La memoria di un’Italia diversa

_donne.jpg_1955669422A volersi far del male si possono guardare i programmi di Rai Storia specie quando parlano della guerra di liberazione e delle donne e gli uomini che vi hanno partecipato, della nascita della Costituente e della Repubblica.
A volersi odiare si possono anche ricordare i primi anni della ricostruzione e della industrializzazione dell’Italia povera, sconfitta e distrutta dalla guerra
A voler proprio soffrire si possono confrontare quelle facce di donne e uomini: eroici ma modesti, lavoratori ma senza vantarsene, semplici e scavati, circondati da famiglie con nugoli di ragazzini e con le foto dei vecchi e senza quasi sorriso.
Ecco, finalmente ho capito, e ringrazio il mio narciso modo di ragionar scrivendo, perchè i rampanti e le rampati nuove generazioni di politici odiano le persone anziane, detestano gli intellettuali, non sopportano quelli che portano con sè memorie.
La memoria porta al confronto, e sanno che se si scuote la testa quando promettono di farci pagare le tasse con l’sms , la dentiera o na manciata di euro tolti altrove è perchè abbiamo in mente un’Italia diversa. Oh quanto diversa.
E non vi piace, vero? Non ci comprate con lo shortino del venerdì sera, col chiasso, col tacco 12; e lo so.
Ne sconfiggerebbe molti di più la memoria che la campagna elettorale

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Una risposta a “La memoria di un’Italia diversa

  1. Andrea (ex alunno)

    Quanta verità in queste due righe…

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