Luci a Palazzo Chigi italiastaiserena

Nella notte c’è una luce
che s’accende in un palazzo,
il solerte premier scrive,
compitando, un discorsetto.
“Son renzin, furbetto e bruno
come me non c’è nessuno
svelto son, leal, veloce
chiedi a Letta e te lo dice
son amico assai fidato
credi a me e t’ho già fregato”.
Spegne il lume e a letto va
e si sente un marajà.
(Ma poi… all’India piacerà?)
*       *       *
E’ mattina e in tutta fretta
nella parca cameretta
d’un palazzo del potere
sta il matteo pieno d’ardore.
Il discorso ha scribacchiato
rio Delrio l’ha un po’ aiutato
e non temono dolori
dai signori senatori.
O maremma maialina
com’è dolce la mattina!
Italiani malcontenti,
che vi pigli un’accidenti!
Noi si fa l’Italia nova
c’è chi pianga e chi non goda?
Noi si sta tutti contenti
col potere in mezzo a’ denti.

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Una risposta a “Luci a Palazzo Chigi italiastaiserena

  1. Andrea (ex alunno)

    Continuassero a giocare…intanto in casa mia uno stipendio non entra più. Le bollette e la posta della banca per il mutuo…entrano invece puntuali. osì come le richieste puntuali (e legittime !) dei figli.
    Aspettando la rivoluzione….
    Ciao,l Andrea (ex alunno)

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