Metti un libro, a scuola

nessun problema?

Provo a dirlo con pacata ragionevolezza, spero.
Un corpo docente di liceo che offra letture ad adolescenti dovrebbe avere come scopo utile quello di contribuire alla loro cultura e alla loro formazione. Indubbiamente esistono valutazioni che, sottoposte al consiglio di classe, possono sdoganare qualunque argomento e sottolineo qualunque.
Tenendo conto del momento storico attuale, della situazione sociale contingente, della sensibilità e delle sollecitazioni a cui i ragazzi sono esposti e della complessità dell’impatto di ogni singola azione (a 360 gradi) di un adulto educatore sui ragazzi si potrebbe ragionevolmente desiderare che la scelta delle letture abbia obbiettivi formativi e culturali ben chiari.
Nessuna persona mediamente informata può pensare che i nostri adolescenti siano creature cresciute sotto una campana di vetro, ignare di comportamenti attinenti alle esperienze sessuali.
Aggiungerei che spesso la scuola è sotto accusa perché si ritiene che non formi né informi sufficientemente anche sul tema sesso; ma accuse sono anche quelle che imputano alla scuola che i ragazzi non sappiano cosa si festeggia il 25 aprile, cosa sia l’olocausto, come si usano l’accento e l’apostrofo, che mancgino di gusto e sensibilità artistica e musicale, che non amino la lettura, che siano ignoranti di matematica; si imputa alla scuola l’alcolismo, la droga, la violenza, il bullismo notoriamente piuttosto diffusi. I docenti universitari spesso denunciano una diffusa ignoranza (secondo loro) delle nozioni minime di cultura generale.
Bene: tra tutte queste carenze (e certamente pecco per difetto) in un liceo romano si ritiene che sia urgente informare mediante il libro “Sei come sei“.
Siamo proprio sicuri che valga la pena di lanciare una campagna antiomofobia se ci sono genitori perplessi o contrari? 
Ovviamente ci sono strumentalizzazioni e eccessi.
Ma proviamo a valutare l’insieme e non un singolo aspetto che, sia consentito dirlo, è anche troppo facile cavalcare animosamente con certezza di audience.
E chiederei, caso mai, quali altri libri sono in programma in quel liceo.
No? Non va bene? Pazienza.
P.S: Certamente l’editore ringrazierà.

 

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2 risposte a “Metti un libro, a scuola

  1. L’ha ribloggato su Il Blog di Tino Soudaz 2.0 ( un pochino)e ha commentato:
    Sono sempre d’accordo con te!

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