Tanto renzi per nulla

Beh sì forse è meglio aspettare che volino gli stracci e le piume, forse è preferibile mettersi in loggione a guardare la scena dove, come si canta nel Ballo in maschera “… la tragedia muta in commedia” e potremo commentare “che baccano sul caso strano”.
Se ha ragione, come io sono orientata a pensare, l’antropologa prof.ssa Amalia Signorelli, docente alla ‘Sapienza’ di Roma che sosteneva (inascoltata dagli schiamazzanti convitati) ad Agorà, oggi, che i cittadini se ne infischiano della politica di cui ormai sono disamorati ed hanno altri urgenti e ben gravi problemi come, ad esempio, il lavoro, allora è tragico assistere a un combattimento di pupi e pupari interessati solo a spartirsi i seggi alle elezioni pretendendo che noi si creda che lo fanno “per il bene del paese”.
In realtà è ridicolo e anche arrogante illudersi che possa tifare Renzi o Cuperlo chi ha paura del presente e del futuro, a chi vede frustrate le sue speranze, a chi si vede tagliare la pensione o la paga ma aumentare le tasse.
Il segretario che sciorina i suoi tremilioni di voti di cui due a suo carico dimentica che in Italia ci sono oltre 40 di cittadini con diritto al voto che non si sono filate le primarie nonostante fossero apertissime a tutti.

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