Noi semplici, che scriviamo e meritiamo rispetto

Ecco come e perché ho deciso di Auto-PubblicareQualche giorno fa ho letto parole irridenti, sghignazzamenti, sbeffeggiamenti su persone che scrivono.
L’irrisione era a proposito di concorrenti a Masterpiece, una trasmissione in tv che ovviamente non guardo e non mi interessa, ma nella quale si cimentano aspiranti scrittori. E giù critiche e non sul format, non direttamente sui cosiddetti giudici che si prestano al massacro dei dilettanti, ma proprio contro i concorrenti, su chi si era proposto a vario titolo e in forme diverse a una selezione a cui non voglio nemmeno pensare.
Guardate che è pericoloso deridere chi si esprime. E’ un altro passo verso il silenzio.
Le ho lette quelle parole, e non mi passa il magone. Mi sono messa nei panni di chi si era presentato; mi sono immedesimata,  perché anche io scrivo, mi considero (silenziosamente) scrittrice, e certo, molto diversa, non vado ad espormi a giudizi o esibizioni bacchettabili. Mi basta potermi esprimere e lasciarmi leggere da chi vuole.

Attenzione, i tempi sono oscuri, ci vuol tanto tempo per fare giorno, la notte invece si avvicina rapida.
Fate attenzione voi che, cinicamente e forse per ottenere attenzione, criticate persone semplici, comuni come noi che scrivendo si esprimono sinceramente. Ogni nostra parola esce alla luce per dar voce a noi, ma anche a chi non ha voce.
Fate attenzione: la vostra satira si volga invece a contrastare i potenti di successo e non chi non ha altro che le sue parole.
Le critiche verso scrittori dilettanti non sono generose e feriscono.
Fate attenzione alle conseguenze del silenzio che, in modo subdolo è in questo modo evocato: il silenzio è fratello, bastardo, della censura.

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3 risposte a “Noi semplici, che scriviamo e meritiamo rispetto

  1. Il tuo post mi ha ricordato i primi anni 1990′ quando Guido, mio marito, curava la rivista “Il Racconto” di Crocetti editore. Guido all’inizio era molto scettico, poi rapidamente si è entusiasmato. Certo, tra le pile di dattiloscritti che l’aspettavano ogni settimana quando scendeva a Milano per la cernita, non tutto era pubblicabile, ma ogni volta c’erano molti testi interessanti, scritti bene. E così son nate corrispondenze, amicizie.
    Ma il vantaggio era che questo avveniva in un rapporto 1 a 1, non in TV: la TV lercia tutto quel che tocca, riduce tutto a corride penose, in nome del concetto che i suoi dirigenti si sono inventati del “gusto del grande pubblico”. E non solo quelli delle TV commerciali. Ricordo ancora con quanta spocchia Angelo Guglielmi, negli anni 80 direttore di Rai tre, cioè in teoria un intellettuale a capo di una rete in teoria culturale, sparlava del suo collega Vasillis Vassilikos – lui uno scrittore vero – dicendo: “Poverino, crede ancora alla missione educativa della televisione di servizio pubblico.”

    • Che bello leggere nelle tue parole, Claude, la sensibilità e l’attenzione di chi legge con interesse, senza snobismo, con curiosità. E’ proprio vero la tv riduce tutto a corride penose, che peccato. Grazie Claude

  2. dobbiamo liberarci dai lacci di questa falsa democrazia dell’alternanza .. .nulla è cambiato in questi ultimi 40 anni : alla monarchia ed alla dittatura anche i proletari sono divenuti dialetticamente borghesi … il partito ed il parlamento sono i nuovi burocrati al servizio del potere economico : storie di tutti i giorni dimostrano l’incapacità della classe politica , l’intrallazzo morale di politicanti incapaci , ma prima ancora ,di persone mediocri alla guida di una nazione colma di storia ..

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