Mariastella Eisenberg, Madri vestite di sole

Un contributo straordinario, oserei dire “corale”, perfettamente corrispondente a una delle specifiche qualità della poesia di Mariastella Eisenberg. Ribloggo con gioia e presto unirò anche le mie a queste parole di cui non possiamo fare più a meno.

Lettere migranti

Eisenberg_Madri_vestite_di_sole

Mariastella Eisenberg, Madri vestite di sole (interlinea, 2013)

Nota di lettura di Anna Maria Curci

La cognizione del dolore scritta, incisa, scandita brano per brano, ricostruita brandello per brandello, estratta con la determinazione di chi ha subito il colpo più temuto, strappata al silenzio e portata alla luce: questa è l’essenza di Madri vestite di sole di Mariastella Eisenberg. Laddove attorno a noi ci si affanna a negare il dolore, a ignorare il lutto, a soffocare il grido con la vacuità, la poesia, ben consapevole di non essere salvifica, ma responsabile, non narcotica esaltazione, ma espressione, che si fa corale, di ciò che si vuole soppresso, represso, innaturalmente compresso, «restituisce al mondo il dolore, sperando che altri ci aiutino a sopportarlo, anche senza saperlo, solo leggendo quelle parole che ritorneranno in qualche modo a chi le ha scritte.» (p. 159).
Della fatica, quasi insopportabile, dell’estrazione della parola dall’oblio si fa…

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