Anna Maria Curci, insegnante

Anna Maria Curci non è solo una insegnante brillante, colta, amata. Lei, e lo sa bene il Web ma non solo, è anche promotrice di iniziative culturali, germanista, formatrice, traduttrice, pubblicista, redattrice, blogger e, insomma, è difficile esaurire l’elenco delle sue attività, tutte animate da grande passione, senza tralasciarne qualcuna. 
Oggi voglio però parlare di lei come insegnante e non solo perché è stata una mia carissima collega, ma perché questa professione così straordinariamente importante merita di essere rappresentata anche da quelli che voglio definire semplicemente i bravi .
Dedico dunque ad Anna Maria Curci insegnante questo piccolo mio scritto. Lo scrivo qui, in Notecellulari, il mio blog, diario fedele che non dimentica. I blog infatti non sono ancora stati asfaltati dai social, ma di questo possiamo benissimo parlare un’altra volta. Come sempre il mio scrivere è da blogger, quindi estemporaneo e nasce e vive in rete. Ma anche questo è un altro discorso.

Ascoltare Anna Maria Curci, Insegnante

Lungo la strada di poeti e poesie
sosti e c’inviti, il tuo parlare illumina;
nello zainetto una riserva buona,
batte il tuo cuore tra le tue parole.

Mi ricordo e posso ancora testimoniarlo.
A scuola. L’ascoltano già prima di vederla; lei cammina determinata e concentrata, i suoi passi spediti risuonano per i tacchi che picchiano sul pavimento di granito.
E’ lei, i ragazzi l’aspettano e il suono dei passi l’annuncia.
Poche volte abbiamo fatto lezione insieme, tutte importati, determinanti. Ne ricordo una che precedeva la visione, con due classi, de Il Flauto Magico di Mozart; ne ricordo un’altra: li abbiamo preparati ad assistere, al teatro dell’Opera, al Siegfried di Wagner eseguito senza scene, in forma di concerto. (E poi dicono che i ragazzi…). Altre cose insieme abbiamo costruito ascoltandoci, parlandoci, trasmettendoci idee.
La seguono come catturati, i ragazzi, mentre lei modula la voce, senza mai alzarla, e sa rendere, attraverso svariate sfumature, messaggi diversi. Gli argomenti: li annuncia, li propone, ne sa dare connotazioni e colori; aggiunge osservazioni e testimonianze, documenti e citazioni, commenti, stati d’animo e stimoli.
L’ascoltano i ragazzi e le ragazze e io osservo i loro occhi che la seguono, s’illuminano, si corrucciano come onde crescenti e diverse di attenzione, di emozioni, di curiosità che si alternano a stima, appartenenza.
Perché sì, loro le appartengono, lei è la guida, il modello, ma anche l’eccellente antagonista che li fa crescere, che alza con sapienza i paletti da superare.
Non chiedetemi se qui si parla d’affetto, non semplifichiamo le cose, non banalizziamo.
Il “maestro” è amato quando il suo allievo ne è trainato ed influenzato prima dalla stima.
No, qui non ci sono forme di affetto generico: l’autorevolezza di Anna Maria è una spada lucente che scoraggia l’ipocrisia e stimola al confronto. Per l’allievo essere degno del confronto significa crescita e loro, mentre l’ascoltano, infatti, crescono.
La sua voce modula, racconta, s’impenna senza alzar toni, varia pronunciano una lingua che cento e cento ragazzi hanno imparato ed imparano ed è diventata e diventa strumento anche per loro.
Ah sì, l’ascoltano, eccome.

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2 risposte a “Anna Maria Curci, insegnante

  1. Ti leggo con gioia e riconoscenza, un po’ di Sehnsucht per i tempi trascorsi insieme con le nostre classi e l’allegria nel cuore al pensiero delle nostre conversazioni che proseguono anche fuori dalle mura scolastiche (ma sempre con la passione della ricerca e la consapevolezza delle responsabilità come educatori). Grazie, Serena, per questo dono prezioso.

  2. Quel ch’io vi debbo, posso di parole
    pagare in parte e d’opera di… tastiera 🙂

    In realtà amica mia la questione che mi pongo è anche questa: se tutti noi avessimo l’idea e la volontà di dire quello che pensiamo e soprattutto di dimostrare apertamente il bene e il bello che apprezziamo negli altri quando lo troviamo, allora forse saremmo meno frastornati da modelli chiassosi e spesso inutili quando non volgari.
    Invece troppo spesso indichiamo e denunciamo solo quello che dispiace: pratica sacrosanta, ma monca, parziale, non sempre utile a cambiare direzione.
    Grazie a te.

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