici non melomani.
“fa’ ch’io rida, buffone”è la frase che Rigoletto pronuncia durante la sua invettiva contro il duca di Mantova, suo padrone, ricordando come quel violento donnaiolo, che ha appunto appena sedotto sua figlia Gilda lo apostrofasse perché lo divertisse… ehem..

Questo padrone mio,
giovin, giocondo, sì possente, bello,
sonnecchiando mi dice:
fa’ ch’io rida, buffone…
Forzarmi deggio, e farlo!… Oh, dannazione!…
Odio a voi, cortigiani schernitori!…
Quanta in mordervi ho gioia!…
Se iniquo son, per cagion vostra è solo…
ma in altr’uom qui mi cangio!...

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