Archivi del mese: ottobre 2014

Il petrolio è il lavoro

 

“Il nostro petrolio è il patrimonio artistico!” proclama molta parte della gente nuova o riciclata scambiando, ad arte, l’effetto con la causa.
Tutti i messaggi di questo tipo sbilanciano infatti l’attenzione di chi ascolta verso una esaltazione strumentalizzata della bellezza e rafforzano la convinzione che l’apparenza, l’immagine, l’estetica siano una sicura strategia di successo.
Sulle opportunità e le eventuali fonti di ricchezza, invece, si dovrebbe anche dire che la bellezza sia quella delle Arti sia quella dell’Artigianato, del Design e altre non esiste solo grazie al genio individuale dell’Artista creatore. Fondamentali coproduttori della bellezza sono stati indispensabili operai, scalpellini, manovali e muratori che hanno innalzato edifici o cattedrali da abbellire con quadri, statue, cupole, mosaici; sono statu gli indispensabili artigiani umili che con le loro mani hanno fabbricato strumenti e ideato soluzioni; sono state  le preziose le sarte ricamatrici, i fabbricanti di bottoni, i tessitori di sete e broccati; e ci sono voluti operai di fabbrica per fondere, assemblare, mettere in produzione il progetto. E sono fondamentali la dedizione e la competenza, la fatica e il lavoro dei restauratori che quotidianamente preservano le opere. L’elenco qui scritto è solo parziale ed imperfetto suggerimento; ciascuno di noi può riflettere e scoprire quante persone hanno lavorato e lavorano per ottenere un prodotto, un’opera che possa essere ascritta alla categoria della bellezza
A ben riflettere scopriamo che il nostro vero petrolio è il lavoro, appunto non il suo effetto. Ma tutto questo cosa può importare a chi non ama la bellezza ma il potere?

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Sangue vs manganelli

E come fa presto a scorrere il sangue,
bastano quei bastoni
e le mani di servi
obbedienti e violenti;

basta da un lato l’arroganza dunque
bastano dall’altro le buone ragioni
e il coraggio e scorgervi
le fiamme ardenti

dei diritti negati.
Bastano: e il sangue presto scorre:
mentre menzogna corre
sulle labbra dei venduti.

Le colpe dei vecchi politici (con o senza leopolda)

Come sostiene il nuovo Masaniello o Cola di Rienzo, personaggi che la Storia nel suo lungo e non sempre silenzioso cammino non manca di proporci periodicamente, la vecchia classe politica ha colpe gravi. E non si tratta di quelle di aver perso voti.
Lui, Matteo-Masaniello-Cola, se la prende con i vecchi del suo Pd, ma potremmo negare che quelli degli altri partiti siano innocenti e che le devastazioni a cui assistiamo li esonerino da responsabilità?
Il fatto è che i vecchi, o le vecchie generazioni, le loro colpe le hanno e sono evidenti. Hanno anche grandi meriti, ma il riconoscerli non appartiene alla famelica e arrembante brama di potere della gente nuova e possiamo questa volta tacerne.
Aver lasciato crescere la corruzione,  aver trasformato la politica in una sorta feudalesimo vergognosamente volto ai vantaggi personali, al nepotismo, al familismo, aver concesso che scandali fossero riassorbiti nel magma e che il potere si ammantasse di privilegi inossidabili e, il che è forse più grave se possibile,non aver maturato un pensiero in grado di sostenere il confronto col presente sono colpe gravi. E altre che tutti sappiamo potremmo aggiungerne.
Ma la più odiosa è probabilmente quella di non aver voluto e saputo educare e far crescere una nuova generazione di politici colti, responsabili, seri, preparati.
E, senza farla troppo lunga, ecco qua il Masaniello populista, il tribuno arrogante o, se preferite, il vitello d’oro in bluejeans abbarbicato ai twitt.
Non sorprende che si diletti a ghignare sull’uso del digitale secondo lui sconosciuto ai vecchi. Sorprenderanno solo coloro che lo voteranno ancora: alcuni di noi possono aspettare e verificare. Ma chi ha perso lavoro, speranza, futuro non può aspettare e non porta a casa il pane della leopolda.
E questa è una colpa vostra, vecchi politici, e non provate a negarlo. Colpa vostra. Maxima culpa.
Noi cittadini comuni abbiamo educato i figli molto meglio, e la maggior parte di questi nostri figli subisce dignitosamente i colpi di avversa fortuna o, meglio di avversa politica. Colpa vostra. Gli sbeffeggiamenti del vitello d’oro leopoldino ve li meritate tutti.

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di Francesco Erspamer

contro analisi

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